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MANTISI CRISTINA

Scrivere è sempre stata una passione, nata ai tempi dei banchi di scuola, ma sempre lasciata in parole chiuse in qualche cassetto. Poi, quando i figli sono cresciuti e spazi liberi mi si sono riproposti,ho ripreso la penna ed ho cominciato a comporre liriche ed a inviarle a qualche concorso. Oggi a distanza di non molti anni, incoraggiata dai risultati ottenuti posso presentare con orgoglio il mio curriculum letterario: 1998 -1° premio al concorso di Cosseria, 1998 –3° premio al concorso di Vado Ligure “Poesia sulla piastrella”, 1999- 1° premio al concorso di Pamparato, 2000- 3° premio al concorso di La Rocca San Miniato a Firenze, 2001- 2° premio al concorso Andrea da Pontedera (Kaiku) a Pontedera, 2001- 1° premio al concorso di Pamparato, 2001- 2° premio al concorso di Pinerolo, 2002- 1° premio al concorso di Sassello ( con silloge e poesia) 2002- 3° premio al concorso di Sassello ( con silloge e poesia) 2002- 2° premio al concorso Europeo “Charles Baudelaire Parigi– in Francia (presentazione di una lirica in lingua italiana) 2002- 1° premio al concorso Europeo “Joutes Alpines “ di Annecy –in Francia (presentazione di una lirica in lingua italiana) 2002- 2° premio al concorso Europeo “Joutes Alpines “ di Annecy –in Francia (presentazione di una lirica in lingua francese) 2002- 8° premio al concorso “Poeti nel terzo millennio” omaggio a Montale di Sanremo, 2003- 1° premio al concorso di Prato “Un tessuto di Cultura”. ...mie liriche si trovano in antologie edite da: Edizioni Tigullio di Santa Margherita Ligure- pubblicazione in antologia, Edizioni Sanremo Arte 2000 “ Poeti nel terzo millennio” – antologia Edizioni Ibiskos di Empoli – pubblicazione in antologia e del libro: Ho incontrato un poeta”.

 

LA PARTITA

Giocare alla vita su murales colorati
ad ogni nuova carta il matto
o il bagatto può sortir fuori dal mazzo,
ma tu lo sai dov’è finito
il mondo? Nel fagotto dell’asceta
tra le ali svolazzanti di petali di carta,
in fattorie di mandrie blu e viola.
Galleggiano i lumi della fede
sul filo del mare senza onde
e orrenda s’alza una luna sconosciuta
a cassetta sul carro a sette stelle.
E’ la morte che gioca a tavolino
che appesantisce il gioco
oscurando l’oceano di petrolio
e in teli neri, ammassando nel corteo,
corpi senza forma e mandrie senza fiori.
Si dimenano nel sabba tutte le carte
precipitando come nugolo impazzito
nei crepacci del mondo frantumato.
Ride sguaiato lo zero senza senso
e l’impero dell’orgoglio arde nel rogo.
Alla fine ha fatto colpo il matto,


Mantisi Cristina

IL MOBILE DEL TIPOGRAFO

Tanti cassettini bassi e uguali
pomelli sagomati bronzo-scuro.
Apro e chiudo, chiudo e apro
parole da compilare, dolore
angoscia e fare
nei momenti della veglia.
Pensare, anche il sonno
ha un suo cassetto
che arrovella le ore della notte.
Gioia... dov’è finita?
Apro e chiudo, chiudo e apro
eppur quella parola strana
un tempo veniva fuori sempre,
forse era presente in ogni cassettino
e l’ho persa così stupidamente.
Apro e chiudo, chiudo e apro.
Ci sono cinque lettere
solo in uno dei cassetti.
Potrei bruciarlo o barattarlo,
ma ad ogni tipografo spetta un mobile.
Un giorno le sentirò bussare
le cinque lettere di piombo,
a nulla servirà tentare l’anagramma
salteran fuori a caratteri giganti
compilando, irremovibili, quella parola.


Mantisi Cristina

NEL CUBO DI CARTONE

Nera, da una linea bianca segnata
al centro, è la strada, dritta.
Par che finisca in fondo,
interrotta da montagne oscure,
muro insormontabile di roccia
che agli occhi nega spazi d’orizzonte.
La cabina blu, inattesa, si frappone.
Pronto! La tua voce dopo momenti
o mesi, forse già l’eternità,
d’incalcolabile assenza. Aspettami,
sono io, dici. Ed è come fossi qui.
Sul deserto della strada posso solo correre,
potrei anche aspettarti, ma non so dove,
le montagne sono là e là io devo andare.
Hai varcato quelle vette anche tu
che non sei più tornato?
Contro il muro di cartone disegnato
si frantumano le pietre del mio sogno
precipitando sui fianchi scivolosi dell’inganno.
Ed io credevo che ci fosse un oltre...
Suona ancora lo squillo del telefono
eppur quella cabina ha le pareti spoglie.
Se fari d’auto illuminassero il passaggio
varcherei il muro attraversando il tunnel,
ma impossibil’è fuggir dal cubo.


Mantisi Cristina

AD ORIENTE DELL’ ORIENTE

C’è un oriente nei miei sogni
e un oriente dell’ oriente
che mi attira sempre a est
a cercare dove sorge il sole.
E’ a quel punto della Terra
che anela ogni palpito,
al primo illuminarsi del mattino,
alla prima scintilla della vita.
Nel luogo dove dalla spada
scivolarono le gocce
delle isole nel mare,
dove il pino si protende tutto
sulla scogliera dell’ oceano,
anelante al suo soffio di burrasca.
Dove nel giardino non svelato
tutto si ricrea e nasce
e il monte sacro della roccia
è l’ isola dove il pensiero tace
nell’ immobilità del lago.
All’ oriente dell’ oriente,
navigante senza riposo,
senza pace a mai padrone,
per tornare dove sono,
qui, dove muore il sole.


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