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Il nascituro

1997
acrilici su
multistrato
cm 80 x 60




Il Curiosone

1997
acrilico e pirografo su multistrato
cm 120 x 80



arte arte cultura musica poesia - Centro d' Arte e Cultura La Tavolozza

STEFANO VISORA

Stefano Visora è nato Genova il 03 novembre 1961.
Risiede a Masone, dove lavora e svolge la sua attività artistica.
Si è diplomato al Liceo Artistico Nicolò Barabino di Genova nel 1979.
Giovanissimo si dedica al disegno e alle vignette umoristiche, iniziando a dipingere nel 1984.
Nel 1996 tiene a Camogli, presso la galleria d’arte San Giorgio, la sua prima mostra personale di rilievo.
Ha partecipato a numerosi concorsi, tra cui tre edizioni del “Concorso D’Arte Figurativa” di Genova Voltri ottenendo: nel 1985 il 1° Premio nella sezione tecniche miste, nel 1986 il premio d’onore e nel 1987 un premio distinto. Nell’ultima edizione del “Concorso Nazionale di Pittura Grafica” di Casale Monferrato ha ottenuto un premio di rappresentanza.
È inoltre stato selezionato come finalista al “Premio Arte 1996” ricevendo una targa d’argento.
Predilige la pittura acrilica su multistrato ed i suoi soggetti preferiti sono le carcasse d’automobili abbandonate e arrugginite.
Il tema delle automobili lo appassiona sin dalle elementari e dopo liceo, per meglio dipingerle, inizia la sua ricerca sull’uso del colore. Colore che nei suoi quadri appare a volte violento a volte freddo come possono sembrare i suoi soggetti. Soggetti che a prima vista possono disturbare l’occhio di chi li guarda, ma un’attenta lettura può lasciare intravedere una poesia, una di più storie narrate da quella muta auto al suo capolinea. Le auto rappresentate sono quasi sempre modelli anni 60/70, quelli del “Boom economico”.
L’auto in quel periodo era ancora “disegnata” dai progettisti, era vista come evoluzione del vivere, come colei che ci permetteva di guadagnare tempo con la velocità. Poi venne il traffico...
Ma i suoi quadri non celebrano l’auto, piuttosto il paesaggio che lentamente la inghiotte. Rami, fiori e animali riprendono il loro spazio occupato dalla carcassa che viceversa si ritira, si “autodistrugge”, e il tempo diventa la ruggine che sconfigge l’automobile!

Hanno scritto :

Si entra per caso, a volte, in una mostra di pittura ed è veramente bello quando se ne esce con l’impressione che molto sia stato aggiunto alla nostra mente, alla nostra anima. Ciò accade sicuramente se l’artista è Stefano Visora. Le sue opere riescono a suscitare una infinità di sentimenti, magari contrastanti, ma che non possono lasciare indifferenti. Dal piacere di essere spettatori e fruitori di un’arte certa, ad una sensazione di sottile inquietudine, passando attraverso una scelta accurata dei soggetti, un uso sapiente dei colori, una tecnica precisa e accurata, una perfezione formale non fine a se stessa ma carica di significati. Cosa assai rara, infatti, il suo iperrealismo non “costringe” l’osservatore negli ambiti ristretti di una mera riproduzione della realtà e, dietro l’apparente staticità dei soggetti, l’immaginazione trova spazi infiniti per le sue ricerche estetiche e spirituali. È così che anche quel velo di malinconia presente in tutte le opere, si trasforma in alta poesia.
Importanti,inoltre, sono i richiami simbolici tipici della società contemporanea affioranti dai quadri del Visora. Egli raffigura soprattutto automobili: automobili abbandonate, accatastate, sventrate. Non sembra eccessivo se, ai nostri giorni, al solo pronunciare la parola “auto”, affiorino associazioni come: potere, mezzo di raggiungimento di mete non solo spaziali e temporali, ma anche sociali e psicologiche, quasi come una nuova irrinunciabile deità.
In questo caso però – e qui sta la grande forza dell’artista- le auto in disuso appaiono soprattutto come “involucri di storie” e, lungi dall’accondiscendere all’apparente senso di inutilità e abbandono, portano a scoprirvi sentieri verso la continuità, la salvezza, l’eternità.

Ornella Ferrerio

Queste opere, poetiche e minuziose analisi inizianti da res relictae, in particolare carcasse di antiche automobili chiazzate dal mal di ruggine, raccontano storie possibili di abbandoni non definitivi ma in trasformazione, dove il relitto diventa covo, possedimento di minuscoli abitatori e assume nuove valenze. Nasce il contrappunto dalla natura che oppone alla corrosione della decrepitezza, l’invasiva presenza di recenti erbaggi dagli squillanti colori e dalle eleganti forme...

Tullo Montanari

Stefano Visora è nato nel 1961 a Masone (Genova), dove risiede e svolge la sua attività. si è diplomato nel 1979 al Liceo Artistico Nicolò Barabino di Genova.Giovanissimo si dedica al disegno e alle vignette umoristiche; ha iniziato a dipingere nel 1983.Nel 1996 tiene a Camogli, presso la Galleria d’arte S. Giorgio, la sua prima personale di rilievo; è dello stesso anno la mostra “Arte tra le righe”, libreria Liguria Libri, Genova; nel “97 espone nell’area di sosta Turchino Ovest, Mele.Ha partecipato alle seguenti collettive:1989, Sala Don Bosco, Masone; 1997: “A picco sul mare”, Castello Doria, Vernazza (org .Centro Lavoro Arte, Milano ); esposizioni in piazza a Casella e Cabella Ligure. Ha partecipato a numerosi concorsi, tra cui tre edizioni del concorso regionale d’arte figurativa di Genova – Voltri, ottenendo nel1985 il primo premio nella sezione tecniche miste, nel 1986 il Premio d’onore, “per l’interessante modo - è scritto nella motivazione di merito - con cui il pittore sa presentare i suoi improbabili frammenti di realtà, in atmosfere di vitrea, surreale trasparenza” e nel 1987 un Premio distinto. Nell’ultima edizione (1996) del Concorso Nazionale di pittura e grafica di Casale Monferrato ha ottenuto un Premio di rappresentanza. È inoltre stato selezionato come finalista al “Premio Arte Mondadori 1996”, Milano, ricevendo una targa d’argento. Nel 1997 ha partecipato al XXII Concorso “La Telaccia d’ Oro” a Torino e al Trofeo “ Remo Brindisi”, Lido degli Estensi, Ferrara.
Stefano Visora predilige la pittura acrilica su multistrato ed i suoi soggetti preferiti sono le carcasse d’automobili abbandonate e arrugginite. Il tema delle automobili lo appassiona sin dalle elementari e dopo il Liceo,per meglio dipingerle, inizia la sua ricerca sull’uso del colore: un colore che nei suoi quadri appare a volte violento e a volte freddo come possono sembrare i suoi soggetti; a prima vista le sue immagini possono disturbare l’occhio ma ad un’attenta lettura quelle antiquate autovetture ormai al capolinea del loro percorso (sono degli anni 60/70, l’epoca del “boom economico”) narrano storie non prive di una loro poesia.Il possesso dell’autovettura era visto come mezzo di evoluzione della nostra esistenza: ci permetteva, con la velocità, di guadagnare tempo (finché non vennero, con l’intensità del traffico, i non facili problemi della circolazione). Ma le opere di Stefano Visora non celebrano l’auto, piuttosto il paesaggio che lentamente le inghiotte.
Fiori, arbusti e animali riprendono il loro spazio occupato dalla carcassa, che viceversa si ritira, si “autodistrugge ”, e il tempo diventa la ruggine che sconfigge l’automobile.


PAESAGGIO PROSSIMO VENTURO. ATTO PRIMO


In questa sorta di paresi ideografica, oltre che ideologica, di cui si soffre attualmente nei cantieri dell’arte ( è stato detto tutto, tutto è stato già fatto, siamo ormai al post e al trans di ogni cosa, c’è ancora un “movimento” che ha un grande spazio davanti a sé. È l’arte ambientale. L’ambientismo, a cui iscriviamo d’ufficio il pittore Stefano Visora –?), a differenza dell’ambientalismo, che è già qualcosa di omologato con la società in cui viviamo, che è già politicamente corretto – si riconduce ai grandi temi, anzi, , ai grandi problemi dell’ambiente, sia per gli esterni, e quindi per tutta l’innatura che oggi c’è nel paesaggio, sia per gli interni, cioè per tutta quella serie di situazioni e condizioni che situazionano e condizionano la vita (starei per dire, il respiro) dell’uomo, anche nei siti più profondi al suo vivere ed al suo esistere.
L’ambientismo assurge a polo contrario del futurismo. Non è un caso. In una società che vive quotidianamente il suo futuro, non c’è spazio per nuovi futurismi; mentre nel 1910, il mito della velocità, la violenza come igiene del mondo, il vivere pericolosamente predicati da Balla, Boccioni e Marinetti producevano una condanna del romantisme, dell’impressionismo borghese, oggi chi pratica l’ambientismo non condanna la vita moderna, ma ne cura la sua archiviazione nelle vestigia più emblematiche, ne evidenzia la sua archeologia industriale, ne celebra il trionfo repertuale.
Ad esempio lampante e portante di questo assunto può essere additato Stefano Visora, artista dell’entroterra genovese, giovane per l’anagrafe, ma che – come collazione biologica e culturale – richiama su di sé, sulla sua pittura, tutta la parte archeografica di un settore della vita moderna, quello delle autovetture “rottamate”, che è tra i più emblematici.
Per intenderci, Visora dipinge “cimiteri di automobili”, riporta cioè sulla tela –con un iperverismo impressionante – i resti intatti e non di quella civiltà delle macchie che ha situazionato e condizionato la nostra vita. Visora compie questi sopralluoghi tra i resti mortali di carrozzerie e motori (sulle tracce, si dirà di un altro frequentatore di cimiteri automobilistici, 1975 e dintorni, tale Renato Guttuso da Bagheria ) con una precisione meccanologica. Più che quadri, si direbbe, molto profanamente trattarsi di fotografie, di pittografie, di care estinte, alcune per vecchiaia, per lenta consunzione stilistica, altre per sincope stradale, per evidente trauma. Ed invece trattasi di dipinti ad acrilico, nella cui stesura l’artista raggiunge perfezioni iperreali, macroveriste, quasi da traslare l’azione dell’abbandono e del tempo sulla superficie dell’opera attraverso una minuziosissima narrativa pittorica che, nella sua fedeltà alle linee e alle forme raggiunge acmi di fisicità totale. La ruggine che consuma gli orli delle carcasse, sulla tela è vera; la targa di una “Seicento” è tattilmente verissima, i particolari dell’avantreno, della “crociera” del cambio” delle sospensioni sono descritti con meravigliante minuzia.
Donar Conenna


Stefano Visora... presentato dal critico d’arte M. Malì

Stefano Visora è un artista che opera secondo il suo canone personale, creando immagini vitalizzate da un forza grafica e coloristica il tutto con estrema vivacità e forte impatto pittorico.
Molto ben dosati risultano i valori stilistici e cromatici che emergono dalle sue opere ottenendo effetti insoliti, con estrema abilità egli riproduce carcasse d’automobili che diventano oggetto di rappresentazione artistica che meritano di essere ricordate.
Egli unisce momenti d’intensa poesia dando così prova al suo talento creativo.
L’artista Stefano Visora dimostra come si può ricreare un paesaggio soffermandosi ad esaminare alcuni particolari degli interni di macchine abbandonate proponendo una pittura fedele nel tratto e ricca di sensibilità.
Ne risultano immagini di perfetto equilibrio compositivo denso di profondo significato.
Sapiente è l’utilizzo della pittura acrilica su multistrato che egli predilige per i suoi soggetti raggiungendo così composizioni caratterizzate da assoluta padronanza espressiva personale che lo distinguono da molti.
Su tutte le opere di Stefano Visora dominano la ricchezza del colore e la luminosità che conservano
Il fascino di una bellezza intrisa di Fantasia. M. Malì


MOSTRE PERSONALI:

1996 Camogli Galleria San Giorgio
1997 Mele A.D.S. Turchino Ovest
1997 Savona dal: 13 dicembre al 03 gennaio 1998 presso la: Galleria D’arte “Il Brandale”
1998Milano 19 gennaio - Vernissage della M. Parvis & M. Parvis

COLLETTIVE:

1989 Masone Sala Don Bosco
1997 Vernazza Castello Doria “A picco sul mare” (org. Centro Lavoro Arte)
1997 Casella Esposizione in piazza
1997 Casella Esposizione in piazza


CONCORSI E PREMI:

1985 Voltri IX Concorso D’ Arte Figurativa - 1° Classificato sezione tecniche miste
1986 Voltri X Concorso D’ Arte Figurativa - Premio d’onore
1987 Voltri XI Concorso D’ Arte Figurativa - Premio distinto
1966 Casale Monferrato X Concorso Nazionale di Pittura e Grafica –Premio di rappresentanza
1996 Premio Arteb – Finalista
1997 XXII Concorso La Telaccia d’Oro – 10° Classificato
1997 Lido degli Estensi ( Fe) Trofeo Remo Brindisi –– 13° classificato
1997 Vespolate (No) VIII Premio Nazionale di arti visive “Civiltà contadina: valori e memorie” - finalista
2001 Sanremo X Festival Internazionale della Pittura Contemporanea – 9° class. – Premio della Critica

STEFANO VISORA


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PROPRIETA' ARTISTICA RISERVATA


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INSERITO IN LINEA IL: 01/02/2005
SCADENZA PROMOZIONE IL: 01/02/2006




Frutti di bosco

1997
acrilici,
carboncino,
tempere su multistrato



Paesaggio
a fumetti


1999
acrilici
su multistrato
cm 54 x 37