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Il volo


L' Unione




GELLI LICIO

Il tuo volo

Il tuo volo
germoglia speranze
di una nuova età,
antica ma simile
tanto alla giovinezza,
o farfalla dalle ali
purpuree, ricca
di colori, di contrasti:
tu sei di quelle
nelle cui ali
gli antichi leggevano
il destino, tu sei di quelle
che vivono per amare.
Lieve farfalla di luglio,
qual è la tua età?
Ti vedo ogni giorno,
nell’ombra dei cipressi,
o a fior d’acqua
nella fontana. Il tuo mondo
è un mistero,
una soglia che vorrei
superare, perché credo
che dopo troverei
un paradiso fatto
come i tuoi colori.
Colori festosi
della mia giovinezza,
di ogni età,
dei miei verdi sogni.

Licio Gelli

Ricordo come ora

Ricordo come ora,
nella bella, luminosa
mia stanza di bambino,
il mattino in cui,
quasi spaurita, entrò una candida farfalla.
Rimasi a studiarne
il volo, quasi fosse un mistero
da scoprire, quasi in quel segno
potessi trovare risposte
ai miei troppi perché.
La vidi posarsi sui miei libri
di scuola, esitare,poi ancora
volare d’intorno, come a cercare
qualcosa di me.
Improvvisa mi passò accanto
esitò e riprese il volo,
fermandosi sul vetro
di una finestra. Poi uscì.
Mi dissero poi,
di antiche storie di paese,
di storie raccontate
a voce bassa, accanto al fuoco,
che nelle farfalle vive
lo spirito immortale
di poeti, di eroi, di artisti
che la terra non vogliono
abbandonare. Mi chiesi il nome
di quella farfalla curiosa,
candida, lieve: e non trovai
risposta né mai la trovai
in tutta la mia vita.

Licio Gelli

Uscita dal Paradiso


Fosti nel paradiso terrestre,
farfalla dai mille colori,
vedesti la cacciata
di chi troppo osò.
Anche tu, uscita dal Paradiso,
seguisti l’uomo, seguisti la donna.
Vedesti le loro lacrime,
dell’uomo il sudore del lavoro,
della donna il dolore di partorire.
E ai due figli, Caino e Abele,
fosti accanto, fermandoti
sull’ara ove Abele il buono,
offriva sacrifici a Dio.
E vedesti il delitto, non capisti
Il primo sangue tra fratelli.
Furono l’uomo e la donna a peccare,
ma anche per te, dolce farfalla,
dovette venire la morte.
Per quale colpa, per quale delitto?
Del peccato d’orgoglio
o di sangue, a pagare
sono soprattutto gli innocenti.

Licio Gelli

Un soffio appena

Un soffio appena
sul tuo fiore precario
e tu voli via,
farfalla dai mille colori,
mentre due petali,
dal fiore cadono a terra.
Un soffio per me,
per te una bufera,
senza una ragione.
Un soffio anche per me, dal Signore,
quando mi donò,
come per ogni uomo,
nuova la vita. Una vita
che poi ha conosciuto bufere,
tempeste, l’odio degli uomini,
il tradimento: nel tuo mondo,
mia farfalla,
sta forse la pace
che non trovo nel mio.

Licio Gelli

L’innocenza

Ecco ti sei posata
Sul ramo di un albero basso,
e sembri una foglia, nascosta
a tutti, farfalla del mio giorno.
Chi oserebbe incarcerarti,
inseguirti, braccarti con la violenza,
tu madre e figlia dell’innocenza?
Anch’io fui una farfalla
e volavo per me, per mia moglie,
per i miei figli, per quanto avevo cari,
e sempre ho pensato a fare
un po’ di bene. Anche per gli sconosciuti.
Ma nel momento in cui mi posai all’ombra,
tutto si rivoltò contro di me.
Odiato, vituperato, calunniato
da gente senza occhi, senz’anima,
di una genia maledetta che odia
se stessa e il mondo.
La mia fu una fuga dalla follia,
con sulle spalle il peso lieve della
verità e dell’innocenza.
Oggi, stanco, mentre i miei ottusi nemici
cadono colpiti da se stessi sul campo
dell’odio, che hanno scelto,
non chiedo altro che
la tua leggerezza, farfalla del mio giorno.

Licio Gelli


Liriche tratte dal volume “ Farfalle”
Casa Editrice Laterza - Bari

Senza radici

I grandi dolori, le grandi sofferenze
di sempre, fardello per l'uomo
e il suo cammino, ci danno appuntamento,
al quale non mancano mai. Le grandi
sofferenze: il dolore fisico,
la perdita di chi si ama, la slealtà,
il tradimento, il tradimento di chi
non ha fede ma il dolore della
fede. Tutte le grandi sventure,
tra lutti e rovine, per le madri
che piangono i figli, i figli
che piangono le madri, l'angoscia
della paura quotidiana, amara.

Ma esistono piccoli dolori, nel
nostro tempo che pian piano
tagliano le radici dell'uomo e con
brevi ferite lo lasciano solo
e disperato. Il giovane che vive
e lavora nei campi, costretto
ad andare in una fabbrica. Un amore
deluso, una speranza trafitta.
Il tradimento di un amico, il terrore
della solitudine, quando si è
più soli nella folla. Le piccole
ingiustizie di una burocrazia
ignorante, il doversi coricare
soli e sfiniti in una stanza
piccola e buia, quando si vorrebbe
per soffitto un cielo di stelle.


Gelli Licio


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