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FRANCA MORAGLIO GIUGURTA

Via Gramsci 23/9 17014 Ferrania(SV) Tel. 019 520043

francamoraglio@giugurta.com

CENNI CRITICI

FRANCA MORAGLIO GIUGURTA NATA AD ALTARE ,RISIEDE A FERRANIA(SV) DOVE VIVE E LAVORA,IMPEGNATA COME PITTRICE DALLA GIOVANISSIMA ETA' .E’ PRESENTE NELLE MANIFESTAZIONI D’ARTE E DA QUALCHE TEMPO NELLE MANIFESTAZIONI LETTERARIE NELLE QUALI HA MERITATO IL PLAUSO E L’APPREZZAMENTO CRITICO DI NUMEROSE GIURIE.E’ PRESENTE IN MOLTE ANTOLOGIE DI POESIA CONTEMPORANEA NAZIONALI E INTERNAZIONALI.

ALLA SCUOLA DELLA NATURA E DI GRANDI MAESTRI FRANCA MORAGLIO GIUGURTA E’ DIVENTATA UNA DELLE VOCI CROMATICHE PIU’ SIGNIFICATIVE DELLA PITTURA ITALIANA.I SUOI COLORI TINNULI E SFUMATI EVOCANO MOMENTI ESSENZIALI DEL PAESAGGIO DELLA BORMIDA.

L’ANIMA FLUVIALE DI FRANCA E’ CERTAMENTE L’INDAGATRICE LIRICA PIU’ ISPIRATA E COERENTE DEI MISTERI DELLA NATURA,DELLE ACQUE E DELLE SELVE,DEI SUSSURRI DEL VENTO CHE PIEGANO ALBERI E RADICI.

SIRIO GUERRIERI

POESIA LIRICA,RICCA DI ELEMENTI FLUIDI-SOLIDI-CATALIZZANTI,PROVENIENTI DALLA NATURA E DALL’IO NARRANTE,QUELLA DI FRANCA MORAGLIO GIUGURTA,CAPACE DI SCHIZZARE PROCESSI PSICOLOGICI CON POCHI VERSI,IN SVELTI RILIEVI CON INDICE TALORA DI SLITTAMENTO AL PARLATO,CHE SANNO ILUMINARE LA LABIRINTICA COMPLESSITA’ DELL’ANIMO UMANO,INTESO A SVELARE IL SENSO PROFONDO DELLE COSE,AL FINE DI COMPRENDERE LA TRASCENDENZA:”Come le api,senza posa/i miei pensieri fanno/anche il turno di notte/……Vi prego!Aiutatemi a trovare Dio.”TUTTA L’OPERA POETICA E’ CARATTERIZZATA DA UNA SOFFERTA CONFESSIONE,CHE CONDUCE L’AUTRICE AD UNA DIFFICILE VERIFICA DEI PROPRI MEZZI ESPRESSIVI NEL TENTATIVO DI ACCOSTARSI ALLA PUREZZA DELLA PROPRIA INDIVIDUALITA’ :”….La tristezza mi è compagna fedele,/la sicurezza la rincorro instancabilmente;/la vedo,è un albero d’oro all’orizzonte.”C’E’ INDUBBIAMENTE UN SOFFERTO AUTOBIOGRAFISMO CHE SA GODERE DELLA NATURALITA’ PRIMIGENIA,SEMPRE DESCRITTA CON FORZA,MA CHE DIVIENE “CHIMERICO PIANTO”IN PRESENZA DI SITUAZIONI TRISTI E DOLOROSE,CHE COINVOLGONO FINO ALLA COMMOZIONE IL LETTORE.

GIOVANNI NOCENTINI

“CON VERSI DI GRANDE BELLEZZA,E DI RAFFINATA CONNOTAZIONE LIRICA,ANCHE SE DI SPESSA CONCRETEZZA,FRANCA MORAGLIO GIUGURTA ESTERNA SENZA VELI IL SUO MONDO DELL’ANIMA.IL “TAGLIO” SFIORA,A TRATTI,IL GENERE NARRATIVO,STRUTTURANDOSI DI PROPOSIZIONI INCIDENTALI O,COMUNQUE,DI POSIZIONATURE DEI LEMMI CHE FRENANO LA MUSICALITA’.IN ALTRI MOMENTI POETICI,INVECE,IL RITMO PRENDE IL SOPRAVVENTO E I VERSI ASSUMONO,ALLORA,UN’ACCENTUATA FORZA ESPRESSIVA.I SUOI CENTRI D’INTERESSE SONO VASTI E RIVOLTI,IN PARTICOLARE,ALLE PROBLEMATICHE PSICOLOGICHE CHE CARATTERIZZANO L’ESSERE UMANO,IMMERSO NELLA REALTA’ DEL CONTINGENTE E DELL’EFFIMERO.EPPURE LA POETESSA SA GODERE I BENI SUPREMI DELLA LIBERTA’,DELL’AMORE E DELLA SPLENDIDA NATURA,DI CUI SUBISCE IL FASCINO.

IN PRESENZA DI ASPETTI SITUAZIONALI FRUSTRANTI,TRISTISSIMI,IL SUO CANTO DIVENTA “PIANTO”….LIRICO,CHE NON RIUSCENDO A TRATTENERE DENTRO,COMUNICA AL LETTORE(E LO PORTA ALLA COMMOZIONE);MA LO FA CON DOLCEZZA,CON GARBO,QUASI CON PUDORE,COME NELLA LIRICA “ELEGIA PER UNA BAMBINA”.

MARCO DELPINO e PAOLO RICEPUTI

Impegnata come pittrice e poetessa Franca Moraglio Giugurta è nata ad Altare(SV)ma vive a Ferrania.E' una voce cromatica più significativa della pittura italiana e di lei hanno scritto,fra tanti :Massarelli,Tralli,Scalisi,Ursini,Vignolo ed altri ancora.

E' apprezzata in Italia e all'estero.I versi,poi,netti e limpidi,hanno una loro connotazione con tonalità coinvolgenti in cui si coglie il senso della vita e dell'amore:come una virgola che nel tempo compare e si smarrisce.

Luigi Pumpo

Singolare davvero questo libro " Dal diario di un'inquieta" che la poetessa/pittrice ligure ci dona in punta di piedi,in un'assorta forma di cromatismo/poesia;ed esso rispecchia tutto il fervore di un'anima tesa e proiettata verso la luce solare più alta.Nelle pagine si rincorrono sensazioni multiple legate al trascorrere del tempo ed alla peculiarità dell'anima:tutto in un variegato mondo che è lo specchio vero di Franca Moraglio Giugurta.

La poetessa sembra colloquiare.Sembra aprirsi ad un confronto di alta umanità;e lo fa con tremore ,senza albagie di sorta.Proprio per aprirsi agli altri e donare tutto il mondo che le arde dentro.Un bel libro.Smilzo,ma profondo.Un libro che ci è compagno nel nostro vivere quotidiano che somiglia allo specchio della vita,lo specchio della poetessa.

Luigi Pumpo

Laddove inizia forte il dolore che strappa il cuore all'ego,comincia la preghiera di Dio:"Oh Dio,salvami da questa tremendo dolore che mi strappa il cuore!"E Dio ci viene a salvare,alleviando il nostro dolore,rassicurandoci che quello che ci sta accadendo,altro non è che un'esperienza utile alla nostra crescita spirituale.Franca Moraglio Giugurta nel suo

"Diluvio e meditazioni"scopre l'importanza di "….una preghiera infinita,profonda,silenziosa".Quando l'uomo prega,durante o dopo il dolore,innalza l'anima a Dio e libera il suo cuore dall'angoscia dell'io.Il potere dell'uomo sta,dunque,nella preghiera ,nel saper pregare Dio per liberarsi dell'angoscia che l'opprime.Quando si prega Dio,di solito ci si volge al cielo o ci si raccoglie in noi stessi.Una preghiera quotidiana può senz'altro contribuire a rendere l'animo più sereno,a superare quegli scogli dell'anima che si sono venuti a creare nel corso della nostra vita,con la perdita di una persona o di più persone care.Con la preghiera,Iddio lava il nostro dolore,lo purifica,lo sublima,lo lenisce,fino a farlo scomparire."Cammina con me,Signore,affinché il mio dolore possa diventare il Tuo."E Dio che è sempre accanto a noi,in qualsiasi istante della nostra vita,cammina con noi,o meglio,siamo noi a camminare con Lui,quando prendiamo coscienza della Sua presenza.Rivolgersi a Dio significa prendere coscienza della Sua presenza;è un po’ come vedere Dio.Infatti,parlando a Dio,si attiva in noi un senso di benessere piacevole e liberatorio.In questo modo Dio si manifesta a noi.Dipende,quindi solo ed esclusivamente da noi attivare la Sua presenza,altrimenti continuiamo a vagare nel mondo come in una stanza buia;i nostri occhi vedono le cose,ma non possono vedere Dio,perché noi non parliamo a Lui,non attribuiamo a Lui la giusta importanza,quella importanza che ci permette di individuarlo in ogni cosa che Lui ha creato per noi.Non dimentichiamo che possiamo vivere su questa terra questa vita,grazie alla Sua capacità di averci donato un corpo e una mente,senza i quali non avremmo potuto percepire il dolore che proviamo per la persona amata.Ecco perché il nostro dolore è il dolore di Dio.Nulla appartiene a noi,neppure la nostra vita.Tutto appartiene a Dio ed è a Lui che bisogna rivolgersi per chiederGli di liberarci da ciò che ci fa soffrire.Dio è in noi e noi siamo in Lui.Questo ci insegna la poesia di Franca Moraglio Giugurta.

Giovanni Campisi

La poesia di Franca Moraglio Giugurta è una vera e propria ode alla natura.Ella non parla della natura,bensì l'ascolta per meglio entrare in sintonia con essa.Il contatto diretto con la natura,infatti,ci riporta alle origini,all'armonia cosmica per cui siamo stati creati.Vivere a stretto contatto con la natura e porsi nell'ottica della creazione è possibile ascoltare e comprendere il significato di tutte le meraviglie naturali.Nei due splendidi versi che aprono la poesia "Ti troverò sotto la luna al diradarsi della nebbia"Franca Moraglio Giugurta ci dimostra come è semplice interpretare il linguaggio della natura,carpirne i più piccoli segreti,basta sedersi o,ancora meglio,muoversi in aperta campagna e osservare;il grande libro della natura è lì,spalancato davanti ai nostri occhi,noi non dobbiamo fare altro che leggere e comprenderne il significato.

Accanto alle meraviglie della natura,nella poesia di Franca Moraglio Giugurta affiora un sottile velo di malinconia per gli affetti perduti.Sono le cose della vita che,come in un'altalena senza fine,ci dà e ci toglie inevitabilmente quello che crediamo ci dovrebbe appartenere per tutta la vita,quando invece la regola fissa imperante è proprio l'incertezza assoluta di ciò che momentaneamente possediamo.In nessuna vita si può garantire la felicità,l'amore,l'affetto,la giusta ricompensa per ciò che si fa,poiché,se queste cose fossero scontate,per l'individuo non ci sarebbe nessuna crescita spirituale,bensì un semplice adattamento alle cose belle che alla fine si finirebbe per disprezzarle.Non bisogna dimenticare che l'uomo dopo la morte,non porta con sé neppure il corpo,poiché neppure quello gli appartiene.Con sé porterà solamente quello che è lui veramente, cioè quella parte inalienabile che costituisce la propria identità,tutto il resto entrerà a far parte del suo bagaglio di esperienza di vita vissuta.

Come i suoi dipinti,Franca Moraglio Giugurta è forza espressiva e va apprezzata la musicalità dei suoi versi che rendono autentica la poesia.

Renza Agnelli

La grande vivacità artistica e culturale di Franca Moraglio Giugurta risuona con forte evidenza nelle sue opere pittoriche,nei suoi disegni.Il messaggio artistico assume una particolare fisionomia di ispirazione contemplativa della natura,della realtà che la circonda.Ogni angolo del paesaggio,sia che fosse fitta vegetazione,sia che fossero sterpi secchi o alberi fioriti,viene rappresentata dal suo magico pennello,dal suo particolare aspetto psicologico,quasi trasportato in un'oasi di silenzio metafisico,in una ricercata accentuazione di suggestioni,di intuizioni,di attese.I quadri che la pittrice ha presentato rappresentano scorci della Valle Bormida e hanno atmosfere di sogno,pulizia,raffinatezza ed una morbida sensibilità femminile.I suoi colori tenui e pastellati,allegri ma non chiassosi raccolgono i silenzi della valle e fanno esplodere nel suo cuore messaggi di serena armonia e malinconia che non hanno né spazio né tempo.Spontaneità e freschezza sono le peculiarità di Franca,che sa distribuire nell'opera luminosità e senso di mistero,senso estetico e valore etico.

L'autrice è anche un'eccellente poetessa,la cui voce poetica canta l'amore e la bellezza,la libertà e la natura,il sogno e la speranza.Franca Moraglio Giugurta si nutre di arte e poesia;alterna le due arti infondendo,come faceva Pacuvio,nella poesia ritmi sonori e colorati,tutta la suggestività dei colori dell'arcobaleno e ai quadri,che diventano racconti,armonia e afflato poetico rendendo così tutta la sua opera poetica forza espressiva e quella pittorica forza evocativa delle bellezze naturali.Si interessa,con la sua poesia,dell'essere umano che si dimena in questa società frustrata e delirante;allora il suo canto diventa malinconia e pianto,ma non disperazione perché la Nostra è donna di coraggio e vuole dare dolcezza e speranza con il suo sorriso dolce e accattivante.

Romeo Jurescia


Franca Moraglio Giugurta è nata ad Altare e risiede a Ferrania dove vive e lavora come pittrice avendo ormai raggiunto fama nazionale con la sua presenza in importanti manifestazioni artistiche.Da qualche anno si cimenta con la poesia raccogliendo consensi nei Premi ai quali partecipa ed in generale dalla critica.Infatti hanno comentato le sue liriche alcuni tra i più quotati critici letterari italiani mettendone in rilievo le caratteristiche molto legate al mondo pittorico.Con queste poesie,fin dal 1986,ha vinto molti concorsi ed è stata inserita in Antologie rappresentative dei poeti italiani.Ha scritto di lei Romeo Jurescia :" L'autrice è eccellente poetessa,la cui voce poetica canta l'amore e la bellezza,la libertà e la natura,il sogno e la speranza.Franca Moraglio Giugurta si nutre di arte e poesia;alterna le due arti infondendo,come faceva Pacuvio,nella poesia ritmi sonori e colorati,tutta la suggestività dei colori dell'arcobaleno,e nei quadri racconti,armonia e afflato poetico…."Risulta evidente,pertanto,come le due forme artistiche si compenetrino nella sua ispirazione e completino una espressione varia e complessa della sua sensibilità.
La poesia è autobiografica poiché vengono delineate situazioni o sensazioni molto personali,ma la concretezza delle immagini,lo scavo psicologico operato nella propria interiorità,l'indagine sul mistero della natura e dell'uomo,astraggono le liriche dal contingente per portarle nella dimensione arcana e profonda dell'esistenza umana.Nonostante il tono garbato e sereno,nonostante la poetessa non si soffermi in inutili lamenti,ma affronti con lucida razionalità le situazioni più dolorose,si percepisce un lacrimare interiore,che si realizza nella lirica dall'intonazione elegiaca.Il suo anelito ad una panica comunione con la natura,a tornare a far parte di essa dopo la morte,come nella poesia "Libera nel vento",riacquistando la libertà primigenia dell'essere,deriva con buona probabilità dal bisogno di liberarsi dai vincoli stretti intorno all'artista dalle consuetudini sociali,che mortificano la spontaneità espressiva.Una poesia colorita,dunque,e limpida,volta a comunicare con immediatezza,come in una conversazione amichevole,ma pur sempre raffinata e fortemente lirica.

Rina Gambini

La poesia della Giugurta è ricamata e pennellata da un'insistente angolatura visiva,che crea belle immagini e inquieti movimenti,dove i versi hanno una musicalità dolce e armoniosa,che obbedisce ad un linguaggio essenziale e ricercato.E' presente anche un tendere all'Assoluto che rende l'umano più sfumato e comprensivo,dove il coraggio di vivere è l'anticorpo di base,senza il quale nessuna azione positiva può essere intrapresa,quale riscatto ed inno di speranza alla vita,sorretta da un commosso supporto spirituale che libera suggestive immagini poetiche dalla prigionia del reale e del transuente,per trasmettere il senso intimo dell'assoluto :di Dio.

Lia Bronzi

L'artista ferma nel quadro l'attimo dell'ispirazione dettata dai colori della natura,ma non può fermare lo scorrere del tempo che scolora i toni squillanti della primavera e della giovinezza.Con belle immagini la poetessa traccia un affresco,come già fatto sulla tela,della bella stagione e della rimpianta gioventù,concludendo con la simbolica descrizione della spensierata corsa di una scolaretta,che sfoga la sua esuberanza sui prati:un canto al legame tra vita e natura.

GianCarlo Molignoni

Dal mese di giugno 2002 è in libreria l'opera prima "Dal diario di un'inquieta" di Franca Moraglio Giugurta nota valente pittrice valbormidese.Un'interessante raccolta di poesie con la prefazione del critico letterario Neuro Bonifazi di Urbino,nella quale il critico svela con tratti sicuri e delicati la sensibilità poetica dell'autrice,il suo percorso di ricerca,il ritorno all'infanzia col suo bagaglio di ricordi in un'alternanza di gioia infinita e di solitudine,di dolore e tormentoso abbandono.Da qui scaturiscono versi di grande bellezza e raffinata connotazione lirica,dove l'autrice apre senza veli il suo mondo dell'anima.Voglio citare l'inizio dell'acuta prefazione del poeta Neuro Bonifazi: "Nella sua prova poetica
di sorprendente effusività ed eleganza,percorsa tuttavia da un rabbrividente soffio di visionarietà convulsa e avventurosa,Franca Moraglio Giugurta sembra che abbia recepito o ereditato,non sappiamo per quali vie,e trattato però modernamente,qualcosa della tragica sensibilità romantica europea,nell'immaginare la bellezza di una natura tempestosa e misteriosa,di volta in volta magica o funerea o nostalgica o pittoresca."La prefazione prosegue in un'attenta analisi delle sensazioni che le immagini riportano dall'anima,anima che nella poesia diventa "l'anima universale".E le poesie della Moraglio Giugurta sono un caleidoscopio di immagini che ne esprime in modo incisivo sia nella pittura che nella poesia tutta la vasta gamma.Raccolta interessante per chi ama la poesia e vuole tuffarsi in un mondo di forti emozioni.

Graziella Vallero

Dobbiamo trovare parole adatte,per aiutare l'attento lettore,per capire e comprendere i valori da dare ad ogni suo scritto.

Leggendo i suoi scritti,mi sembra di capire la grande necessità della scrittrice di scrivere per poter aprire il suo "intimo" al mondo dei lettori.In ogni suo scritto,ci sono delle gallerie da dover affrontare e spesso ci troviamo davanti ad una necessità impellente di vedere la luce.Correre sempre correre con una descrizione molte volte profonda in altre più curiosa e rischiosa per la larghezza della curva da affondare.Il quotidiano,viene descritto con molta determinazione ma sempre rimanendo in una descrizione fatta da libertà di pensiero senza riserve mentali.Una scrittrice di tutto rispetto,dove il vero "contemporaneo" è presente in ogni suo scritto.

La mia completa approvazione per il suo modo di scrivere,compreso i contenuti e per niente male varie"vene"di romanticismo,molte volte trattato con leggero affanno.

Giovanni Mazzetti

L'esprimersi attraverso il linguaggio poetico accompagna,in molti esempi,la produzione pittorica.Nel "Dal diario di un'inquieta",una raccolta di liriche,Franca Moraglio Giugurta racconta se stessa:futuro,presente,passato,aspirazioni,ricordi e rimpianti.Nelle vesti di poeta esprime le vibrazioni di un'anima mai soddisfatta e alla ricerca di mete sempre più alte.Nei versi si avverte,ad ogni situazione descritta,l'attaccamento di un essere alla sua terra:che la sospinge con una forza inesauribile e questa si spiega come un legame misterioso di sangue.In certe descrizioni,la valle Bormida appare densa di suggestioni misteriose e sembra essa stessa dar vita,oltre che a piante e cose,anche agli uomini :"è sempre torno a te/Valbormida ombrosa di mistero,nel nido a cercare tutto" di "Ricerche tormentate".Ogni sentimento,ogni ricordo d'infanzia e dei cari che l'hanno lasciata è trattenuto,è conservato nelle magie create dalle creature,soprattutto silvane,che abitano le vallate,nell'humus ricolmo di vicende e di avventure indimenticabili vissute dall'autrice da bambina o da adulta.

Talvolta l'autrice descrive l'esperienza interiore attraverso atmosfere rarefatte,simili a quelle che troviamo nelle tele mentre ,talvolta si distacca dall'espressione pittorica con un linguaggio meno impressionista:quando la cruda realtà umana sopraffa i sentimenti,è il momento della descrizione del funerale in "Elegia di una bambina",dove la "cassa minuta….ha fessure" e questo è un particolare indelebile,non si riesce a cancellare il crudo ricordo che de" la piccola bara di logore assi di legno": quella fessura-ferita è rimasta infissa,per sempre,anche nell'animo oltre che nella memoria.

In altre pagine si scoprono le pieghe nascoste di un'anima che vorrebbe un mondo positivo.Al contrario,l'Autrice è ben consapevole che il Male distrugga,dovunque passi,cose,animali,piante,persone e vinca sugli ideali migliori.Così accade in "Platano africano",lancinante ricordo di infanzia,in cui gli elementi della natura si scatenano e una bambina guarda incredula l'enorme tronco spezzato dell'albero,che è diventato per lei simbolo di certezze,mentre in "Speranze dopo il sisma" affiora,nella distruzione circostante,una debole speranza di rinascita.

Le sollecitazioni che spingono l'Autrice a descrizioni di particolari famigliari,si traducono,attraverso la poesia,grazie alle metamorfosi,per cui anche il paesaggio si umanizza e il tempo stesso trasforma anima e corpo,attuando una sorta di panteismo;nella lirica "In cerca di pace",il Poeta si lascia coinvolgere dall'atmosfera creata dal fiume e dal vorticare allegro dell'acqua:resta in attesa fiducioso del sereno;infatti per due volte compare l'arcobaleno,che qui simboleggia la pace interiore e la tregua dalle turbolenze della vita.I ricordi avvolti da quelle brume,che ritroviamo in diversi dipinti in cui la Valbormida è protagonista,affondano nelle vicende e si accendono di una volontà di vivere quanto di un intimistico sentimento,che viene dettato dal pessimismo;questo sentimento è appena velato dalla sfiducia nell'uomo:"…anch'io come te(fiume) sento inquinare il mio io,la mia vita,da falsità agghiaccianti " in "Dialogando con il Bormida";oppure è segnato dalla malinconia,che deriva dalla predominante stagione fredda,particolarmente rigida e lunga in queste lande:la neve diventa la misteriosa costante presenza delle valli insieme a rumori ovattati interrotti e si leva il sospirare delle terre,che sono costrette al letargo dal manto nevoso("E' il bosco nudo che si dona all'inverno" di "Vigilia 99").In ogni stagione,quando la solitudine attanaglia mente e spirito,il fiume diventa l'unico interlocutore;le sue rive cingono e accolgono,in un abbraccio materno,chi vi cerca rifugio e,per una sorta di regressione benefica,si ritorna all'origine:"Sono tornata ferita ai fianchi del Bormida",come afferma dolente in "Cerca di pace".Il mistero del fascino del fiume e dei suoi boschi aleggia nelle liriche con momenti liberatori,attraverso ricordi,tramite le aspirazioni che non abbandonano né la mente né lo spirito:l'Autrice afferma in "Libera nel vento" che,dopo aver condiviso l'esistenza con gli altri esseri silvani,vorrebbe sopravvivere,restando sospesa ne "il rinnovarsi delle stagioni" e immergersi nelle fragranze di resine e fiori.Un'altra magia della Valbormida sembra concretizzarsi in "Ardere",un evento drammatico come l'incendio trasforma il bosco incantato in un "Inferno",gli alberi sono "feriti a morte"ma, "a braccia tese come croci",emettono un sussurro e invitano a sperare in una rigenerazione.

Il sentimento amoroso vince il pessimismo e spesso l'Autrice cerca rifugio in Dio,in una incessante ricerca,soprattutto nei momenti particolarmente drammatici,oppure diventa legame indissolubile nel ricordo dei genitori,che,nitido,si staglia nelle poesie a loro dedicate;altre volte si scioglie nel tenero legame con l'uomo con cui ha scelto di vivere,come appare nella lunga lirica "A Roberto";talvolta dubbiosa si rifugia nella solitudine della creazione,rinnovando il suo credo nei suoi amici fedeli : con "carta e matita" chiude la lirica ad essi dedicata.In questi momenti,particolarmente intimi,descrive un ritratto di se stessa in modo netto e preciso,senza nascondere l'inquietudine che la tormenta e la spinge a dialogare con l'astro lunare,in "Shiuma di luna",oppure con il mare in "Mare di Liguria".Talvolta si accosta alle sue creazioni pittoriche,nelle descrizioni del paesaggio,del fiume,delle piante.In "Gravi dimenticanze" rivisita una soffitta,ricolma di "cose" di infanzia,come l'ha descritta in un suo amatissimo quadro oppure in "Sensazioni inespresse" afferma che,se fosse "poeta",tradurrebbe a parole ciò che con il colore sulla tela riesce ad esprimere:confessa una esigenza a raffinare l'immagine più che una incapacità di esprimersi.Nelle tele,come nei versi,rimane fedele alle sue convinzioni ed aspirazioni,trovando comunque rifugio nella "creazione",in cui riesce interamente a porsi nella sua integrità senza scendere a compromessi.

Gabriella De Gregori

C'è un macrocosmo alla base di questa poetica,ma esso viene orientato verso un rigoroso controllo che lo colloca in funzione di un presupposto e lo trasforma in microcosmo.Gli attimi di vita fermati al lampo del magnesio del nonno,gli echi visivi e acustici rifranti dalla nebbia o nella nebbia baluginanti,le "maschere di plastica" su "cuori di latta":sono elementi e frammenti di un vissuto vigile al minimo scarto emozionale provocato da un allarmante dettaglio,e si assemblano in una coralità insinuata e insinuante,capace di sommuovere e scalfire l'armonia di una costellazione di certezze posta a fondamento dell'esistenza:Ma non per questo da ignorare,anzi: proprio dal 'disagio',dal 'malessere' nascono i versi di più radicata sostanza,in una loro originalità incorruttibile lirica e drammatica,costruita sul tessuto prezioso di un linguaggio che tutto assorbe e muta in luce,in polisemica comunicazione.

Rodolfo Tommasi

Hanno scritto inoltre :LUCIA BARLOCCO,NEURO BONIFAZI,MAURO CAMOIRANO, MARIA TERESA CARROZZO,MARIA FRANCESCA CHERUBINI,LIA BRONZI, GIORGIO LUTI,SILVIO RAMAT,MARIO TARABUGI,LIDIA VIVIANI

BIBLIOGRAFIA DI FRANCA MORAGLIO GIUGURTA


ANNO EDITORE TITOLO
1986 SELEDIZIONI ANTOLOGIA LETTERARIA

-BOLOGNA “MESSAGGIO D’AMORE”

1990 SELEDIZIONI ANTOLOGIA LETTERARIA

-BOLOGNA “ VOCE DI DONNA”

1993 PREMIO ANTOLOGIA LETTERARIA

VAL DI MAGRA “R.MICHELONI”

1995 G.Ri.F.L. ANTOLOGIA LETTERARIA

CAIRO MONTENOTTE “VALBORMIDA CHE MI PARLA

AL CUOR”

1995 FENALC ANTOLOGIA DEL PREMIO

SALERNO “SALERNO POESIA”

1997 PREMIO ANTOLOGIA LETTERARIA

VAL DI MAGRA “R.MICHELONI”

1998 EDIZIONI TIGULLIO ANTOLOGIA LETTERARIA

“UN NATALE D’AMORE”

1998 CIRCOLO ARTISTICO ANTOLOGIA DEL PREMIO

R.MICHELONI “VAL DI MAGRA”

1998 EDITORE MONGE ANTOLOGIA LETTERARIA

“CINQUE TERRE”

1998 ASSOCIAZIONE ANTOLOGIA LETTERARIA

NUOVA SPEZIA “CITTA’ DE LA SPEZIA”

1998 EDIZIONI TIGULLIO ANTOLOGIA LETTERARIA

“VENTO DI POESIA”

1998 EDIZIONI TIGULLIO LETTERATURA ED ARTE FIGURATIVA

ALLE SOGLIE DEL TERZO MILLENNIO

1999 EDIZIONI ANTOLOGIA LETTERARIA

HERMENEUTIK “IL GOLFO”

1999 EDIZIONI ANTOLOGIA LETTERARIA

HERMENEUTIK “IL LITORALE”

1999 PREMIO CULTURALE ANTOLOGIA DI POESIA RELIGIOSA

“VAL DI MAGRA”

1999 EDIZIONI ANTOLOGIA LETTERARIA

HERMENEUTIK “IL PORTICCIOLO”

1999 CENTRO CULTURALE ANTOLOGIA LETTERARIA POETI

PLODIO DELLA VALBORMIDA

1999 EDIZIONI TIGULLIO GRANDE DIZIONARIO DI PROTAGONISTI

BACHERONTIUS LETTERARI E ARTISTICI D’ITALIA ALLA

NASCITA DEL 2000.

1999 EDIZIONI HELICON STORIA DELLA LETTERATURA ITALIANA

DEL XX SECOLO

1999 EDIZIONI TIGULLIO MENSILE IL “BACHERONTIUS”

2000 EDIZIONI TIGULLIO ANTOLOGIA LETTERARIA

“VIVERE IL MARE”

2000 EDIZIONI TIGULLIO ANTOLOGIA LETTERARIA

“NELL’ANNO DEL GIUBILEO”

2000 EDIZIONI TIGULLIO ANTOLOGIA LETTERARIA

“S.MARGHERITA LIGURE-FRANCO DELPINO”

2000 ISTITUTO ANSELMI PERIODICO “PRESENZA” MARIGLIANO(NA)

2000 EDIZIONI HELICON ANTOLOGIA DELLA LETTERATURA

ITALIANA DEL XX SECOLO

2000 EDIZIONI LA CONCA RACCOLTA ANTOLOGICA “COME BREZZA TRA I RAMI…..”

2001 ISTITUTO ANSELMI DONNE IN POESIA (Verso il Terzo Millennio)

2001 ALETTI EDITORI HABERE ARTEM VOL.IV

2001 EDIZIONI UNIVERSUM LA MIA ITALIA

2002 EDIZIONI UNIVERSUM POETI E SCRITTORI D'ITALIA 2002

2002 EDIZIONI LE STELLE ANTOLOGIA DEL PREMIO DI POESIA "LE STELLE 2002"

2002 EDIZIONI TIGULLIO RACCOLTA ANTOLOGICA "OLTRE LA VITA 2"

BACHERONTIUS

2002 EDIZIONI CINQUE ANTOLOGIA VOCI DELLA LIGURIA

TERRE

2002 EDIZIONI HELICON DIZIONARIO DEGLI AUTORI ITALIANI DEL SECONDO

NOVECENTO

2002 EDIZIONI UNIVERSUM POESIA E CULTURA ANTOLOGIA BILINGUE ITALIANO

SPAGNOLO

2002 EDIZIONI HELICON COLLANA " I QUADERNI DELL'AIRONE "

RACCOLTA DI POESIE "DAL DIARIO DI UN'INQUIETA"

2002 EDIZIONI TIGULLIO NEL CUORE DEL NATALE

BACHERONTIUS

2002 LA VERSILIANA ANTOLOGIA 10° PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE

EDITRICE

2002 CENTRO D'ARTE ANTOLOGIA POETI NEL TERZO MILLENNIO

LA TAVOLOZZA

2002 EDIZIONI LA CONCA ANTOLOGIA " IL SORRISO DEL GIRASOLE"

2002 EDIZIONI UNIVERSUM UNA POESIA PER LA VITA(ANTOLOGIA

LETTERARIA MULTILINGUE)

2003 GIUSEPPE ALETTI EDITORE LUOGHI DI PAROLE (ANTOLOGIA DI POETI

CONTEMPORANEI)

2003 EDIZIONI UNIVERSUM ANTOLOGIA "POETI E SCRITTORI D'ITALIA"

9° EDIZIONE

2003 EDIZIONI UNIVERSUM ANTOLOGIA DI LETTERATURA CONTEMPORANEA

"POETI E SCRITTORI D'ITALIA 2003"

OMAGGIO A GRAZIA DELEDDA

2003 LITOGRAFISA.CONTI SPEZIA ANTOLOGIA LETTERARIA 2003

PREMIO NAZIONALE DI POESIA E NARRATIVA

IL LITORALE

2003 LITOGRAFISA.CONTI SPEZIA CONCORSO LETTERARIO DI POESIA E NARRATIVA

CITTA' DI SALO' 2003

2003 EDIZIONI HELICON STORIA DELLA LETTERATURA ITALIANA

CONTEMPORANEA

2003 GRAFICHE EDITORIALI S.R.L. PENSIERI DELLA CASA EDITRICE PAGINE

ARICCIA

2003 LITOGRAFIA CONTI PREMIO EUROPEO DI ARTI LETTERARIE

LA SPEZIA VIA FRANCIGENA 2003

UN ITINERARIO DI POESIA

2003 ALETTI EDITORE ENCICLOPEDIA DEI POETI ITALIANI EMERGENTI

PREMI

1996 PREMIO NAZIONALE DI POESIA "VAL DI MAGRA -R.MICHELONI" AULLA (MS)

IV PREMIO SEZIONE POESIA RELIGIOSA

1997 PREMIO NAZIONALE DI POESIA "VAL DI MAGRA - R.MICHELONI" AULLA(MS)

3° PREMIO SEZIONE POESIA RELIGIOSA

1998 PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA E NARRATIVA "CINQUE TERRE" LA SPEZIA

2° PREMIO

1998 PREMIO STREGHETTA NOLI

6° PREMIO

1999 PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA E NARRATIVA "VAL DI MAGRA -R.MICHELONI"

6° PREMIO

1999 PREMIO LIGURIA S.MARGHERITA LIGURE

PREMIO SPECIALE

2000 PREMIO NAZIONALE DI POESIA E NARRATIVA "SPAZIO DONNA" STRIANO

3° PREMIO

2000 PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE "SCRITTORI PER IL III MILLENNIO" ROMA

2° PREMIO

2000 PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE "PIRANDELLO 2000" ROMA

SEGNALAZIONE DI MERITO

2001 4° CONCORSO DI POESIA "HABERE ARTEM" ROMA

VINCITRICE

2001 PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE "OMAGGIO A MANZONI" ROMA

SELEZIONE FINALE CON MEDAGLIA E DIPLOMA

2001 PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA E NARRATIVA "BORGO LIGURE" LA SPEZIA

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA

2002 FESTIVAL DELLA POESIA EUROPEA DI TAORMINA GIARDINI-NAXOS

4° PREMIO

2002 CONCORSO "OLTRE LA VITA" SANTA MARGHERITA LIGURE

MENZIONE D'ONORE

2002 PREMIO ALLA CULTURA OMAGGIO A "GIANNI AGUS" ROMA

TARGA

2002 PREMIO DI POESIA E NARRATIVA "LE STELLE 2002" CENGIO

FINALISTA

2002 PREMIO ARTISTICO-LETTERARIO INTERNAZIONALE TRENTO

ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE

2002 AUTORE DELL'ANNO 2002 TRENTO

DIPLOMA DI MERITO

2002 PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE "VICTOR HUGO" ROMA

5° PREMIO MEDAGLIA D'ORATA E DIPLOMA

2002 10° PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE SAN MINIATO

LA ROCCA DI SAN MINIATO

7° PREMIO FINALISTA COPPA+DIPLOMA

2002 4° PREMIO NAZIONALE DI POESIA SANREMO 2001 SANREMO

OMAGGIO A "EUGENIO MONTALE"

7° PREMIO COPPA

2002 GRAN PREMIO D'AUTORE 2002 TRENTO

11° POSTO E DIPLOMA

2003 PREMIO NAZIONALE DI POESIA E NARRATIVA IL GOLFO LA SPEZIA

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA

2003 PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE TRENTO

"OMAGGIO A GRAZIA DELEDDA"

DIPLOMA D'ONORE

2003 PREMIO INTERNAZIONALE UNA POESIA PER LA VITA TRENTO

"OMAGGIO A DENNIS KANN"

DIPLOMA DI MERITO

2003 OMAGGIO A GIOVANNI PASCOLI TRENTO

DIPLOMA DI MERITO

2003 PREMIO SPECIALE PER IL LIBRO EDITO REGGIO C.

PORTA DEI LEONI 2003 PER IL VOLUME

"DAL DIARIO DI UN'INQUIETA"

2003 GRAN PREMIO COLOSSEO D'ORO 2003 ROMA

2003 1° EDIZIONE CENACOLO LETTERARIO CLUB 17 GENOVA

DIPLOMA D'ONORE

2003 PREMIO NAZIONALE DI POESIA E NARRATIVA LA SPEZIA

IL GOLFO 2003

PREMIO DELLA CRITICA

2003 PREMIO INTERNAZIONALE PER LA MIGLIORE TRENTO

RECENSIONE

ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE

2003 PREMIO INTERNAZIONALE GOLDEN PEN ROCCA DI

POETI E SCRITTORI D'ITALIA 2003 CAPRILEONE

DIPLOMA DI MERITO

2003 PREMIO INTERNAZIONALE GRAN PREMIO D'AUTORE ROCCA DI

ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE CAPRILEONE

2003 4° CONCORSO NAZIONALE BIENNALE DI POESIA PLODIO

"POETI A PLODIO"

PREMIO PROVINCIA DI SAVONA

2003 PREMIO LETTERARIO "SANTA MARGHERITA LIGURE SANTAMARGHERITA

-GENTE DI LIGURIA.

MENZIONE D'ONORE

2003 XXVIII PREMIO CASENTINO CITTA' DI CASTELLO(PG)

FINALISTA CON TARGA

 

Frutti di roccia

Cicatrici nella roccia, tagli dal sole
e dalle piogge penetrati, antiche ferite
profonde, guarite da erbe e da arbusti
che con radici sigillano le crepe, esplodendo
solari ginestre, soavi ombrellifere, gamme d'oleandri.

Pungenti e scultorei emergono
I fichi delle Indie addobbati,
infinite le specie di grasse piante
di pietra nutrite che forman ikebana
spontanei a picco sel mare,
loro specchio e stupiscon le genti.

Più in alto imperano ritti, marittimi i pini,
offron riposo ai gabbiani, ombra ai viandanti,
erbe arse, crini ocra di fieni, tappeti per ulivi.
Smeraldi i prati, i boschi, le foreste, i fiumi del tuo
Entroterra, essenze di mare, di sole, di mieli, d'acacia.

Sei tu Liguria, arcobaleno
perenne di forma e colori.
Nel cuore della roccia hai inciso
l'amore, l'orgoglio, lo stupore
che i tuoi nati nutrono per te,
perché sai donare loro frutti di roccia.


Moraglio Giugurta Franca

Franca Moraglio Giugurta

FRUTTO DI ROVO

Eccezionalmente unico, frutto di rovo,
tenera, pura, la tua anima, come i fiori bianchi
rosati della primavera, caldissimo in estate,
dolce e maturo nell’autunno, vivente, vigili
anche d’inverno, non conosci letargo.

Perennemente avvolto da pungenti spine,
continui anche se stanco e deluso a donar
fiori,bacche e calore a chi t’infligge
ferite e incomprensioni giornaliere,
sorridi loro regali a braccia aperte, tesori,
amore e sicurezze, a chi sicuro non sarà mai.

Vorrei liberarti dalle spine,
frutto di rovo, orgoglio della vita mia.
Ti apprezzerò sempre ingenuo bimbo,
quando ti vedo e ascolto, vorrei essere
in grado d’aprire gli occhi tuoi,
su ciò che hai iniziato convinto,
che con la bontà tutto diventi puro
e un giorno anch’io ti darò ragione.

Vorrei fosse così, frutto di rovo, vederti un giorno
In tutta la tua bellezza, liberato da spine
e parassiti, grande bambino, solo da me compreso.

Franca Moraglio Giugurta


VALORI PER VALERE

Secondo la politica se vuoi apparire
ed essere incensato, devi stare, regalarti,
esser di parte, dalla parte giusta,
attento e pronto ai cambiamenti da seguire
anche se non li condividi o aborri.

Però lei, la politica di oggi e di domani,
ti proteggerà, ti darà lustro, ti regalerà
agevolandoti in tutto, anche se vali meno
di uno zero, perché questo vale,
a mio avviso, chi si vende per arrivare.

Certo che tutto questo rende ed è allettante,
per chi si costruisce di sabbia giornalmente,
per chi si sporca per tenersi al passo della moda,
per essere ricco, potente e appariscente,
sicuro poi di far paura e intimorire
i rari esseri con mente propria.

Lungi miliardi d’anni luce da queste velleità,
le osservo e studio da tanto tempo ormai,
quasi una vita, pensando a oceani di ipocrisia,
mi smarrisco, ma non m’intimorisco.

Franca Moraglio Giugurta


PAURE

Non temo ladri, extraterrestri, fantasmi,
la povertà, il tempo, che fugge inesorabilmente,
neppur sorella morte temo.

Mi fan paura i ghiacci nei cuori duraturi,
che non permettono d’entrare ai raggi
di tepori e crescono sempre più rigidi,
duri,come colonne di granito.

Temo gli iceberg dell’indifferenza,
di chi mi circonda, l’arroganza ostile,
la mania di grandezza ed il giudizio
spicciolo senza la conoscenza,
di chi è convinto di essere solo
ad esistere, amandosi e ammirandosi,
nell’involucro di ghiaccio, senza spazio,
del suo inverno perenne.

Amo le stagioni l’inverno, le sue
bianche nevi, che donano racconti di tepori,
promesse di tesori caldi, colorati,
che s’avverano ogni anno nelle altre stagioni.

Franca Moraglio Giugurta


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