GABBRIELLI GIORGIO
Caposcuola
del Morganismo come ama definirsi, oppure il pittore
del colore e degli stati danimo Giorgio Gabbrielli
nasce a Livorno nel 1929 e rimane nella città
natale fino alla piena maturità, quando si
trasferisce a Piombino dove continua la sua attività
professionale e decide di stabilirsi stabilmente.
Da giovane, infatti, apprende i fondamenti del dipingere
dai Maestri Sani e Fontani. La passione per la pittura
lo porta ad avere rapporti e contatti con i pittori
labronici quali Chiellini, Meneganti, Bimbi, Biondi
ecc.
E in questi anni labronici che Gabbrielli perfeziona
la propria tecnica di resa pittorica e acquisisce,
facendola poi espressione personale, quella predilezione
per i toni caldi tipica della scuola di Fontani.
Nel 1963 si trasferisce a Piombino come insegnante
presso lIstituto Tecnico Industriale e pur essendo
impegnato nella sua professione non smette mai di
coltivare la passione per la pittura.
A Piombino istaura rapporti di amicizia con Sozzi
ed il francese Jan Day,in seguito con i pittori Maurilio
Colombini, Romano Guantoni,Renzo Mezzacapo, Nedo Fabbri
e Gianfranco Autunnali.
Artista eclettico,Giorgio Gabbrielli varia dai personaggi
alle nature morte anche se la sua predilezione va
ai paesaggi campestri.
Quando affronta le figure,pur lasciando molto spazio
allimmaginazione,con un sapiente uso dello sfumato,
le caratterizza con alcune movenze ben definite che
le fanno diventare tipologicamente affini tra loro.Nello
studio delle nature morte si ispira sempre a determinati
oggetti base dai quali trae ispirazione per le varie
diversificazioni.Questo ripetersi di modalità
e tipologie fa della pittura di Gabbrielli unarte
concreta e accademica che trasmette e da ad intendere
una grande stabilità intellettiva.
Quando tratta temi ambientali,il pittore preferisce
la campagna,gi sfondi collinari messi in evidenza
da una prospettiva,per lo più centrale,creata
da filari di alberi. Ein queste composizioni
che il filo conduttore dellintera opera pittorica
di Gabbrielli prende il sopravvento e diventa dominante;la
trattazione dei toni caldi,lo sfumare degli arancioni
e dei rosa entro i quali la prospettiva sfonda in
orizzonti morbidi e quieti.
Francesca
Panciatici
Larte
del pittore Giorgio Gabbrielli non consiste tanto
nel prendere esattamente quanto la natura ci offre,
bensì attingere dalla natura stessa ciò
che gli serve per comporre il bello ideale.
Anche e soprattutto nella ritrattistica lartista
esprime in mi modo inconfondibile la propria personalità
pur essendo legato alla rassomiglianza del soggetto
.
E presente infatti nei suoi dipinti la realtà
psicofisica del soggetto rappresentato, ma nel contempo
si nota la chiara tendenza del pittore a personalizzare
i personaggi e le cose, disponendo gli elementi dal
vero secondo le proprie esigenze formali e coloristiche.
Con la maturità evidentemente raggiunta lartista
è stato capace di acquisire una libertà
di ampio respiro nella rappresentazione ella realtà
con una magia che rende il reale quasi una fantastica
realtà,con tratti spontanei ed originali.Pur
non trascurando il mondo reale e concreto da cui prendono
vita i suoi quadri,egli plasma la realtà
,agli occhi di chi guarda i dipinti medesimi.
Ci congratuliamo pertanto con luomo e ringraziamo
lartista per le emozioni che la sua sensibilità
sa offrirci attraverso le proprie opere,con la speranza
che questo suo talento produca ancora in futuro frutti
sicuramente altrettanto validi.
Claudia
Frati Bini
Larte
dellamico Giorgio esprime la forza e il calore
umano che egli sprigiona con ogni sua azione.la sobrietà,lamore
per le cose e la natura sono chiaramente tracciate
con colori intensi e tenui, i volti esprimono lo stato
danimo reale.
Walter
Gasperini
Artista eclettico, varia dai personaggi alle nature
morte,ai paesaggi campestri con un efficace uso dello
sfumato e una ben condotta ricerca prospettica.
La struttura compositiva delle opere di Gabbrielli
si fa apprezzare anche per le sintesi cromatiche e
la controllata armonia.
Da
lAltravoce Cultura e Società a
firma di Mario de Rosa.
La nostra ammirazione per il senso del colore, della
luce e per una sensibilità,nel cogliere la
realtà trasfigurandola in poesia,veramente
eccezionale.
Pia
Beaumont Cipriani
Il
maestro Giorgio Gabbrielli è giunto nella sua
pittura ad una particolare visione del dato oggettivo,che
nella riduzione signica viene tradotto in valori emozionali
come la luce,i riverberi,i personaggi,i paesaggi.
Luniverso dellartista è fatto di
attenzione alla realtà.Nei suoi dipinti cè
il desiderio di inquadrare,un ricordo da fermare
.
Le sue tele sono ricche di accordi cromatici,dove
il pennello mette in evidenza il sogno di un artista
che vuole esprimersi in chiaro.
Dotato e preparato comunica e afferma la sua verità
poetica,per poi scegliere lapprofondimento della
realtà che lui sente profondamente.
Dino
Mazzucchelli
La
semplificazione del tratto, la pennellata corposa,spesso
violenta,il colore,fanno di un quadro di Giorgio una
poesia moderna.
La sintesi di Gabbrielli è uneterna ricerca
dei suoi pensieri giovanili, del suo modo semplice
di vedere la realtà:la ricerca di un tutto
che è semplice e di semplice che è tutto.
Dietro una pennellata cè sempre un tormento,
un dubbio, una gioia e la gioia finale è grande
al punto di poter dire che i suoi quadri sono una
raffinatezza dellimmediato.
Nedo
Fabbri
Una
volta uno disse
.smetti con i personaggi
non sono il tuo cane
credo che sia stato
in quel momento che sono nati i quadri più
belli .
Si, perché Gabbrielli, come ama sempre sottolineare,
non dipinge per tutti, non dipinge facile, dipinge
per larte.
Di scuola e di nascita labronica, amante del colore
forte, ma distante anni luce dal manierismo livornese,
Giorgio affonda i suoi pensieri in storie fantastiche,
secondo una visuale quasi iperealistica con tendenza
al simbolismo e diventa narratore di tematiche legate
alluomo. E sicuramente un artista di valore
..
Gianfranco
Autunnali
Giorgio
Gabbrielli nasce pittoricamente nellalveo
dei pittori labronici, i pittori della macchia.
Segue da ragazzo le lezioni del Prof. Sani, dal quale
apprende gli elementi basilari del disegno,di poi
sotto la guida del maestro Fontani riceve gli insegnamenti
ed i suggerimenti che serviranno a fargli assumere
una identità pittorica.
Fa tesoro della tavolozza del maestro,in
special modo delle calde policromie,ma
nel contempo riesce a distaccarsi ed assumere un proprio
stile,una propria fisionomia,che viene a distinguerlo
dai macchiaioli;ha una sua personale coloristica che
lo fa distinguere con immediatezza.
I quadri di Gabbrielli sono quasi sempre rappresentazioni
del quotidiano,i personaggi raccontano le loro storie,talvolta
tristi,talvolta elegiache,ma sempre dialoganti con
losservatore. Anche se non disdegna la paesaggistica
toscana,fatta di dolci e assolati declivi,punteggiati
da filari di cipressi,oppure torrenti dai letti sassosi,la
sua predilezione,con la maturità,si è
orientata verso il figurativo,con i personaggi annuncianti
le loro problematiche.Sono raffigurazioni pregne,talvolta,
di toni drammatici e di tristezza,oppure figure spensierate
e gaie. I suoi quadri sono realizzati con pennellate
decise,violente in grado di creare una sensazione
di continuità tra il rappresentato,la natura
ed il pittore.
Indubbia è la sua sensibilità coloristica,una
continua ricerca di effetti con luminescenze in campiture
fredde.
Giorgio possiede una ben configurata conoscenza dei
rapporti cromatici,tanto da trasformare il figurativo
in modo tale capace di dar connotazione a stati danimo.
Gabbrielli è certamente un protagonista nel
panorama pittorico, la sua analisi attenta la ritroviamo
nella suggestione intensa dei suoi elementi rappresentativi,nella
cromicità esasperata dai violenti contrasti
di colore, è con questi presupposti che diviene
caposcuola del Morganismo come dallo stesso coniato,perché
è partito dai dettami accademici per approdare
ad una sintesi in opposizione.
Osservate con attenzione i suoi lavori,la sua arte,scoprirete
il modo con cui interpreta il creato,troverete,frammisto
alle pennellate ,arricciate e contorte, una composizione
pittorica frutto di creatività in grado di
manifestare il senso di solitudine dellartista.
Piero
Migliacci
Commento critico a cura del prof. Violi
Titolo dellopera : CREPUSCOLO
Olio su tela ( 50x70)
Ediz. IL QUADRATO Milano
Giorgio
Gabbrielli, pittore,vive e lavora a Piombino; il tessuto
della pittura di Giorgio Gabbrielli si sfuma e si
ricompone in accordi e passaggi inusitati,preziosi
ed anche compiaciuti. Laria è toscana
per cui il vero è seguito con sobria aderenza,compreso
e reso con vergine freschezza per cui il colore si
fa sempre più fine e distinto, il tono più
giusto,la pennellata più franca.
Pitture che si reggono sul valore del colore e dei
toni,del robusto ,disegno ,, la serrata costruzione
lequilibrio di linee e di masse,
Così nellopera di Giorgio Gabbrielli
dal titolo CREPUSCOLO, le figure sedute,quella
di un bambino e di un vecchio pesantemente appoggiato
al bastone con tutte e due le braccia,mentre le gambe
sembrano abbandonate in un forzato rilassamento.
Giorgio Gabbrielli non tralascia cappello e scarpe
grosse;lo sguardo nel vuoto,una tematica alimentata
dalle attuali sollecitazioni etico sociali.Se la elaborazione
avviene a livello impulsivo,la parte strutturale si
organizza sempre a livello della coscienza.
Latto creativo in Giorgio Gabbrielli è
simultaneo nellambito dellio totale artistico.
Il bambino del suo quadro è esile raccolto,le
mani congiunte in unattesa annoiata ,lo sguardo
vigile, aperto, un corpo libero ed energico pronto
a correre al primo segnale di via libera.
La figura inondata di luce, di bianco, il che vuol
dire vita.
La schiettezza di Gabbrielli Giorgio è componente
di questa sua pittura che partendo da una necessità
intima e personale si snoda in un racconto di vita,con
capacità espressiva,figurale,ma anche intima,
porta a in superficie da unattenta bravura nel
realizzare.
Un figurativo che ben si unisce ad una sottile vena
malinconica,testimonianza di una natura di uomini
che Giorgio Gabbrielli cerca di farci comprendere
nella loro intensa intimità,unarte fatta
di disegno luci e colori .
Gabbrielli Giorgio dipinge questa sua realtà
per mostrarla alla storia, una realtà che può
essere arcaica,popolare,continuativa e proprio per
questo una realtà che appare lunica possibile
per questo artista,lunica con cui potersi confrontare.
Prof.
Violi
Guardando le tele di Giorgio Gabbrielli, scopriamo
la sua vita, la sua umanità,la sua dolcezza
romantica fatta di luci ed ombre.
Con i suoi colori trasmette la speranza e una grande
sensibilità nei confronti della natura. Egli
guarda alla realtà con tenerezza e sincerità.
Il segreto di Gabbrielli sta forse nella terra,nella
terra di Toscana dove vive,lavora e si ispira.
Una pittura di pieno equilibrio si collega a quello
critico dellosservazione mentale e ne riferisce
lintegra emozione dellartista che diviene
genuina poesia.
Pittore che guarda con amore al proprio lavoro,di
ricomporre stati danimo,di conferire alle immagini
il compito di un recupero della più profonda
realtà attraverso le non frivole illusioni
della fantasia.
E davvero un continuo stato danimo il
sentimento della legittima vocazione creativa.
Su questa premessa lavora Gabbrielli,MAESTRO DARTE
e di vita a pieno merito.
Tancredi
Carpio
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