
LAI GESUMINO
Gesumino
Lai, poeta e narratore, insegnante, nato a Ballao
(CA) nel 1934, vive a Cagliari. Sinora ha pubblicato
un romanzo, alcuni racconti e sei raccolte di poesie.
Moltissime sue liriche sono state di volta in volta
accolte in opere antologiche di vari editori (circa
300 antologie, molte delle quali realizzate allo scopo
di essere proposte come supporto didattico per le
scuole, molte altre bilingui (italiano - inglese,
italiano - francese, italiano tedesco, italiano -
spagnolo) allo scopo di poter essere utilizzate nei
centri culturali d'altri paesi). Si sono occupati
del suo lavoro molti studiosi e critici, tra cui Giorgio
Barberi Squarotti, Giuseppe Marchetti, Giulio Panzani,
Giuseppe Minteci, Augusto Giordano, G.S. de' SANTELENA,
Fulvio Castellani, Guido Carmelo Miano. Suoi curricoli
son presenti in molti dizionari biografici, in molte
agende aventi anche carattere letterario e artistico.
Di lui si parla, inoltre, nella "Storia della
Letteratura Italiana - Il Secondo Novecento (Guido
Miano Editore, Milano) e nella "Storia della
Letteratura Italiana del XX Secolo" (Edizioni
Helicon, Arezzo). Infine, tante sue pubblicazioni,
sia quelle costituenti volumi personali sia quelle
antologizzate, sono presenti in importanti biblioteche
nazionali, regionali, provinciali, comunali.
Il
materiale informativo (riprodotto integralmente)
ci è stato inviato dall'artista
Chi
è senza peccato scagli la prima pietra
Del
Male l'ecumene ha un fosco monte
formato da ogni antica e nuova pietra
scagliata da chi ha sempre mani pronte
a colpir gli altri ( e poi le mani asconde,
la vittima lasciando esangue e inulta ),
da chi non dà il perdon che per sé impetra,
da chi pei sassi piccoli ha le fionde
e per quelli dell'odio ha catapulta.
La prima pietra scaglia sempre il primo
che a Cristo grida di non esser reo
d'alcun peccato; a all'acme indi dall'imo
tal monte innalza ogni altro fariseo
( c'è chi neppur non scaglia un sassolino?
).
Questo è il monte del mal, del mal di tutti,
d'ogni Abel che vi giace, lapidato,
d'ogni calunniator, d'ogni Caino,
che dal mal trae il pugno insanguinato;
questo è il monte che innalza al cielo i lutti,
le ipocrisie d'uomini feroci,
ogni odio ( figlio d'anime malate ),
il falso amore d'ogni cuor mendace;
è un Golgota che inghiotte sue croci
e vomita dai baratri una sorte
sempre più trista: rende quel che date,
o uomini. Stolto è chi solo alla Morte
- non alla vita - chiede ognor la pace?
Lai Gesumino
La
capitale è il cuore
Dio
Quattrin ha altar, tra fronti prone.
Per l'egoismo, in mezzo a un labirinto,
il figlio di Pasifae e del toro:
gli ha dato un che d'umano la ragione
e un disumano aspetto il bruto istinto,
cioè il bucranio del vitello d'oro?
Tapin,
che nella patria tua interiore
sol trovi scampo, e oblio sol nel luogo
in cui sopra un guancial posi la guancia,
in te c'è un mondo e capital ne è il
tuo cuore:
tu vi puoi trasformare ogni tuo giogo
in quel che i piatti regge alla bilancia
della
giustizia (bilica o tracolla
sul sacro filtro della verità,
sotto pesi di norme e di giudizio);
la volontà vi scatti come molla,
come imput che coscienza e libertà
a nuove mete avii da un nuovo inizio?
Lai Gesumino
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