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Piante di Ulivo

1980
Olio su tela
cm 50 x 60

portali d' arte - pittori - poeti - Centro d' Arte e Cultura La Tavolozza Sanremo

Il giubileo
del 2000


1997
Olio su tela
cm 70 x 100




Francesco Chiodo
(pittore, scrittore e poeta)

Francesco Chiodo è nato a Pazzano (Rc) dove vive e opera.
Vivo compiacimento e commossa ammirazione per questo artista “ Pazzanese”, scrittore, poeta e pittore contadino, espressione incontaminata del vero “ figlio della Locride e della Calabria”, terra di poeti, di artisti e di cantori. Ha nutrito una grande passione per l’arte fin da bambino. Ha rinunciato spesso a svaghi per dedicarsi alla pittura. La sua vita è stata continuamente caratterizzata dall’ispirazione di fermare sulla tela paesaggi,figure e concetti, diventati sostanzialmente “ messaggi”. Non ha trascurato di sperimentare nuove tecniche con toni espressionisti e talvolta simbolisti. Ha affrontato anche una tematica alla cui base è la sua personale convinzione che nell’universo esistano altri esseri simili all’uomo. Francesco Chiodo dipinge sopratutto per una intima esigenza, una carica interiore talmente forte che lo porta ad ignorare qualsiasi sacrificio. Lavora spesso fino a tarda notte, cercando febbrilmente di evidenziare uno stato d’animo, una tensione, una situazione, una idea, a giochi di luce che gli consentono di realizzare atmosfere particolarmente suggestive e, nello stesso tempo di polarizzare l’attenzione sul motivo ispiratore.
Francesco Chiodo ha dato molto all’arte, ma può dare ancora molto di più, in quanto è dotato di una grande sensibilità e di un’inesauribile fantasia.

L’artista scrive:

“In questa era che stiamo attraversando, di violenza senza cuore l’umanità corrotta e assetata dal potere e vuole possedere tutto con egoismo. Ma tante persone, tanti innocenti sono nati su questa terra e vengono privati delle stesso diritto che la natura gli ha concesso creandoli. Il cerchio è l’universo, la chiave della nostra esistenza, i quattro punti l’asse del mistero che ci sostiene. Al centro la luce e la croce della fede e della creazione. Un ramo d’ulivo e uno di palma che rappresentano la fede in Dio. Il sole nascente di una speranza per un terzo millennio di pace e di amore per tutta l’ umanità e per ogni specie che popola questo universo da un incerto avvenire. Un ramo di rosa, la data del 2000, il colore dal rosso al bianco, nella speranza che dalla violenza si passi alla pacificazione di tutti. Sua Santità il Papa, firma il grande giorno del secolo, per la pace e la fede di tutto il l’universo. La catena, la speranza della fede e di una alleanza pacifica. Da questa mia aspirazione l’identità dell’opera, il giudizio critico da me composto nella fede per l’avvenire, nell’amore per la pace di tutti. Ma come sarà il futuro Dio solo lo sà !”.

GIUDIZI CRITICI:

“Grottesco e lugubre il mondo di Chiodo, dove la psiche deve fare i conti anche con il retaggio dell’educazione e con quant’altro gli sostiene il pensiero che qui si sfoga liberamente evidenziando sensi di colpa e pagando la vita con una pseudo reincarnazione in pianta, visto che questa si erge in un paesaggio desolato e con tanta mani che dalla terra s’innalzano in aiuto”. Carlo Franza

“ Pittore Calabrese trasferisce nelle sue tele il colore e la forza che sprigiona dal suo animo e che è quella positivamente incisa dalla sua bella terra. La sua è una tematica che tocca il sociale. Attraverso questi momenti il pittore vuole, da un lato mostrare al fruitore i momenti visivi più caratteristici della sua terra e dall’ altro”farlo riflettere sulle significazioni più profonde che attraversano l’essere e il divenire dell’uomo. Un colore forte e ben distribuito fa da sfondo ed accompagna ogni significazione tematica. Molti i momenti partecipativi e rassegne anche a livelli internazionali”. Lia Ciatto

“I suoi dipinti sono caratterizzati da una libera utilizzazione di schemi post-surreali, finalizzati a rappresentare composizioni che, partendo dal lato naturalistico, affrontano le varie tematiche della civiltà contemporanea con una forte carica di sensibilità religiosa”. Flavio Puviani

“...Diverse le tematiche affrontate da Francesco Chiodo prima di raggiungere una identità artistico-espressiva (surrealista). Egli infatti, partendo dalla rappresentazione di paesaggi, nature morte, figure di animali, usando colori tenui e lievi sfumature, riporta sulla tela il reale semplice, ma bello e pulito, cogliendo con istintiva capacità a livello inconscio i turbamenti interiori dell’animo. Modestia e semplicità sono gli elementi più congeniali che danno a questo artista la facoltà di esprimersi in maniera concreta. Ed ecco emergere dalle sue tele, coerenza espressiva che si concreta in un’amorevole, grande volontà di rimanere strettamente legato alla terra,intesa quella origine prima”la madre depositaria di ogni energia vitale”. Nostalgia antica, dunque, felice freschezza nei suoi colori che sanno comunicare all’osservatore momenti poetici vissuti fino in fondo”. Silenzioso osservatore di tutto ciò che lo circonda e di se stesso, matura artisticamente con vigile sicurezza, fino ad assicurare alle sue opere una inconfondibile impronta (surrealistico – fantastico)...”.


Critici:

Giorgio Falossi, M. Belgiovine, F.Puviani, L. Ciatto, Pazzagli, Franza, Chetta, A.Pasolino, cav.Casimiro Dell’Arco Talarico,

Mostre recenti:

2001 - Grand Hotel di Cervia – Cervia
2002 - Casa Editrice “Il Quadrato” - Milano
2002 - Hotel Savioli Spiaggia – Riccione
2002 - Radisson Hotel – Nizza – Francia
2004 - Villa Ormond di Sanremo “12° Festival Internazionale dell’Arte Contemporanea”

 


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INSERITO IN LINEA IL: 04/02/2005
SCADENZA PROMOZIONE IL: 04/02/2006




I miei pensieri

1989
Olio su tela
cm 60 x 70



Stabilità
Mondiale


1991
Olio su tela
cm 50 x 60