
STEFANO VISORA
Stefano
Visora è nato Genova il 03 novembre 1961.
Risiede a Masone, dove lavora e svolge la sua attività
artistica.
Si è diplomato al Liceo Artistico Nicolò
Barabino di Genova nel 1979.
Giovanissimo si dedica al disegno e alle vignette
umoristiche, iniziando a dipingere nel 1984.
Nel 1996 tiene a Camogli, presso la galleria darte
San Giorgio, la sua prima mostra personale di rilievo.
Ha partecipato a numerosi concorsi, tra cui tre edizioni
del Concorso DArte Figurativa di
Genova Voltri ottenendo: nel 1985 il 1° Premio
nella sezione tecniche miste, nel 1986 il premio donore
e nel 1987 un premio distinto. Nellultima edizione
del Concorso Nazionale di Pittura Grafica
di Casale Monferrato ha ottenuto un premio di rappresentanza.
È inoltre stato selezionato come finalista
al Premio Arte 1996 ricevendo una targa
dargento.
Predilige la pittura acrilica su multistrato ed i
suoi soggetti preferiti sono le carcasse dautomobili
abbandonate e arrugginite.
Il tema delle automobili lo appassiona sin dalle elementari
e dopo liceo, per meglio dipingerle, inizia la sua
ricerca sulluso del colore. Colore che nei suoi
quadri appare a volte violento a volte freddo come
possono sembrare i suoi soggetti. Soggetti che a prima
vista possono disturbare locchio di chi li guarda,
ma unattenta lettura può lasciare intravedere
una poesia, una di più storie narrate da quella
muta auto al suo capolinea. Le auto rappresentate
sono quasi sempre modelli anni 60/70, quelli del Boom
economico.
Lauto in quel periodo era ancora disegnata
dai progettisti, era vista come evoluzione del vivere,
come colei che ci permetteva di guadagnare tempo con
la velocità. Poi venne il traffico...
Ma i suoi quadri non celebrano lauto, piuttosto
il paesaggio che lentamente la inghiotte. Rami, fiori
e animali riprendono il loro spazio occupato dalla
carcassa che viceversa si ritira, si autodistrugge,
e il tempo diventa la ruggine che sconfigge lautomobile!
Hanno
scritto :
Si
entra per caso, a volte, in una mostra di pittura
ed è veramente bello quando se ne esce con
limpressione che molto sia stato aggiunto alla
nostra mente, alla nostra anima. Ciò accade
sicuramente se lartista è Stefano Visora.
Le sue opere riescono a suscitare una infinità
di sentimenti, magari contrastanti, ma che non possono
lasciare indifferenti. Dal piacere di essere spettatori
e fruitori di unarte certa, ad una sensazione
di sottile inquietudine, passando attraverso una scelta
accurata dei soggetti, un uso sapiente dei colori,
una tecnica precisa e accurata, una perfezione formale
non fine a se stessa ma carica di significati. Cosa
assai rara, infatti, il suo iperrealismo non costringe
losservatore negli ambiti ristretti di una mera
riproduzione della realtà e, dietro lapparente
staticità dei soggetti, limmaginazione
trova spazi infiniti per le sue ricerche estetiche
e spirituali. È così che anche quel
velo di malinconia presente in tutte le opere, si
trasforma in alta poesia.
Importanti,inoltre, sono i richiami simbolici tipici
della società contemporanea affioranti dai
quadri del Visora. Egli raffigura soprattutto automobili:
automobili abbandonate, accatastate, sventrate. Non
sembra eccessivo se, ai nostri giorni, al solo pronunciare
la parola auto, affiorino associazioni
come: potere, mezzo di raggiungimento di mete non
solo spaziali e temporali, ma anche sociali e psicologiche,
quasi come una nuova irrinunciabile deità.
In questo caso però e qui sta la grande
forza dellartista- le auto in disuso appaiono
soprattutto come involucri di storie e,
lungi dallaccondiscendere allapparente
senso di inutilità e abbandono, portano a scoprirvi
sentieri verso la continuità, la salvezza,
leternità.
Ornella Ferrerio
Queste opere, poetiche e minuziose analisi inizianti
da res relictae, in particolare carcasse di antiche
automobili chiazzate dal mal di ruggine, raccontano
storie possibili di abbandoni non definitivi ma in
trasformazione, dove il relitto diventa covo, possedimento
di minuscoli abitatori e assume nuove valenze. Nasce
il contrappunto dalla natura che oppone alla corrosione
della decrepitezza, linvasiva presenza di recenti
erbaggi dagli squillanti colori e dalle eleganti forme...
Tullo Montanari
Stefano
Visora è nato nel 1961 a Masone (Genova), dove
risiede e svolge la sua attività. si è
diplomato nel 1979 al Liceo Artistico Nicolò
Barabino di Genova.Giovanissimo si dedica al disegno
e alle vignette umoristiche; ha iniziato a dipingere
nel 1983.Nel 1996 tiene a Camogli, presso la Galleria
darte S. Giorgio, la sua prima personale di
rilievo; è dello stesso anno la mostra Arte
tra le righe, libreria Liguria Libri, Genova;
nel 97 espone nellarea di sosta Turchino
Ovest, Mele.Ha partecipato alle seguenti collettive:1989,
Sala Don Bosco, Masone; 1997: A picco sul mare,
Castello Doria, Vernazza (org .Centro Lavoro Arte,
Milano ); esposizioni in piazza a Casella e Cabella
Ligure. Ha partecipato a numerosi concorsi, tra cui
tre edizioni del concorso regionale darte figurativa
di Genova Voltri, ottenendo nel1985 il primo
premio nella sezione tecniche miste, nel 1986 il Premio
donore, per linteressante modo -
è scritto nella motivazione di merito - con
cui il pittore sa presentare i suoi improbabili frammenti
di realtà, in atmosfere di vitrea, surreale
trasparenza e nel 1987 un Premio distinto. Nellultima
edizione (1996) del Concorso Nazionale di pittura
e grafica di Casale Monferrato ha ottenuto un Premio
di rappresentanza. È inoltre stato selezionato
come finalista al Premio Arte Mondadori 1996,
Milano, ricevendo una targa dargento. Nel 1997
ha partecipato al XXII Concorso La Telaccia
d Oro a Torino e al Trofeo Remo
Brindisi, Lido degli Estensi, Ferrara.
Stefano Visora predilige la pittura acrilica su multistrato
ed i suoi soggetti preferiti sono le carcasse dautomobili
abbandonate e arrugginite. Il tema delle automobili
lo appassiona sin dalle elementari e dopo il Liceo,per
meglio dipingerle, inizia la sua ricerca sulluso
del colore: un colore che nei suoi quadri appare a
volte violento e a volte freddo come possono sembrare
i suoi soggetti; a prima vista le sue immagini possono
disturbare locchio ma ad unattenta lettura
quelle antiquate autovetture ormai al capolinea del
loro percorso (sono degli anni 60/70, lepoca
del boom economico) narrano storie non
prive di una loro poesia.Il possesso dellautovettura
era visto come mezzo di evoluzione della nostra esistenza:
ci permetteva, con la velocità, di guadagnare
tempo (finché non vennero, con lintensità
del traffico, i non facili problemi della circolazione).
Ma le opere di Stefano Visora non celebrano lauto,
piuttosto il paesaggio che lentamente le inghiotte.
Fiori, arbusti e animali riprendono il loro spazio
occupato dalla carcassa, che viceversa si ritira,
si autodistrugge , e il tempo diventa
la ruggine che sconfigge lautomobile.
PAESAGGIO PROSSIMO VENTURO. ATTO PRIMO
In questa sorta di paresi ideografica, oltre che ideologica,
di cui si soffre attualmente nei cantieri dellarte
( è stato detto tutto, tutto è stato
già fatto, siamo ormai al post e al trans di
ogni cosa, cè ancora un movimento
che ha un grande spazio davanti a sé. È
larte ambientale. Lambientismo, a cui
iscriviamo dufficio il pittore Stefano Visora
?), a differenza dellambientalismo, che
è già qualcosa di omologato con la società
in cui viviamo, che è già politicamente
corretto si riconduce ai grandi temi, anzi,
, ai grandi problemi dellambiente, sia per gli
esterni, e quindi per tutta linnatura che oggi
cè nel paesaggio, sia per gli interni,
cioè per tutta quella serie di situazioni e
condizioni che situazionano e condizionano la vita
(starei per dire, il respiro) delluomo, anche
nei siti più profondi al suo vivere ed al suo
esistere.
Lambientismo assurge a polo contrario del futurismo.
Non è un caso. In una società che vive
quotidianamente il suo futuro, non cè
spazio per nuovi futurismi; mentre nel 1910, il mito
della velocità, la violenza come igiene del
mondo, il vivere pericolosamente predicati da Balla,
Boccioni e Marinetti producevano una condanna del
romantisme, dellimpressionismo borghese, oggi
chi pratica lambientismo non condanna la vita
moderna, ma ne cura la sua archiviazione nelle vestigia
più emblematiche, ne evidenzia la sua archeologia
industriale, ne celebra il trionfo repertuale.
Ad esempio lampante e portante di questo assunto può
essere additato Stefano Visora, artista dellentroterra
genovese, giovane per lanagrafe, ma che
come collazione biologica e culturale richiama
su di sé, sulla sua pittura, tutta la parte
archeografica di un settore della vita moderna, quello
delle autovetture rottamate, che è
tra i più emblematici.
Per intenderci, Visora dipinge cimiteri di automobili,
riporta cioè sulla tela con un iperverismo
impressionante i resti intatti e non di quella
civiltà delle macchie che ha situazionato e
condizionato la nostra vita. Visora compie questi
sopralluoghi tra i resti mortali di carrozzerie e
motori (sulle tracce, si dirà di un altro frequentatore
di cimiteri automobilistici, 1975 e dintorni, tale
Renato Guttuso da Bagheria ) con una precisione meccanologica.
Più che quadri, si direbbe, molto profanamente
trattarsi di fotografie, di pittografie, di care estinte,
alcune per vecchiaia, per lenta consunzione stilistica,
altre per sincope stradale, per evidente trauma. Ed
invece trattasi di dipinti ad acrilico, nella cui
stesura lartista raggiunge perfezioni iperreali,
macroveriste, quasi da traslare lazione dellabbandono
e del tempo sulla superficie dellopera attraverso
una minuziosissima narrativa pittorica che, nella
sua fedeltà alle linee e alle forme raggiunge
acmi di fisicità totale. La ruggine che consuma
gli orli delle carcasse, sulla tela è vera;
la targa di una Seicento è tattilmente
verissima, i particolari dellavantreno, della
crociera del cambio delle sospensioni
sono descritti con meravigliante minuzia.
Donar Conenna
Stefano Visora... presentato dal critico darte
M. Malì
Stefano
Visora è un artista che opera secondo il suo
canone personale, creando immagini vitalizzate da
un forza grafica e coloristica il tutto con estrema
vivacità e forte impatto pittorico.
Molto ben dosati risultano i valori stilistici e cromatici
che emergono dalle sue opere ottenendo effetti insoliti,
con estrema abilità egli riproduce carcasse
dautomobili che diventano oggetto di rappresentazione
artistica che meritano di essere ricordate.
Egli unisce momenti dintensa poesia dando così
prova al suo talento creativo.
Lartista Stefano Visora dimostra come si può
ricreare un paesaggio soffermandosi ad esaminare alcuni
particolari degli interni di macchine abbandonate
proponendo una pittura fedele nel tratto e ricca di
sensibilità.
Ne risultano immagini di perfetto equilibrio compositivo
denso di profondo significato.
Sapiente è lutilizzo della pittura acrilica
su multistrato che egli predilige per i suoi soggetti
raggiungendo così composizioni caratterizzate
da assoluta padronanza espressiva personale che lo
distinguono da molti.
Su tutte le opere di Stefano Visora dominano la ricchezza
del colore e la luminosità che conservano
Il fascino di una bellezza intrisa di Fantasia. M.
Malì
MOSTRE PERSONALI:
1996
Camogli Galleria San Giorgio
1997 Mele A.D.S. Turchino Ovest
1997 Savona dal: 13 dicembre al 03 gennaio 1998 presso
la: Galleria Darte Il Brandale
1998Milano 19 gennaio - Vernissage della M. Parvis
& M. Parvis
COLLETTIVE:
1989
Masone Sala Don Bosco
1997 Vernazza Castello Doria A picco sul mare
(org. Centro Lavoro Arte)
1997 Casella Esposizione in piazza
1997 Casella Esposizione in piazza
CONCORSI E PREMI:
1985
Voltri IX Concorso D Arte Figurativa - 1°
Classificato sezione tecniche miste
1986 Voltri X Concorso D Arte Figurativa - Premio
donore
1987 Voltri XI Concorso D Arte Figurativa -
Premio distinto
1966 Casale Monferrato X Concorso Nazionale di Pittura
e Grafica Premio di rappresentanza
1996 Premio Arteb Finalista
1997 XXII Concorso La Telaccia dOro 10°
Classificato
1997 Lido degli Estensi ( Fe) Trofeo Remo Brindisi
13° classificato
1997 Vespolate (No) VIII Premio Nazionale di arti
visive Civiltà contadina: valori e memorie
- finalista
2001 Sanremo X Festival Internazionale della Pittura
Contemporanea 9° class. Premio della
Critica
STEFANO
VISORA
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