
GORETTI IRO
Iro
Goretti nato a Tuoro sul Trasimeno nel 1945, ha trascorso
e trascorre tuttora la sua vita nei luoghi natii.
Nonostante che in lui le passioni per la pittura ed
il disegno, fossero presenti fin da piccolo, inizia
l'attività pittorica relativamente tardi, circa
quindici anni fa. La produzione di Goretti si potrebbe
approssimativamente suddividere in due fasi: nella
prima abbiamo un vagare stilistico che lo porta alla
realizzazione di alcuni splendidi notturni di Passignano
sul Trasimeno, una lunga serie di marine, alcuni quadri
d'influenza macchiaiola, altri affini allo stile impressionista;
la seconda inizia successivamente ad un intervallo
di silenzio, infatti nel 1997 l'autore entra in un
periodo di riflessione artistica, da cui uscirà
nel 1999 con uno stile completamente maturo ed innovativo,
dove il controllo tecnico della rappresentazione naturalistica,
dell'uso sapiente dei colori, si sposano ad una delicata
espressione degli affetti. Il nuovo tratto pittorico
elaborato da Goretti ha riscosso un notevole successo
di pubblico, in quanto la sua pittura raramente lascia
indifferenti.
(C. Chiappini)
...E' un caldo sole di maggio quello che regala un
po' del suo colore alle ginestre delle sue tele...
ginestre pastose che volando sono arrivate lì
si sono posate rimanendo immobili... aleggiando sopra
eterei e filiformi ramoscelli mossi da un leggero
vento che li cristallizza. E' un'atmosfera immota
quella che si adagia sopra paesaggi che sono ricami
di campagna a tratti veloci quasi da impressionisti,
in quei tocchi di rosso che sono papaveri, in quei
verdi che sono fili d'erba a centinaia... in quei
colori che sono la nostra campagna. Tutto ciò
si esalta in scorci angolari dal sotto in su dove
sembra che la sottigliezza delle pennellate che si
slanciano verso un limpido cielo si stia per smaterializzare
in una visione che sta fra cielo e terra, fra "realismo"
e non realismo, com'è del resto tutta la pittura
di I. Goretti... non classificata e non classificabile
ma aperta a molteplici stati d'animo. Tante cose si
scoprono in un quadro e in un pittore.
Ilaria Ricci da "L'Etruria" del 31.08.2000
...Nei quadri di Goretti ci sono i suoi luoghi (il
Trasimeno, le sue colline) ma anche amenità
di questo lembo tosco-umbro di sorprese e incanti
naturalistici. Ci sono le sue viste, le sue visioni,
il coraggio, la sensibilità di dare realismo
al segno ma soprattutto di dare al reale un segno
nuovo vorace e avvolgente, in spirali di tratto o
ammorbidimenti armonici. Ci sono i colori, i colori
che si agitano, si scompongono in un pnenuma improvviso
e denso... ci sono i fili d'erba euritmici e numerabili
tanta è la cura compositiva... E poi i cieli.
I cieli! Si sfumano e si bloccano, si muovono, si
addossano, si tagliano e si stagliano tra nuvole e
graduazioni scivolanti e docili. Il tempo! Il tempo:
movimento e immediato, scultura cromatica e riflesso,
ricerca affannosa e 'stile al caos'
(P.P. Pasolini).
Il
vento e il silenzio: strepito delle forre e asciutta
immobilità naturale, fruscio e sussurro che
si immagina e ci immagina. Incanti e discanti. Vento
e silenzio costante e nervosa presenza-assenza, filo
rosso che lega tutti i quadri che non inventa una
nullificazione del reale ma una forza dirompente della
natura, macchia e segno di colore accostato con devoto
coraggio ed elegante soluzione formale: Iro Goretti
si è costruito uno stile riconoscibile-riconosciuto,
identificabile-identificato, uno stile pittorico personalissimo
e vivo che regala quel senso romantico e animato della
realtà violentandola in una fuga spontanea
(maturata in anni di prove) da un manierato realismo
fotografico... Mi dimenticavo... Nei suoi quadri rifulge
il suo animo garbato e vitale, i suoi modi dolci,
le sue parole lente e misurate, la sua emozione, le
sue paure... Ci sta un uomo vero dirimpetto la tela
(accanto alla tavolozza). Ed è il colore più
bello, specchio di Alice delle sue forsennate lacrime
e sorrisi di stupore e placida e salvifica noia.
Albano Ricci
Sono lieto di partecipare, nella capitale dei fiori,
allinaugurazione della personale del paesaggista
Iro Goretti.
Dalle acque del lago Trasimeno al mare Ligure in cui
si specchia la riviera dei fiori.
E porgo, con il saluto del Centro dArte
e Cultura la Tavolozza, il centro dArte
che presiedo e che organizza il Festival Internazionale
della Pittura Contemporanea, giunto questanno
alla XII edizione, anche il saluto del Direttore Responsabile,
il dott. Vito Cracas, noto critico storico
darte antica e contemporanea molto apprezzato
alla cui competente valentia e serietà è
affidato da ben dodici anni il compito di presiedere
la Giuria della Manifestazione sanremese.
Riporto il suo giudizio critico che il prof. Vito
Cracas mi ha affidato per aver visto le sue opere:
Goretti
trasmette i valori colti nella natura, nei paesaggi
lacustri di cui evidenzia il silente e suadente, quasi
accattivante, richiamo con idonei cromatismi che fanno
vibrare lanimo, facendone percepire linsita
bellezza che induce alla riflessione estetica.
Ed io concordo con il suo giudizio critico perché
Iro Goretti sulle tele, per la padronanza delle tecniche
adoperate che usa con molta abilità e secondo
il suo estro, esprime forti contrasti della sua rigogliosa
terra tentatrice, con le sue bellezze, fino ad indurre
luomo ad interessarsi ad essa governandola con
il suo lavoro, le sue ansie ed i suoi repressi desideri.
La chiarezza del segno, a volte nitido perché
delinea le diverse configurazioni, a volte amalgamato
nel colore, partecipa delle intense emozioni e fa
recepire ed intendere quel messaggio afrodisiaco ed
invitante dellubertosa natura evidenziata.
Lo scenario naturale sanremese invita a comprendere
le tematiche espresse dallartista in un verismo
accattivante, di piacevole e suggestivo impatto.
Goretti, per quanto possa apparire molto classicheggiante,
è un artista polivalente capace di evidenziare
nei suoi nascosti messaggi, molto comprensibili, che
fa percepire con le elaborate tecniche che usa con
molta disinvoltura.
Le sue opere suggeriscono i sogni elaborati dalla
fantasia, i ricordi, le speranze, tutti i tanti aspetti
della vita en plein air della campagna che caratterizza
il lago Trasimeno che ha influito se non determinato
la civiltà etrusca.
La sua natura è un libro aperto in cui sintravedono
le virtù indispensabili al convivere civile:
la tenacia, la lealtà, la spontaneità,
lamore per la verità ed il lavoro, la
passione per le cose sagge e belle, la scenografica
naturalezza che ricorda, con la sua storia, la grande
e genuina passionalità espressa nel lavoro,
nella bellezza e nellamore. Del resto, soffermandosi
per cercare di entrare nelle opere, si
scopre nella naturalezza della forma il colore.
E la ricerca che lha portato ad esperimentare
tutte le possibili vie della comunicazione artistica
perseguita e trasformata razionalmente nelle diverse
tecniche che adopera con singolari e personali apporti.
La sua esperienza è tale che qualunque cosa
realizza, con qualsiasi tecnica, induce alla riflessione
che porta ad entrare in simbiosi con tutto quello
che riesce a disegnare e dipingere nelle sue opere.
Penso che tutto questo sia dovuto al fatto che Iro
Goretti non si chiude, come fanno molti artisti, nella
propria bottega, ma preferisce uscire, cogliere fuori,
vedere, ascoltare, circolare tra la gente che incontra,
con cui dialoga per avvertirne le sensazioni che ha
dentro, piacevoli o tristi, i diversi umori, quelli
spontanei o volutamente studiati, i molti pensieri
espressi in libertà e senza un razionale controllo,
le improvvise tragedie che ci rincorrono nella vita
quotidiana, gli amori che si sognano e che perseguono
e caratterizzano ogni istante del vivere.
Nei suoi quadri vi è racchiusa una sua caratteristica:
un racconto delle trasformazioni naturali dogni
giorno viste anche sotto il profilo poetico e sociale
in un voluto contrasto di luci ed ombre. E un
sentire il suo che mi avvince.
E pertanto, invito anche voi ad osservare i suoi quadri
per verificare le avvertite sensazioni.
Cav. Casimiro DellArco Talarico
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