
SCHIRRU RITA
La
porta
Corre
il mio sguardo al deserto balcone,
si rinnovano i moti del mio cuore?
Avrei voluto conoscerti, amarti, godere di te.
Ti pensavo solo come me, come me ti immaginavo
prigioniero di una libertà
che non chiedeva nulla, che non ti dava nulla?
Vestita a festa e profumata,
mi presentavo talvolta alla tua porta.
Volevo inebriarmi di te, Volevo inebriarti di me!
Ma inquietante era la mia speranza
di varcare la soglia della tua casa;
e con le braccia ciondoloni lungo i fianchi,
le braccia che già erano verso te protese,
sempre, esitando, sui miei passi ritornavo.
Languiva il mio cuore,
perso dietro a un sogno incompiuto;
ma così reale era nel mio sogno
la carezza delle tue mani,
che ha potuto rinverdire
il fiore secco della mia giovinezza.
Schirru Rita
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