Francesco Chiodo
(pittore,
scrittore e poeta)
Francesco
Chiodo è nato a Pazzano (Rc) dove vive e opera.
Vivo compiacimento e commossa ammirazione per questo
artista Pazzanese, scrittore, poeta e
pittore contadino, espressione incontaminata del vero
figlio della Locride e della Calabria,
terra di poeti, di artisti e di cantori. Ha nutrito
una grande passione per larte fin da bambino.
Ha rinunciato spesso a svaghi per dedicarsi alla pittura.
La sua vita è stata continuamente caratterizzata
dallispirazione di fermare sulla tela paesaggi,figure
e concetti, diventati sostanzialmente messaggi.
Non ha trascurato di sperimentare nuove tecniche con
toni espressionisti e talvolta simbolisti. Ha affrontato
anche una tematica alla cui base è la sua personale
convinzione che nelluniverso esistano altri
esseri simili alluomo. Francesco Chiodo dipinge
sopratutto per una intima esigenza, una carica interiore
talmente forte che lo porta ad ignorare qualsiasi
sacrificio. Lavora spesso fino a tarda notte, cercando
febbrilmente di evidenziare uno stato danimo,
una tensione, una situazione, una idea, a giochi di
luce che gli consentono di realizzare atmosfere particolarmente
suggestive e, nello stesso tempo di polarizzare lattenzione
sul motivo ispiratore.
Francesco Chiodo ha dato molto allarte, ma può
dare ancora molto di più, in quanto è
dotato di una grande sensibilità e di uninesauribile
fantasia.
Lartista
scrive:
In
questa era che stiamo attraversando, di violenza senza
cuore lumanità corrotta e assetata dal
potere e vuole possedere tutto con egoismo. Ma tante
persone, tanti innocenti sono nati su questa terra
e vengono privati delle stesso diritto che la natura
gli ha concesso creandoli. Il cerchio è luniverso,
la chiave della nostra esistenza, i quattro punti
lasse del mistero che ci sostiene. Al centro
la luce e la croce della fede e della creazione. Un
ramo dulivo e uno di palma che rappresentano
la fede in Dio. Il sole nascente di una speranza per
un terzo millennio di pace e di amore per tutta l
umanità e per ogni specie che popola questo
universo da un incerto avvenire. Un ramo di rosa,
la data del 2000, il colore dal rosso al bianco, nella
speranza che dalla violenza si passi alla pacificazione
di tutti. Sua Santità il Papa, firma il grande
giorno del secolo, per la pace e la fede di tutto
il luniverso. La catena, la speranza della fede
e di una alleanza pacifica. Da questa mia aspirazione
lidentità dellopera, il giudizio
critico da me composto nella fede per lavvenire,
nellamore per la pace di tutti. Ma come sarà
il futuro Dio solo lo sà !.
GIUDIZI
CRITICI:
Grottesco
e lugubre il mondo di Chiodo, dove la psiche deve
fare i conti anche con il retaggio delleducazione
e con quantaltro gli sostiene il pensiero che
qui si sfoga liberamente evidenziando sensi di colpa
e pagando la vita con una pseudo reincarnazione in
pianta, visto che questa si erge in un paesaggio desolato
e con tanta mani che dalla terra sinnalzano
in aiuto. Carlo Franza
Pittore Calabrese trasferisce nelle sue tele il colore
e la forza che sprigiona dal suo animo e che è
quella positivamente incisa dalla sua bella terra.
La sua è una tematica che tocca il sociale.
Attraverso questi momenti il pittore vuole, da un
lato mostrare al fruitore i momenti visivi più
caratteristici della sua terra e dall altrofarlo
riflettere sulle significazioni più profonde
che attraversano lessere e il divenire delluomo.
Un colore forte e ben distribuito fa da sfondo ed
accompagna ogni significazione tematica. Molti i momenti
partecipativi e rassegne anche a livelli internazionali.
Lia Ciatto
I
suoi dipinti sono caratterizzati da una libera utilizzazione
di schemi post-surreali, finalizzati a rappresentare
composizioni che, partendo dal lato naturalistico,
affrontano le varie tematiche della civiltà
contemporanea con una forte carica di sensibilità
religiosa. Flavio Puviani
...Diverse
le tematiche affrontate da Francesco Chiodo prima
di raggiungere una identità artistico-espressiva
(surrealista). Egli infatti, partendo dalla rappresentazione
di paesaggi, nature morte, figure di animali, usando
colori tenui e lievi sfumature, riporta sulla tela
il reale semplice, ma bello e pulito, cogliendo con
istintiva capacità a livello inconscio i turbamenti
interiori dellanimo. Modestia e semplicità
sono gli elementi più congeniali che danno
a questo artista la facoltà di esprimersi in
maniera concreta. Ed ecco emergere dalle sue tele,
coerenza espressiva che si concreta in unamorevole,
grande volontà di rimanere strettamente legato
alla terra,intesa quella origine primala madre
depositaria di ogni energia vitale. Nostalgia
antica, dunque, felice freschezza nei suoi colori
che sanno comunicare allosservatore momenti
poetici vissuti fino in fondo. Silenzioso osservatore
di tutto ciò che lo circonda e di se stesso,
matura artisticamente con vigile sicurezza, fino ad
assicurare alle sue opere una inconfondibile impronta
(surrealistico fantastico)....
Critici:
Giorgio
Falossi, M. Belgiovine, F.Puviani, L. Ciatto, Pazzagli,
Franza, Chetta, A.Pasolino, cav.Casimiro DellArco
Talarico,
Mostre
recenti:
2001
- Grand Hotel di Cervia Cervia
2002 - Casa Editrice Il Quadrato - Milano
2002 - Hotel Savioli Spiaggia Riccione
2002 - Radisson Hotel Nizza Francia
2004 - Villa Ormond di Sanremo 12° Festival
Internazionale dellArte Contemporanea
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