
GALLICCHIO FRANCESCO
AMARA
BOMBONIERA
Sto
bagnando il foglio mentre scrivo!
O non perderei il meglio che avevo?
Solo mi addormento e solo mi sveglio.
Lunghe notti di lacrime e travagli!
Decisione, di una fredda bomboniera;
favorire la mente e non il cuore!
Non piansi tanto neanche per i morti,
quando per i vivi ho più sofferto!
Giorni senza luce, notti senza pace;
depresso, sconsolato ed infelice.
Sembra di abitare entro un cimitero;
ma forse pure là, cè più
calore!
Perché non torna il sol dei miei anni?
Troppe volte ha pianto la mia penna.
Piange il telefono e piangono le mura;
piange il cuore sfogandosi nellira!
Stranissima storia di due innamorati:
sogni occultati, negati e proibiti.
O forse, anche lei non sta piangendo;
guardando, la lancetta dei secondi!
A PAGGELL
Quann s n iem a chila bbann,
s n addunem ca ié tutt natu munn.
E s sim mbuacchiet d p-cchet,
s sbatt-n sup a terr, nata vot.
Senza mbrocghj e raccumandazion,
u maamed é maamed e u bon é bon.
S ciucc a iut e ciucc t na vnut,
Vit dop vit fej suow nnand e dret.
Avocghj ca ruman-s mmenz u ball,
U Patratern, uard-t a paggell.
Chi è puit pò viaggè tranguill,
tutt llat torn-n ndì stall.
LA
PAGELLA
Quando ce ne andiamo all altra parte,
ci accorgiamo che è tutto un altro mondo.
E se siamo sporchi di peccati,
ci respingono di nuovo sulla terra.
Senza
imbrogli e raccomandazioni,
il cattivo è cattivo ed il buono è buono.
Se somaro sei partito e somaro ritornato,
vita dopo vita fai solo avanti e indietro.
Ai
voglia che rimani in mezzo al ballo,
il Padre Eterno, guarda la Pagella.
Chi è pulito può viaggiar tranquillo,
tutti gli altri tornanoalle stalle.
NON TÈ MERITET
S
tutt i pull, canuscern u gren,
senza pen, sabbuterm d diun.
Mecghj chiang na vot e no na vit;
ch tè perdut non tè meritet!
NON
TI HA MERITATO
Se
tutti gli uccelli, conoscessero il grano,
senza pane,ci sazieremmo di digiuno.
Meglio piangere una volta che tutta la vita;
chi ti ha perduto non ti ha meritato!
IE
E COS - MIN
A
saitt senza fren e senza nend,
ndi curv d Pett D Copp e a Variand.
Uriann chep sutt e chep a pett,
a sckuppett chi circhium bott bott.
Ndu
iafuw da stall d Pappagnell,
èm azzuppet a iocch ch tutt i pull.
Tr-main I iatt, I pore e I chen,
senza mên ch sutt i pond du Vallôn.
Cert
vot, assin i vozz ai cup-rtun,
ca cammir-darj da fôr sup i spin.
F-lucc u zingh-r l cundait ch r-môt,
s p-sciait ngoll, suw ca s v- dit.
Mangiann
partaiall ch tutt a scorz;
i sch-rzun arraucghi et au sterz!
A scapizzacoll all acqw e a u vend,
sciurcuann daind i sacch vacand.
IO
E COSIMINO
A
saetta senza freni e senza niente;
nelle curve di petto di Coppi e la variante.
Vagabondando nelle discese e salite,
come fucili con i cerchioni pieni di colpi.
Nell
aia della stalla di Pappagnello,
abbiamo investito la chioccia con tutti i pulcini
Tremavano i gatti i porci e i cani;
senza mani di sotto i ponti del Vallone.
A
volte uscivano le crepe ai copertoni;
con la camera-daria sopra le spine.
Felice lo zingaro lo raccontava con stupore,
si faceva addosso solo a vederci.
Mangiavano
le arance con tutta la buccia,
con i serpenti attorcigliati allo sterzo.
A rompicollo all acqua e al vento;
frugando
dentro le tasche vuote.
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