
BALLARATI VALERIA
Abbracciami
Abbracciami
forte che ho paura
mi par di intuire
che è arrivata la nostra ora.
Abbracciami
stretta e non pensare
a questi uomini, questi medici
a ciò che sta per accadere.
Ricorda invece quando stavamo
tra i rami alti a ciondolare
il sole caldo, le fronde e gli amici,
nella foresta, a vivere felici.
Ora qui in questa gabbia,
che loro chiamano stabulario
la nostra morte è certa
e lungo e penoso il calvario.
Ma abbracciami ancora e
speriamo sia una morte dolce:
uniniezione, una scossa
troppo forte e via . . .
Un
Puntino
Un
puntino, da lontano
avanza piano piano.
E
langoscia mi assale, e spero sia
un pneumatico, un panno,
uno straccio buttato via.
A
volte si, è un po di paglia,
un imballo rotto,
una cartaccia.
Altre
invece è un animale
un altro da vedere
un altro da ricordare.
Ma ho capito, non importa
se sei Vita oppure cosa:
il trattamento è uguale.
Non servi più, sei stato usato
e ora, inanimato,
puoi giacere abbandonato.
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