
MOR ABBIATI ROSETTA
La
mia pianura
Di
grano parla questa mia pianura
uguale e lenta nella sua estensione,
fatica consapevole dell'uomo
sulle zolle domate dal sudore.
Questi
prati, questi lunghi filari
di pioppi sono fiamme
di smeraldo nei cieli,
sono canti,risa, voli d'estate,
sono l'ombra di giganti d'autunno
nel grigiore di bruma;
sono frontiere ai lati delle strade
e piume al veno nella tramontana;
sono margini d'eco che accompagna
il rombo cadenzato dei motori
sull'asfalto bagnato.
E
il cielo sopra - esteso - nell'ondata
di luce estiva, all'imbrunire coglie
il respiro di zolle
e l'ordito dei canti tra i vitigni
e lascia spazio al sole che s'accosta
all'orizzonte tondo
e, in parallelo,
ammicca rosso a quelle fronti intente
a cogliere il declino del tramonto
per annodare trame di emozioni.
Mor Abbiati Rosetta
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