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Biancospino e sterpaglie

2003
olio su tavola
cm: 50 X 40



Campagna
Umbra


2003
olio su tavola
cm: 50 x 70

 



GORETTI IRO

Iro Goretti nato a Tuoro sul Trasimeno nel 1945, ha trascorso e trascorre tuttora la sua vita nei luoghi natii. Nonostante che in lui le passioni per la pittura ed il disegno, fossero presenti fin da piccolo, inizia l'attività pittorica relativamente tardi, circa quindici anni fa. La produzione di Goretti si potrebbe approssimativamente suddividere in due fasi: nella prima abbiamo un vagare stilistico che lo porta alla realizzazione di alcuni splendidi notturni di Passignano sul Trasimeno, una lunga serie di marine, alcuni quadri d'influenza macchiaiola, altri affini allo stile impressionista; la seconda inizia successivamente ad un intervallo di silenzio, infatti nel 1997 l'autore entra in un periodo di riflessione artistica, da cui uscirà nel 1999 con uno stile completamente maturo ed innovativo, dove il controllo tecnico della rappresentazione naturalistica, dell'uso sapiente dei colori, si sposano ad una delicata espressione degli affetti. Il nuovo tratto pittorico elaborato da Goretti ha riscosso un notevole successo di pubblico, in quanto la sua pittura raramente lascia indifferenti.
(C. Chiappini)


...E' un caldo sole di maggio quello che regala un po' del suo colore alle ginestre delle sue tele... ginestre pastose che volando sono arrivate lì si sono posate rimanendo immobili... aleggiando sopra eterei e filiformi ramoscelli mossi da un leggero vento che li cristallizza. E' un'atmosfera immota quella che si adagia sopra paesaggi che sono ricami di campagna a tratti veloci quasi da impressionisti, in quei tocchi di rosso che sono papaveri, in quei verdi che sono fili d'erba a centinaia... in quei colori che sono la nostra campagna. Tutto ciò si esalta in scorci angolari dal sotto in su dove sembra che la sottigliezza delle pennellate che si slanciano verso un limpido cielo si stia per smaterializzare in una visione che sta fra cielo e terra, fra "realismo" e non realismo, com'è del resto tutta la pittura di I. Goretti... non classificata e non classificabile ma aperta a molteplici stati d'animo. Tante cose si scoprono in un quadro e in un pittore.
Ilaria Ricci da "L'Etruria" del 31.08.2000

...Nei quadri di Goretti ci sono i suoi luoghi (il Trasimeno, le sue colline) ma anche amenità di questo lembo tosco-umbro di sorprese e incanti naturalistici. Ci sono le sue viste, le sue visioni, il coraggio, la sensibilità di dare realismo al segno ma soprattutto di dare al reale un segno nuovo vorace e avvolgente, in spirali di tratto o ammorbidimenti armonici. Ci sono i colori, i colori che si agitano, si scompongono in un pnenuma improvviso e denso... ci sono i fili d'erba euritmici e numerabili tanta è la cura compositiva... E poi i cieli. I cieli! Si sfumano e si bloccano, si muovono, si addossano, si tagliano e si stagliano tra nuvole e graduazioni scivolanti e docili. Il tempo! Il tempo: movimento e immediato, scultura cromatica e riflesso, ricerca affannosa e 'stile al caos'
(P.P. Pasolini).

Il vento e il silenzio: strepito delle forre e asciutta immobilità naturale, fruscio e sussurro che si immagina e ci immagina. Incanti e discanti. Vento e silenzio costante e nervosa presenza-assenza, filo rosso che lega tutti i quadri che non inventa una nullificazione del reale ma una forza dirompente della natura, macchia e segno di colore accostato con devoto coraggio ed elegante soluzione formale: Iro Goretti si è costruito uno stile riconoscibile-riconosciuto, identificabile-identificato, uno stile pittorico personalissimo e vivo che regala quel senso romantico e animato della realtà violentandola in una fuga spontanea (maturata in anni di prove) da un manierato realismo fotografico... Mi dimenticavo... Nei suoi quadri rifulge il suo animo garbato e vitale, i suoi modi dolci, le sue parole lente e misurate, la sua emozione, le sue paure... Ci sta un uomo vero dirimpetto la tela (accanto alla tavolozza). Ed è il colore più bello, specchio di Alice delle sue forsennate lacrime e sorrisi di stupore e placida e salvifica noia.
Albano Ricci


Sono lieto di partecipare, nella capitale dei fiori, all’inaugurazione della personale del paesaggista
Iro Goretti.
Dalle acque del lago Trasimeno al mare Ligure in cui si specchia la riviera dei fiori.
E porgo, con il saluto del “Centro d’Arte e Cultura “la Tavolozza”, il centro d’Arte che presiedo e che organizza il Festival Internazionale della Pittura Contemporanea, giunto quest’anno alla XII edizione, anche il saluto del Direttore Responsabile, il dott. Vito Cracas, noto critico – storico d’arte antica e contemporanea molto apprezzato alla cui competente valentia e serietà è affidato da ben dodici anni il compito di presiedere la Giuria della Manifestazione sanremese.

Riporto il suo giudizio critico che il prof. Vito Cracas mi ha affidato per aver visto le sue opere:

“Goretti trasmette i valori colti nella natura, nei paesaggi lacustri di cui evidenzia il silente e suadente, quasi accattivante, richiamo con idonei cromatismi che fanno vibrare l’animo, facendone percepire l’insita bellezza che induce alla riflessione estetica”.
Ed io concordo con il suo giudizio critico perché Iro Goretti sulle tele, per la padronanza delle tecniche adoperate che usa con molta abilità e secondo il suo estro, esprime forti contrasti della sua rigogliosa terra tentatrice, con le sue bellezze, fino ad indurre l’uomo ad interessarsi ad essa governandola con il suo lavoro, le sue ansie ed i suoi repressi desideri.
La chiarezza del segno, a volte nitido perché delinea le diverse configurazioni, a volte amalgamato nel colore, partecipa delle intense emozioni e fa recepire ed intendere quel messaggio afrodisiaco ed invitante dell’ubertosa natura evidenziata.
Lo scenario naturale sanremese invita a comprendere le tematiche espresse dall’artista in un verismo accattivante, di piacevole e suggestivo impatto.
Goretti, per quanto possa apparire molto classicheggiante, è un artista polivalente capace di evidenziare nei suoi nascosti messaggi, molto comprensibili, che fa percepire con le elaborate tecniche che usa con molta disinvoltura.
Le sue opere suggeriscono i sogni elaborati dalla fantasia, i ricordi, le speranze, tutti i tanti aspetti della vita en plein air della campagna che caratterizza il lago Trasimeno che ha influito se non determinato la civiltà etrusca.
La sua natura è un libro aperto in cui s’intravedono le virtù indispensabili al convivere civile: la tenacia, la lealtà, la spontaneità, l’amore per la verità ed il lavoro, la passione per le cose sagge e belle, la scenografica naturalezza che ricorda, con la sua storia, la grande e genuina passionalità espressa nel lavoro, nella bellezza e nell’amore. Del resto, soffermandosi per cercare di “entrare” nelle opere, si scopre nella naturalezza della forma il colore.
E’ la ricerca che l’ha portato ad esperimentare tutte le possibili vie della comunicazione artistica perseguita e trasformata razionalmente nelle diverse tecniche che adopera con singolari e personali apporti.
La sua esperienza è tale che qualunque cosa realizza, con qualsiasi tecnica, induce alla riflessione che porta ad entrare in simbiosi con tutto quello che riesce a disegnare e dipingere nelle sue opere.
Penso che tutto questo sia dovuto al fatto che Iro Goretti non si chiude, come fanno molti artisti, nella propria bottega, ma preferisce uscire, cogliere fuori, vedere, ascoltare, circolare tra la gente che incontra, con cui dialoga per avvertirne le sensazioni che ha dentro, piacevoli o tristi, i diversi umori, quelli spontanei o volutamente studiati, i molti pensieri espressi in libertà e senza un razionale controllo, le improvvise tragedie che ci rincorrono nella vita quotidiana, gli amori che si sognano e che perseguono e caratterizzano ogni istante del vivere.
Nei suoi quadri vi è racchiusa una sua caratteristica: un racconto delle trasformazioni naturali d’ogni giorno viste anche sotto il profilo poetico e sociale in un voluto contrasto di luci ed ombre. E’ un sentire il suo che mi avvince.
E pertanto, invito anche voi ad osservare i suoi quadri per verificare le avvertite sensazioni.

Cav. Casimiro Dell’Arco Talarico


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INSERITO IN LINEA IL: 02/09/2004
SCADENZA PROMOZIONE IL: 02/09/2005




Fiori fra il fogliame

2003
olio su tavola
cm: 50 x 40

La mia
campagna


2004
olio su tavola
cm: 60 x 40