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Le Beatitudini

2003
olio e acrilico
su tela
Cm 70 x 1,10




La Deposizione

2003
olio e acrilico
su tela
Cm 70 x 100



Le Beatitudini -2-

2003
olio e acrilico
su tela
cm 70 x 100





GABBRIELLI GIORGIO

Caposcuola del Morganismo come ama definirsi, oppure il pittore del colore e degli stati d’animo Giorgio Gabbrielli nasce a Livorno nel 1929 e rimane nella città natale fino alla piena maturità, quando si trasferisce a Piombino dove continua la sua attività professionale e decide di stabilirsi stabilmente.

Da giovane, infatti, apprende i fondamenti del dipingere dai Maestri Sani e Fontani. La passione per la pittura lo porta ad avere rapporti e contatti con i pittori labronici quali Chiellini, Meneganti, Bimbi, Biondi ecc.

E’ in questi anni labronici che Gabbrielli perfeziona la propria tecnica di resa pittorica e acquisisce, facendola poi espressione personale, quella predilezione per i toni caldi tipica della scuola di Fontani.
Nel 1963 si trasferisce a Piombino come insegnante presso l’Istituto Tecnico Industriale e pur essendo impegnato nella sua professione non smette mai di coltivare la passione per la pittura.

A Piombino istaura rapporti di amicizia con Sozzi ed il francese Jan Day,in seguito con i pittori Maurilio Colombini, Romano Guantoni,Renzo Mezzacapo, Nedo Fabbri e Gianfranco Autunnali.
Artista eclettico,Giorgio Gabbrielli varia dai personaggi alle nature morte anche se la sua predilezione va ai paesaggi campestri.
Quando affronta le figure,pur lasciando molto spazio all’immaginazione,con un sapiente uso dello sfumato, le caratterizza con alcune movenze ben definite che le fanno diventare tipologicamente affini tra loro.Nello studio delle nature morte si ispira sempre a determinati oggetti base dai quali trae ispirazione per le varie diversificazioni.Questo ripetersi di modalità e tipologie fa della pittura di Gabbrielli un’arte concreta e accademica che trasmette e da ad intendere una grande stabilità intellettiva.

Quando tratta temi ambientali,il pittore preferisce la campagna,gi sfondi collinari messi in evidenza da una prospettiva,per lo più centrale,creata da filari di alberi. E’in queste composizioni che il filo conduttore dell’intera opera pittorica di Gabbrielli prende il sopravvento e diventa dominante;la trattazione dei toni caldi,lo sfumare degli arancioni e dei rosa entro i quali la prospettiva sfonda in orizzonti morbidi e quieti.

Francesca Panciatici

L’arte del pittore Giorgio Gabbrielli non consiste tanto nel prendere esattamente quanto la natura ci offre, bensì attingere dalla natura stessa ciò che gli serve per comporre il bello ideale.
Anche e soprattutto nella ritrattistica l’artista esprime in mi modo inconfondibile la propria personalità pur essendo legato alla “rassomiglianza del soggetto “.
E’ presente infatti nei suoi dipinti la realtà psicofisica del soggetto rappresentato, ma nel contempo si nota la chiara tendenza del pittore a “personalizzare” i personaggi e le cose, disponendo gli elementi dal vero secondo le proprie esigenze formali e coloristiche.
Con la maturità evidentemente raggiunta l’artista è stato capace di acquisire una libertà di ampio respiro nella rappresentazione ella realtà con una magia che rende il reale quasi una fantastica realtà,con tratti spontanei ed originali.Pur non trascurando il mondo reale e concreto da cui prendono vita i suoi quadri,egli “ plasma “ la realtà ,agli occhi di chi guarda i dipinti medesimi.
Ci congratuliamo pertanto con l’uomo e ringraziamo l’artista per le emozioni che la sua sensibilità sa offrirci attraverso le proprie opere,con la speranza che questo suo talento produca ancora in futuro frutti sicuramente altrettanto validi.

Claudia Frati Bini

L’arte dell’amico Giorgio esprime la forza e il calore umano che egli sprigiona con ogni sua azione.la sobrietà,l’amore per le cose e la natura sono chiaramente tracciate con colori intensi e tenui, i volti esprimono lo stato d’animo reale.

Walter Gasperini


Artista eclettico, varia dai personaggi alle nature morte,ai paesaggi campestri con un efficace uso dello sfumato e una ben condotta ricerca prospettica.
La struttura compositiva delle opere di Gabbrielli si fa apprezzare anche per le sintesi cromatiche e la controllata armonia.

Da l’Altravoce – Cultura e Società a firma di Mario de Rosa.


La nostra ammirazione per il senso del colore, della luce e per una sensibilità,nel cogliere la realtà trasfigurandola in poesia,veramente eccezionale.

Pia Beaumont Cipriani

Il maestro Giorgio Gabbrielli è giunto nella sua pittura ad una particolare visione del dato oggettivo,che nella riduzione signica viene tradotto in valori emozionali come la luce,i riverberi,i personaggi,i paesaggi.
L’universo dell’artista è fatto di attenzione alla realtà.Nei suoi dipinti c’è il desiderio di inquadrare,un “ ricordo da fermare “.
Le sue tele sono ricche di accordi cromatici,dove il pennello mette in evidenza il sogno di un artista che vuole esprimersi in “chiaro”.
Dotato e preparato comunica e afferma la sua verità poetica,per poi scegliere l’approfondimento della realtà che lui sente profondamente.

Dino Mazzucchelli

La semplificazione del tratto, la pennellata corposa,spesso violenta,il colore,fanno di un quadro di Giorgio una poesia moderna.
La sintesi di Gabbrielli è un’eterna ricerca dei suoi pensieri giovanili, del suo modo semplice di vedere la realtà:la ricerca di un tutto che è semplice e di semplice che è tutto.
Dietro una pennellata c’è sempre un tormento, un dubbio, una gioia e la gioia finale è grande al punto di poter dire che i suoi quadri sono una “raffinatezza dell’immediato”.

Nedo Fabbri

Una volta uno disse “….smetti con i personaggi non sono il tuo cane…”credo che sia stato in quel momento che sono nati i quadri più belli “.
Si, perché Gabbrielli, come ama sempre sottolineare, non dipinge per tutti, non dipinge facile, dipinge per l’arte.
Di scuola e di nascita labronica, amante del colore forte, ma distante anni luce dal manierismo livornese, Giorgio affonda i suoi pensieri in storie fantastiche, secondo una visuale quasi iperealistica con tendenza al simbolismo e diventa narratore di tematiche legate all’uomo. E’ sicuramente un artista di valore…..

Gianfranco Autunnali

Giorgio Gabbrielli nasce” pittoricamente” nell’alveo dei pittori labronici, i pittori della “macchia”.
Segue da ragazzo le lezioni del Prof. Sani, dal quale apprende gli elementi basilari del disegno,di poi sotto la guida del maestro Fontani riceve gli insegnamenti ed i suggerimenti che serviranno a fargli assumere una identità pittorica.
Fa tesoro della “tavolozza “ del maestro,in special modo delle “ calde “ policromie,ma nel contempo riesce a distaccarsi ed assumere un proprio stile,una propria fisionomia,che viene a distinguerlo dai macchiaioli;ha una sua personale coloristica che lo fa distinguere con immediatezza.
I quadri di Gabbrielli sono quasi sempre rappresentazioni del quotidiano,i personaggi raccontano le loro storie,talvolta tristi,talvolta elegiache,ma sempre dialoganti con l’osservatore. Anche se non disdegna la paesaggistica toscana,fatta di dolci e assolati declivi,punteggiati da filari di cipressi,oppure torrenti dai letti sassosi,la sua predilezione,con la maturità,si è orientata verso il figurativo,con i personaggi annuncianti le loro problematiche.Sono raffigurazioni pregne,talvolta, di toni drammatici e di tristezza,oppure figure spensierate e gaie. I suoi quadri sono realizzati con pennellate decise,violente in grado di creare una sensazione di continuità tra il rappresentato,la natura ed il pittore.
Indubbia è la sua sensibilità coloristica,una continua ricerca di effetti con luminescenze in campiture fredde.


Giorgio possiede una ben configurata conoscenza dei rapporti cromatici,tanto da trasformare il figurativo in modo tale capace di dar connotazione a stati d’animo.
Gabbrielli è certamente un protagonista nel panorama pittorico, la sua analisi attenta la ritroviamo nella suggestione intensa dei suoi elementi rappresentativi,nella cromicità esasperata dai violenti contrasti di colore, è con questi presupposti che diviene caposcuola del Morganismo come dallo stesso coniato,perché è partito dai dettami accademici per approdare ad una sintesi in opposizione.
Osservate con attenzione i suoi lavori,la sua arte,scoprirete il modo con cui interpreta il creato,troverete,frammisto alle pennellate ,arricciate e contorte, una composizione pittorica frutto di creatività in grado di manifestare il senso di solitudine dell’artista.

Piero Migliacci


Commento critico a cura del prof. Violi
Titolo dell’opera : CREPUSCOLO
Olio su tela ( 50x70)
Ediz. IL QUADRATO – Milano

Giorgio Gabbrielli, pittore,vive e lavora a Piombino; il tessuto della pittura di Giorgio Gabbrielli si sfuma e si ricompone in accordi e passaggi inusitati,preziosi ed anche compiaciuti. L’aria è toscana per cui il vero è seguito con sobria aderenza,compreso e reso con vergine freschezza per cui il colore si fa sempre più fine e distinto, il tono più giusto,la pennellata più franca.
Pitture che si reggono sul valore del colore e dei toni,del robusto ,disegno ,, la serrata costruzione l’equilibrio di linee e di masse,
Così nell’opera di Giorgio Gabbrielli dal titolo “CREPUSCOLO”, le figure sedute,quella di un bambino e di un vecchio pesantemente appoggiato al bastone con tutte e due le braccia,mentre le gambe sembrano abbandonate in un forzato rilassamento.
Giorgio Gabbrielli non tralascia cappello e scarpe grosse;lo sguardo nel vuoto,una tematica alimentata dalle attuali sollecitazioni etico sociali.Se la elaborazione avviene a livello impulsivo,la parte strutturale si organizza sempre a livello della coscienza.
L’atto creativo in Giorgio Gabbrielli è simultaneo nell’ambito dell’io totale artistico.
Il bambino del suo quadro è esile raccolto,le mani congiunte in un’attesa annoiata ,lo sguardo vigile, aperto, un corpo libero ed energico pronto a correre al primo segnale di via libera.
La figura inondata di luce, di bianco, il che vuol dire vita.
La schiettezza di Gabbrielli Giorgio è componente di questa sua pittura che partendo da una necessità intima e personale si snoda in un racconto di vita,con capacità espressiva,figurale,ma anche intima, porta a in superficie da un’attenta bravura nel realizzare.
Un figurativo che ben si unisce ad una sottile vena malinconica,testimonianza di una natura di uomini che Giorgio Gabbrielli cerca di farci comprendere nella loro intensa intimità,un’arte fatta di disegno luci e colori .
Gabbrielli Giorgio dipinge questa sua realtà per mostrarla alla storia, una realtà che può essere arcaica,popolare,continuativa e proprio per questo una realtà che appare l’unica possibile per questo artista,l’unica con cui potersi confrontare.

Prof. Violi


Guardando le tele di Giorgio Gabbrielli, scopriamo la sua vita, la sua umanità,la sua dolcezza romantica fatta di luci ed ombre.
Con i suoi colori trasmette la speranza e una grande sensibilità nei confronti della natura. Egli guarda alla realtà con tenerezza e sincerità.
Il segreto di Gabbrielli sta forse nella terra,nella terra di Toscana dove vive,lavora e si ispira.
Una pittura di pieno equilibrio si collega a quello critico dell’osservazione mentale e ne riferisce l’integra emozione dell’artista che diviene genuina poesia.
Pittore che guarda con amore al proprio lavoro,di ricomporre stati d’animo,di conferire alle immagini il compito di un recupero della più profonda realtà attraverso le non frivole illusioni della fantasia.
E’ davvero un continuo stato d’animo il sentimento della legittima vocazione creativa.
Su questa premessa lavora Gabbrielli,MAESTRO D’ARTE e di vita a pieno merito.

Tancredi Carpio


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INSERITO IN LINEA IL: 18/09/2004
SCADENZA PROMOZIONE IL: 18/09/2005




Primo amore

2004
olio acrilico
e smalti
cm 70 x 100



Pappagalli

2004
acrilico e
smalti
cm 70 x 100




Alterigia
e gelosia


2004
acrilico e
smalti
cm 70 x 100




Ultima spiaggia

2004
olio acrilico
e smalti
cm 70x100