
REGGINI
GIUSEPPE
Dalle
recensioni giornalistiche pubblicate sui quotidiani
dopo la partecipazione del sanmarinese Giuseppe Reggini
alla undicesima edizione del Festival Internazionale
della Pittura Contemporanea di Sanremo
IL SANMARINESE GIUSEPPE REGGINI TRA GLI ARTISTI
PREMIATI
Grande
eco ha avuto sui media nazionali la manifestazione
di Sanremo giunta ormai alla undicesima edizione.
Alla Cerimonia di Premiazione della Rassegna, alla
quale hanno partecipato le Autorità della Regione
Liguria, della Provincia di Imperia e del Comune,
numerosi sono stati gli amatori ed i collezionisti
richiamati dalle opere in esposizione. Dopo gli interventi
delle Personalità tra le quali molto
interessanti le affermazioni di concreto appoggio
alliniziativa dellAssessore di Sanremo
Vincenzo Lanteri abbiamo colto, nelle parole
del Presidente della Giuria, il critico e storico
darte dott. Vito Cracas, il vero significato
della manifestazione che vuole sempre più essere
un punto di riferimento dellarte contemporanea
nel contesto di quella europea ed il duro lavoro di
selezione nella scelta delle opere più significative
tra le molte presentate dai numerosi artisti partecipanti,
con le diverse tecniche, alla valida rassegna di fine
anno. Tra le tante presenti hanno avuto notevoli e
grandi apprezzamenti le opere presentate dal noto
artista che opera nella Repubblica di San Marino,
Giuseppe Reggini. Una in particolare ha attratto lattenzione
di molti, ivi compreso il Presidente della Giuria
del quale abbiamo gradito conoscerne il pensiero:
- Dott. Cracas perché la incuriosisce questopera
dal titolo enigmatico pioggia di luna?
- Il desiderio atavico di ogni essere, che vede nella
luna la compagna alla sua solitudine, è quello
di ritrovarsi nelle fantasie animate dalla sua donna
ideale, vagheggiate nellinfanzia e sviluppate
nei desideri delletà matura. Questo pathos
esternato con suadente cromatismo, nel rivelare la
propria intimità, comunica l immediato
impatto nella realtà virtuale che ciascuno
si costruisce: un rifugio in cui è piacevole
potersi ritrovare.
- La tecnica preferita, non consueta, aiuta o dissuade?
- Al primo impatto può anche disorientare perché
non si è adusi al linguaggio personalizzato
da Reggini che si serve della diversità delle
tonalità nelle pigmentazioni adoperate per
esacerbare la lussureggiante e rigogliosa natura per
poi, per levidente contrasto nelle raffigurazioni
dei diversi atteggiamenti del prototipo donna, scomporle
per dare quasi la sensazione tattile della variegata
e poliedrica personalità che avvince e frastorna
il richiamato compagno del suo peregrinare.
- Un contrasto voluto o casuale?
- Evidentemente voluto in quanto riesce a rendere
partecipi i patemi dellessere in un linguaggio
proprio, sempre più raffinato e duttile nellelaborazione
personale, che fa incentrare lattenzione sui
contenuti espressi in forma di impatto immediato su
cui si ritorna riflessivamente.
- Reggini si compiace della sua tecnica?
- Il crogiolarsi nelle proprie sperimentazioni è
tipico di chi non ha idee chiare e si sforza di attrarre
lattenzione con espedienti. Per Reggini è
vero il contrario: si serve di tentate esperienze,
sperimentate e rielaborate in una impaginazione figurale
movimentata dal contrasto visivo della linea tondeggiante,
allungata nelle fluenti chiome, con quella squadrata
delle tessere cubiche, diversificate da studiate affinità
tonali, in una caleidoscopica mescolanza che fà
avvertire inusuali sensazioni ai messaggi insiti espressi
dalle sue donne che evidenziano particolari stress
esistenziali in una spazialità onirica e fantastica.
Le sue composizioni sono storie di tensioni latenti
di cui visualizza particolari fotogrammi pescati nel
subconscio: un moderno e razionale linguaggio artistico
capace di attrarre la distratta attenzione facendo
seguire allimpatto piacevole meditate impressioni.
- Stando a quanto lei afferma si è in presenza
di una nuova via nellarte?
- Nellarte non vi sono strade nuove o vecchie
ma esperienze valide, collegate ai tempi vissuti,
interpretate da artisti che con sensibile razionalità
li evidenziano nel loro linguaggio consono agli addetti
che si sforzano di farli recepire meglio dopo il comprensibile
impatto emotivo. Reggini, nel perseguire la sua ricerca,
è tra questi. Il tempo, galantuomo, ne attesterà
la valenza.
Nel ringraziare il noto critico per la disamina che
ci aiuterà molto a comprendere i nuovi linguaggi
dellarte contemporanea e tra i quali
come afferma il Presidente della Giuria vi
è quello di Reggini, si può affermare
che la manifestazione sanremese, nellevidenziare
le nuove promesse dellarte contemporanea, aiuta
quanti amano le arti visive a comprenderne i risvolti
favorendo in tal modo il vero collezionismo e quanti
vogliono avvicinarsi allacquisto di valide opere
darte.
DEDICATO
A GIUSEPPE REGGINI
Visionando i lavori di Giuseppe Reggini si coglie
immediatamente la novità del linguaggio figurativo
di un artista potente e sognatore che usa il vigore
del colore e la lucidità quasi metafisica della
tessitura, per realizzare elaborazioni cariche di
desiderio e di pathos.
Lo
stile sicuro, inconfondibile, mai esitante, si destreggia
fra astrazione geometrica e figurazione tramite un
suo curioso procedimento che seziona e sfaccetta talvolta
il centro intorno al quale è costruito linsieme
dellopera, altre volte un particolare quale
può essere un uccello che vola tra i rami scheletrici
di alberi che si stagliano su uno sfondo acromatico
o una minuscola donna che si perde nel sogno di un
paese sospeso nel vuoto o ancora una minuta porzione
di campo della quale emergono fiori che copiano la
policromia delle celle da cui si alzano; è
questo un primofil rouge che lega la sua
produzione artistica: così lartista partendo
da immagini che attingono da una realtà mediata
da uno spirito romantico e sognatore riesce a sottrarsi
a quanto una storica consuetudine ha fatto corrispondere
con la tradizione figurativa per approdare a una personale
rielaborazione dei principi geometrici nella quale
la forma viene scomposta come le case di una scacchiera
variopinta senza però che mai sia persa di
vista la preminenza della figura.
Questo
suo modo di fare pittura si arricchisce delle ricerche
dei contrasti tra colore e luce, tra forma e spazio
con risultati tali da implicare effetti visivi che
attirano immediatamente con curiosa attenzione e comunicano
al fruitore, sia occasionale che professionista, la
tensione creativa attraverso un copioso impianto cromatico.
Proprio per questi caratteristici interessi di ordine
ottico che affiorano dalle sue creazioni, nelle quali
il legame tra lo spazio e la luce appare essenziale,
la sua pittura coniuga raffinatezza e composizione
geometrica in una intelaiatura strutturale tale da
esaltare una sempre più serrata sintesi dei
fattori espressivi, una sobria e rigorosa selezione
dei valori ed evidenziando una ferma concentrazione
sui valori essenziali di grande efficacia emozionale
in un processo che rientra appieno nella situazione
culturale di quelle nuove indicazioni che furono avanzate
per mostrare alla pittura nuove soluzioni visive nellevolvere
del dibattito apertosi tra astratto e figurativo.
Dal fermo carattere dellartista deriva la continuità
delle sue esperienze, mai influenzate dalleffimero
delle mode, ma sempre fedeli ad una concezione estetica
dalla quale scaturiscono vigorose suggestioni etiche
e profonde emozioni che una sana e spontanea carica
di poesia traduce in forme geometriche vivacizzate
allinterno dalla comparsa di simboli primordiali.
La
sua evoluzione artistica rivela un percorso assai
interessante che si espande da immagini basate su
linee e colori quali strumenti rivelatori di profonde
emozioni a paesaggi che assumono un chiaro significato
di spazio partendo da distese nelle quali le macchie
di colore dei fiori accendono il verde e il bruno
della terra, passando per prati verdi dai quali svettano
alberi frondosi divenendo, attraverso una progressiva
semplificazione che accentua i caratteri essenziali,
testimonianze della memoria ingabbiate nella incantata
scacchiera del tempo rivelando così una chiara
discendenza dai padri dellastrattismo modulata
però, da una regola del tutto autonoma e personale.
Sono alberi, i suoi, che non vengono celebrati nei
loro aspetti stagionali, ma per lo più si ergono
sottili nei tronchi, con scarsi rami spogli che si
stagliano su uno spazio indefinito percosso dalla
sferza del fulmine oppure dominato da un astro egoista
che non illumina la scena, ma luce solo per sé
stesso. Indubbiamente questa immagine ricorrente è
la nitida traduzione in forma visiva dellinteriorità
dellartista, di un ideale pulito che non lascia
spazio ad equivoci evocando il fascino del silenzio
e della solitudine e reminiscenze di atmosfere vagamente
surreali.
Un
secondo fil rouge che non può assolutamente
passare inosservato è lelemento femminile
che ricorre in buona parte della sua produzione, ma
non viene logorato in un facile pittoricismo bensì
diventa occasione di ricercate semi-astrazioni ben
indirizzate verso una definizione essenziale della
realtà attraverso lindividuazione dei
valori lineari, plastici e espressivi del corpo femminile
che acquisisce accezioni pure e metaforiche che ne
trascendono lesistenza terrena e mirano esclusivamente
ai contenuti invisibili che esso comporta.
Giuseppe
Reggini possiede tutta la stoffa per trasferire sulla
tela i caratteri espressivi dellessenza femminea
con una sorta di estasi contemplativa: buon gusto,
fervore, estro, si accompagnano alle qualità
tecniche cui si sommano innate propensioni poetiche;
con un raro senso grafico modula il colore con astuzia
e rivela un temperamento tonale che felicemente si
sposa con il vigore lineare. L artista utilizza
il nudo femminile con una calda sensualità
del tutto scevra da torbido voyeurismo: il suo scomporre
la figura in un mosaico geometrico di tessere policrome
vela la crudezza della nudità in un inusuale
contrasto con la fluidità e la naturale sinuosità
del corpo femminile; la morbidezza ed il fluire delle
lunghe chiome conferisce a quei corpi ora distesi,
ora sognanti, ora contemplativi; una dimensione impalpabile
che richiama alla memoria simbologie dimenticate o
volutamente sepolte nellinconscio. La donna:
custode della vita, strega che uccide; angelo della
casa, demone tentatore che si intrufola nei cuori
per disunire; virgineo ideale ispiratrice di artisti
e poeti, laida mercificatrice del proprio corpo sono
sfaccettature contrapposte di una stessa pietra, luminose
e brillanti da un verso, oscure e torbide dallaltro
che attraggono e spaventano nel contempo lanimo
dell artista e quei tasselli caleidoscopici
sono proprio il mezzo che lartista usa per donare
forma ed immagine a questi pensieri, a queste emozioni
che lo sconvolgono. La donna che ammalia delluomo,
la donna che sottomette luomo, la donna che
si appropria dello spirito vitale delluomo e
lo svuota: sono le paure primordiali del maschio,
retaggio atavico che si personifica nella figurazione,
anchessa atavica, della donna che si accompagna
al serpente.
Ma
la dolcezza dellarte dona pace al cuore turbato
e allora ecco che la donna ritorna eterea, simbolo
che si rinnova nella memoria con l abbandono
ai più dolci ricordi, trasferito in opere che
sono la proiezione di un sogno sospeso in una dimensione
immateriale, in uno spazio indefinito permeato di
un vago appannamento dorato ove il colore viene ridotto
in polvere di stelle che intride e impasta in una
penombra rarefatta e ignota nella quale il pittore
vive le proprie percezioni e rintraccia le motivazioni
della sua poetica.
Ed
è così che, unendo tecnica e cuore,
Giuseppe Reggini ha assunto una sua inconfondibile
fisionomia che gli ha permesso la caratterizzazione
di un linguaggio, il raggiungimento di uno stile fatto
di illusioni strappate ai sogni.
Mario Saccoccia
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