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Cavalli al guado

1999
pastelli su cartoncino
cm: 45X80




Lago maggiore Isola Bella

2000
pastelli su cartoncino
cm: 50X80



Ara
il pappagallo

1987
pastello su cartoncino
telato
cm 34 x 43

arte italiana

Teatro greco di Taormina

2001
pastelli su cartoncino
cm: 45X60

Monte Golgota crocefissione

2000
pastelli su cartoncino
cm: 70X100

Sanremo
Piazza
Colombo

2002
Pastello
cm 12 x 23



Dolci
pensieri
sul lago


2002
Pastello su cartoncino
cm:3O X 4O



Fascino
Orientale

1996
Pastello su cartoncino
trattato
cm 59 x 41





MARIO GATTI

Mario Gatti è nato a Como nel 1936. Pittore e grafico, ha esposto in mostre personali e rassegne in Italia e all'estero ottenendo premi e riconoscimenti; fra le mostre e i premi più recenti: 1997, personali a Malnate (Sala Comunale) e Varese (Sala Nicolini); Premio Salvador Dalì in Spagna; 3° premio assoluto al Concorso Epifania /Galleria Eustachi, Milano (nell'edizione del '98 ha ottenuto il 2° premio assoluto per la grafica e la medaglia d'argento per la pittura); 1998, Premio Vela d'Oro, Cesenatico; Collettiva in Spagna; medaglia d'argento al Festival Internazionale della Pittura Contemporanea di Sanremo (Premio alla Carriera nel 1999, medaglia d'oro nel 2000); 1999, Trofeo Art in The World, Sirmione; 1° premio grafica al Concorso Nazionale. Marzaroli, Salsomaggiore (3° premio l'anno dopo); 2000, coppa al XXII Premio Primavera, Foggia. Recensito da vari critici su giornali, riviste e pubblicazioni d'arte, sue opere figurano in numerose collezioni private.

"Nelle opere di Mario Gatti si ricompongono ineguagliabili bellezze naturalistiche e paesaggistiche, fra limpide armonie cromatiche sapientemente modulate che contornano i soggetti arricchendoli di fascino e di poesia. Il linguaggio che l'artista privilegia è quello figurativi, impreziosito da una paziente tessitura di linee, forme, prospettive, luci ed ombre. Gatti usa con magistrale bravura i mezzi tecnici e in particolare i pastelli, sfruttandone a fondo le potenzialità sia nel tracciato lineare, sia nel dosaggio dei volumi e dei contrasti, dando così compiuta voce alle esigenze della sua libera e lirica espressività".


Salvatore Perdicaro

“Attraverso la figuratività”
Con un proprio ed evidente stile,intensificato dal responsabile impianto figurativo ed interpretativo, l’artista Mario Gatti osserva, crea ed illustra fedelmente vicende di vita quotidiana che attestano un linguaggio omogeneo ben realizzato e dichiara coerenza,determinando così un serio obiettivo estetico ed emozionale. Concrete visioni di vari soggetti, nature morte, interni, scene paesaggistiche, composizioni floreali ed affascinanti figure femminili nascono in piena armonia suggestiva e visivo dialogo ottenendo un gratificante ed impeccabile spazio. Defluiscono nella tessitura pittorica del Gatti profonda conoscenza disegnativi e consistente stesura segnica, questo da modo all’artista di fornire all’osservatore argomentazioni vitali e stimoli rilevanti.Sono opere estremamente curate sia nel tratto che nella trama cromatica e che documentano concretamente un raffinato equilibrio strutturale sempre caricato dalla tradizione dei ricordi. Egli fa scorrere abilmente e fluidamente la difficile realizzazione della tecnica a pastello mediante una mano sicura e leggera, a testimonianza di un fare pittura notevole ed espressivo di grande forza elaborativi in continua evoluzione. Posso pertanto affermare che l’iter artistico del Gatti è pervaso non solo di straordinaria naturalezza ma anche di continua poesia;il suo esprimersi rigoroso ed affascinante vive così di determinatezza e proprietà di contenuti.

Ermanno Corti


"I riferimenti Tematici, nell'Arte di Mario Gatti, traggono linfa da una fertile vena ispirativa capace di indagare con sagacia in realtà ambientali e umane legate all'esperienza quotidiana, filtrate da una straordinaria sensibilità che talora si converte in acuta introspezione. La visione delle cose e la riflessione sugli eventi sollecita, infatti, nell'artista emozioni e pensieri che valicano i confini della semplicistica narrazione, contribuendo a definire un messaggio estetico denso di risvolti umani ed etici, racchiusi nella lirica dimensione di uno stile limpido e raffinato. Con viva intuizione e impareggiabile tecnica, egli ci fa partecipi di suggestive sensazioni raccolte nella contemplazione di paesaggi delle amate contrade prealpine o d'altri luoghi, esaltandone le bellezze e le atmosfere mutevoli al volgere delle stagioni o delle ore del giorno. Ne coglie l'intimistico affiato nel grigiore invernale o nel biancore abbacinante di una nevicata, l'inebriante fragranza al fiorire dei colori a primavera, il caldo abbraccio nel disteso abbandono della calura estiva, il trepido contrasto fra l'ombra incombente e la luce morente nel quotidiano ripetersi di un tramonto?La sua Figurazione rispetta i canoni di una classica compostezza, ordinata, puntuale, nella quale forme e colori si dispongono in armonica sintonia con le emozioni e i sentimenti dell'interiorità, senza ricorrere ad astruse mediazioni, tramando in modo mirabile l'impianto grafico, le profondità di campo, la prospettiva aerea e le tonalità cromatiche, in virtù di una consumata esperienza nell'uso delle tecniche, e in particolare in quelle predilette del carboncino e dei pastelli. Un'arte, quella di Mario Gatti, sostenuta, oltre che da una ragguardevole abilità nella strutturazione e nella connotazione simbolica delle forme, da una pienezza ispirativi notevole, che permette all'artista di spaziare agevolmente in altre tematiche con uguale partecipazione emozionale e concettuale espressività. Interessandosi alla figura, alla natura morta, al sacro, a volte con riferimenti simbolici e culturali di grande rilievo. A ragione, quindi, si può affermare che la pittura di Gatti non conosce limiti: in essa fioriscono i sentimenti di un uomo che cerca di comprendere a fondo i perché della vita, che ama e ricerca la bellezza e la poesia delle cose, sublimandole nella dimensione estetica con felice creatività."


Salvatore Perdicaro

Gatti Mario, pittore e disegnatore nato a Como nel 1936. “Le sue opere scorrono su una struttura classica: la calma e la serenità delle sue vedute, pervase da una luce trasparente e dilatate da ampie e scenografiche aperture prospettiche non prive di spiritualità e di sentimento, rivelano sempre una tecnica pittorica di notevole perfezione”.

A. Pasquinelli


"La pittura di Mario Gatti ci svela l'animo di un artista estremamente sensibile, meditativo, capace di rielaborare con uguale, poetica intensità, immagini, sensazioni, emozioni ispirate a tematiche di varia estrazione. Il paesaggio nelle sue diverse tipologie, le manifestazioni mutevoli della natura, le mille sfaccettature dell'umano fra attualità e tradizione sono i soggetti che più frequentemente ricorrono nelle sue opere, ricomposti con soggettiva interpretazione in un tessuto pittorico di smagliante limpidezza formale. Nell'impianto figurale dei dipinti, Mario Gatti concentra una straordinaria capacità di rappresentazione, che rende palpabile la bellezza dei luoghi, l'incanto delle atmosfere, il vibrare della natura, la psicologia delle figure e il senso dei simboli di cui, con misura sono connotate le composizioni. Artista versatile, dimostra padronanza nell'uso di varie tecniche (olio, carboncino, pastello in particolare) impiegandole con abilità per ottenere pregevolissimi effetti visivi e per condensarvi le articolate proposte della fantasia e del sentimento."

"Spaziando con uguale felicità ispirativa in vari ambienti tematici, Mario Gatti ne interpreta con viva intuizione e impareggiabile tecnica pittorica le molteplici valenze figurative e simboliche, condensandovi le vibranti emozioni che ogni soggetto stimola nella sua sensibilità. Il mondo naturale, la figura umana, i paesaggi delle sue contrade, le luci, le atmosfere e gli umori degli ambienti che passano al vaglio della sua interpretazione estetica, pur conservando la loro peculiare identità, riemergono nell'equilibrata sintesi dei dipinti con emblematiche connotazioni, che sostanziano un messaggio denso di risvolti spirituali e poetici. Mario Gatti privilegia un'esposizione classica, ordinata, puntuale, dove ogni forma ha una sua ragion d'essere, armonizzandosi mirabilmente nel dialogante tessuto di luci diffuse e ombre smorzate, di tonalità cromatiche pulite e sempre ben intonate. Una lirica visione della realtà, la sua, che ci mostra una pienezza ispirativa inebriata dalle bellezze della natura e delle testimonianze monumentali sedimentate nel corso dei secoli, ma anche attenta ad indagare con introspettiva tensione nella sfera dell'umano, e dei sentimenti in particolare, con uguale delicatezza e partecipazione. Le doti istintive dell'artista, affinante, in una lunga operatività e nello sforzo sublimante dell'espressività pittorica, emergono nitide nella sua arte, che dona al fruitore ineffabili emozioni."


Salvatore Perdicaro

A fronte delle opere di Mario Gatti, il visitatore di fatti d’arte alla ricerca di emozioni sempre più forti, si lascia prendere da una sorta di dilemma, strano e inquietante: quale incidenza dare a queste operazioni segnatamente ”a-fotografiche” dell’artista varesino? Sono rimanenze di quella antichissima confessione, mitica e tangibile ad un tempo che è la forma in tutte le sue ortogonie? Ovvero sono la prova più solare che l’arte e l’arte figurativa in primis, così bistrattata, maledetta, “morta”, può in ogni momento risorgere dalle sue ceneri biologiche? (come un fiore in pastello, per esempio). Quali parametri fisiologici possono essere attivati nella stima effettiva, concreta, di questo, realismo così accanitamente, solennemente ”fedele nei secoli” alla realtà vista, eppure così vicino alle “istanze” della iperrealtà romantica, che proprio in Italia negli Anni Settanta ha voluto la sua culla ospitale? Non è inesistente,né vaga, la tentazione di dare al “caso Gatti” una sorta di bifrontismo filologico su cui poggiare la magnifica contraddizione che tutta contiene i confini del principio e della fine dell’arte. Annettere a questa operazione firmata dall’artista il valore dell’assoluto dipingere e nello stesso momento della totale consapevolezza che questo dipingere non è (più) di questo mondo.
Queste composizioni “iperveriste” sono votate a dimostrare che il racconto più vero non può avvenire che sulla superficie della tela. Che neanche la più sofisticata camera fotografica, neanche il più avanzato computer può dare le sensazioni di realtà che offre la mano del segnatore. Soprattutto quando ci troviamo di fronte a matite colorate, a gessetti, a pastelli. Paradossalmente, contro tutte le teorie in materia di riproduzione assoluta dell’immagine vista, con Mario Gatti ha ragione il romanticismo sulla tecnica.E poi ancora una riflessione:queste opere hanno un compito che non si ha esitazione a definire ”storico” : quello di nobilitare la casualità oggettuale. Intenzione,che sovente diventa progetto e poi consustanza. Sicchè è data spiritualità al segno e al colore. Ed è questo,credo non senza difficoltà, sia il tema che Gatti affronta,pur non rispondendo ( ma non è questo il compito dell’artista) all’ipotesi che la sua sia una battaglia di retroguardia. E che questo sia il suo traguardo principale, non è soltanto la minuziosa, certosina ricerca della “verità materiale” a dimostrarlo, quanto il satinato, vellutato colore d’ambiente in cui l’artista incastona i suoi oggetti.

Donat Cotenna

"Nella limpida articolazione del suo stile, che rievoca in una figurazione esemplare motivi paesaggistici, aspetti di natura e momenti della quotidiana esperienza di vita, Mario Gatti condensa le sue impressioni e le sensazioni che accompagnano la sua acuta e riflessiva percezione della realtà, fervidamente sostenuta da una lirica capacità di rielaborazione. La magistrale adozione di svariate tecniche e la predisposizione a rappresentare con estrema perizia formale ogni soggetto conferiscono alla sua arte una misura di sovrana bellezza che conquista lo spettatore al primo sguardo, permettendogli di entrare in immediata sintonia con i contenuti che l'artista vuole simboleggiare. Gatti infonde nelle immagini dipinte la suadente forza dei sentimenti che animano le sue meditate analisi, dosando le trame cromatiche con raffinatezza per ricreare magicamente quelle espressive atmosfere che danno alimento alla sua felice ispirazione".


Salvatore Perdicaro

Gatti Mario, pittore e disegnatore nato a Como nel 1936. “Le sue opere scorrono su una struttura classica: la calma e la serenità delle sue vedute, pervase da una luce trasparente e dilatate da ampie e scenografiche aperture prospettiche non prive di spiritualità e di sentimento, rivelano sempre una tecnica pittorica di notevole perfezione”.

A. Pasquinelli

“Attraverso la figuratività”
Con un proprio ed evidente stile,intensificato dal responsabile impianto figurativo ed interpretativo, l’artista Mario Gatti osserva, crea ed illustra fedelmente vicende di vita quotidiana che attestano un linguaggio omogeneo ben realizzato e dichiara coerenza,determinando così un serio obiettivo estetico ed emozionale. Concrete visioni di vari soggetti, nature morte, interni, scene paesaggistiche, composizioni floreali ed affascinanti figure femminili nascono in piena armonia suggestiva e visivo dialogo ottenendo un gratificante ed impeccabile spazio. Defluiscono nella tessitura pittorica del Gatti profonda conoscenza disegnativi e consistente stesura segnica, questo da modo all’artista di fornire all’osservatore argomentazioni vitali e stimoli rilevanti.Sono opere estremamente curate sia nel tratto che nella trama cromatica e che documentano concretamente un raffinato equilibrio strutturale sempre caricato dalla tradizione dei ricordi. Egli fa scorrere abilmente e fluidamente la difficile realizzazione della tecnica a pastello mediante una mano sicura e leggera, a testimonianza di un fare pittura notevole ed espressivo di grande forza elaborativi in continua evoluzione. Posso pertanto affermare che l’iter artistico del Gatti è pervaso non solo di straordinaria naturalezza ma anche di continua poesia;il suo esprimersi rigoroso ed affascinante vive così di determinatezza e proprietà di contenuti.

Ermanno Corti

A fronte delle opere di Mario Gatti, il visitatore di fatti d’arte alla ricerca di emozioni sempre più forti, si lascia prendere da una sorta di dilemma, strano e inquietante: quale incidenza dare a queste operazioni segnatamente ”a-fotografiche” dell’artista varesino? Sono rimanenze di quella antichissima confessione, mitica e tangibile ad un tempo che è la forma in tutte le sue ortogonie? Ovvero sono la prova più solare che l’arte e l’arte figurativa in primis, così bistrattata, maledetta, “morta”, può in ogni momento risorgere dalle sue ceneri biologiche? (come un fiore in pastello, per esempio). Quali parametri fisiologici possono essere attivati nella stima effettiva, concreta, di questo, realismo così accanitamente, solennemente ”fedele nei secoli” alla realtà vista, eppure così vicino alle “istanze” della iperrealtà romantica, che proprio in Italia negli Anni Settanta ha voluto la sua culla ospitale? Non è inesistente,né vaga, la tentazione di dare al “caso Gatti” una sorta di bifrontismo filologico su cui poggiare la magnifica contraddizione che tutta contiene i confini del principio e della fine dell’arte. Annettere a questa operazione firmata dall’artista il valore dell’assoluto dipingere e nello stesso momento della totale consapevolezza che questo dipingere non è (più) di questo mondo.
Queste composizioni “iperveriste” sono votate a dimostrare che il racconto più vero non può avvenire che sulla superficie della tela. Che neanche la più sofisticata camera fotografica, neanche il più avanzato computer può dare le sensazioni di realtà che offre la mano del segnatore. Soprattutto quando ci troviamo di fronte a matite colorate, a gessetti, a pastelli. Paradossalmente, contro tutte le teorie in materia di riproduzione assoluta dell’immagine vista, con Mario Gatti ha ragione il romanticismo sulla tecnica.E poi ancora una riflessione:queste opere hanno un compito che non si ha esitazione a definire ”storico” : quello di nobilitare la casualità oggettuale. Intenzione,che sovente diventa progetto e poi consustanza. Sicchè è data spiritualità al segno e al colore. Ed è questo,credo non senza difficoltà, sia il tema che Gatti affronta,pur non rispondendo ( ma non è questo il compito dell’artista) all’ipotesi che la sua sia una battaglia di retroguardia. E che questo sia il suo traguardo principale, non è soltanto la minuziosa, certosina ricerca della “verità materiale” a dimostrarlo, quanto il satinato, vellutato colore d’ambiente in cui l’artista incastona i suoi oggetti

Donat Cotenna

Personali:

1997 - Malnate - Personale nel " Comune di Malnate " (sala comunale)
1997 - Varese - Personale nella " Sala Nicolini "

Collettive:

1999 - Sanremo - Hotel Des Etrangers Collettiva Nazionale "Noi Pittori d'Italia" 08 - 23 novembre
1999 - Sanremo - "Arte e musica?insieme" Collettiva Nazionale per Artisti selezionati- "Hotel Des Etrangers"
( manifestazione in contemporanea con il 49° Festival della Canzone Italiana) 2000 - Sanremo - Hotel Des Etrangers Collettiva Nazionale "Noi Pittori d'Italia" 08 - 23 novembre
2000 - Sanremo - "Arte e musica?insieme" Collettiva Nazionale per Artisti selezionati- "Hotel Des Etrangers" ( manifestazione in contemporanea con il 50° Festival della Canzone Italiana)
2001 - Sanremo - "Arte e musica?insieme" Collettiva Nazionale per Artisti selezionati- "Hotel Des Etrangers" (manifestazione in contemporanea con il 51° Festival della Canzone Italiana)
2001 - Sanremo - Hotel "NYALA" Collettiva Nazionale "Noi Pittori d'Italia" 08 - 23 novembre
2002 - Sanremo - "Arte e musica?insieme" Collettiva Nazionale per Artisti selezionati- "Hotel Londra" Hotel Nyala, Hotel Festival.( manifestazione in contemporanea con il 50° Festival della Canzone Italiana)
2002 - Sanremo - Hotel "NYALA" Collettiva Nazionale "Sanremo chiama l'Arte" 08 - 23 novembre


Premi e riconoscimenti;

1997 - Roses - Spagna - Concorso ?Arte Italiana in Spagna?
(Trofeo Salvador Dalì)
1997 - Milano - Concorso Epifania / Galleria "Eustachi"
(3° Premio assoluto)
1998 - Milano - Concorso Epifania / Galleria "Eustachi"
(2° Premio assoluto, per la grafica)
1998 - Milano - Concorso Epifania / Galleria "Eustachi"
(medaglia d'argento, per la pittura)
1998 - Cesenatico: Premio "Vela D'Oro"
1998 - Sanremo - 6° Festival Internazionale della Pittura Contemporanea (3° Class. - medaglia d'argento -
1999 - Sirmione - Art in the world
1999 - Salsomaggiore - Concorso Nazionale "Marzaroli"
(1° Premio della grafica)
1999 - Sanremo - 7° Festival Internazionale della Pittura Contemporanea Premio alla Carriera (targa d' oro)
2000 - Sanremo - 8° Festival Internazionale della Pittura Contemporanea (1° Classificato - medaglia d'Oro)
2000 - Salsomaggiore - Concorso Nazionale "Marzaroli"
(3° Premio della grafica)
2000 - Foggia - XXII Premio "Primavera" ( Coppa Trofeo)
2001 - Sanremo - 9° Festival Internazionale della Pittura Contemporanea 1° Classificato - medaglia d'argento del
"Presidente della Repubblica Italiana"
2002 - Sanremo - 10° Festival Internazionale della Pittura Contemporanea (I gioielli del decennale)
( il meglio dell'arte nelle 10 edizioni del Festival)


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INSERITO IN LINEA IL: 11/08/2004
SCADENZA PROMOZIONE IL: 11/08/2005


portali d' arte

L'amaca

2002
pastello su cartoncino
cm 40 x 30



Little Tony

2002
Pastello su cartoncino
trattato
cm. 40,5 X 30,5

arte italiana

Meditazione

2005
Pastello su cartoncino
trattato
cm 40 x 50



Mercatino
sui Navigli
di Milano


1998
Pastello su cartoncino
trattato
cm 47 X 28

arte italiana

Mia Martini

2000
Pastello su cartoncino
trattato
cm 50 X 40



Nudo con drappeggio

2005
Pastello su cartoncino
trattato
cm 50 x 40



Pippo Baudo

2002
Pastello su cartoncino
trattato
cm. 40,5 X 30, 5




Rezzonico
Lago di
Como

1998
Pastello su cartoncino
telato
cm 70 x 50



Vasco Rossi

1997
Pastello su cartoncino
trattato
cm. 35 X 50