Carlucci
Guido
guidocarlucci@tiscali.it
Colori
per la vita
Il
pittore guido Carlucci, nato a Cantalice (Rieti) nel
1964, si diploma presso la prestigiosa Scuola dArte
di Milano, dove acquisisce quelle raffinate conoscenze
tecniche che, unite alla grande passione per la natura,
rendono la sua opera un gioioso modo esprimersi. Approfondisce
i suoi studi con la frequentazione artistica dei pittori
romani Purificato, Gentilini, Omiccioli e Alfonso
Gatto. Nel contempo, per completare la sua formazione
culturale, visita assiduamente i maggiori musei darte
europei a Parigi, Londra Amsterdam, Berlino e Madrid.
Il
suo impegno sociale lo porta a partecipare attivamente
alla vita artistica regionale e nazionale, ottenendo,
nel tempo, ambiti riconoscimenti professionali e pubblici.
A Rieti, attualmente, dirige un Centro di Sperimentazione
ed avvio alla pittura, frequentato da un centinaio
di allievi, in maggioranza giovanissimi, alcuni dei
quali versano in situazioni di difficoltà;
in collaborazione con la ASL tiene lezioni di pittura
a spatola, privilegiando laspetto della cromoterapia,
e conseguendo ottimi risultati sui malati mentali.
È solito riferire; <Sono lieto di
coltivare nei giovani lamore per la pittura,
convinto che larte completi la loro formazione
e faciliti il loro ingresso nella società.
Il
Carlucci, a soli 18 anni, spronato dal pittore reatino
di origine albanese D Elia, inizia il suo percorso
artistico con una mostra in cui sono presenti i temi
che diverranno poi i più ricorrenti cioè,
quelli connessi allamata terra sabina.
Ha
partecipato a numerose mostre, e le sue opere che
hanno ricevuto lapprezzamento della critica
sono attualmente presenti in diverse collezioni nazionali
e internazionali.
Lartista
è attratto profondamente dalle bellezze che
si palesano nel paesaggio restino. Nelle vedute egli
individua gli aspetti più segreti ed affascinanti
della natura, che finiscono per imprimersi negli spazi
e luminosi dei suoi dipinti: visioni pittoriche, tratte
en plein air o anche realizzate
in studio trasfuse sulla tela a guisa di pagine
aperte e luminose, paradigma di una natura aspra e
ancora incontaminata, dove i colori si esaltano a
vicenda nel variegato tessuto di una ricca vegetazione.
Gli elementi naturalistici sono percepiti dallartista
nel loro incessante divenire e vissuti con lo spirito
del poeta moderno. Anche nelle piccole cose della
natura il pittore riesce a scorgere simboli e valori
spirituali di una dimensione trascendente, che si
coniuga con i sentimenti dellanimo, per effonderla
infine, nellimpianto compositivo e nel vigore
coloristico del dipinto.
Attraverso
il ricorso ad accurati elementi formali costitutivi
del dipinto (linea, segno, superficie, colore, tono,
movimento
.), Guido Carlucci ama proporre un
proprio modello di ideazione scenica che, lungi da
ogni intento meramente fotografico, tende ad interpretare
in chiave critica i messaggi provenienti dalla natura
e, più in generale, dallambiente rurale
dall entroterra sabino.
Mediate
questi personali metodi espressivi, i paesaggi effigiati
dal Carlucci assumono, agli occhi dello spettatore,
la valenza di vere e proprie trasfigurazioni, ove
le cose visibili della natura assumono significati
più ampi e trascendenti, verso un concetto
ideale e superiore del bello. Il racconto dellautore,
pertanto, risulta estremamente ricco di emozioni e
di testimonianze anche per un occhio estremamente
critico ed indagatore. Infatti, questultimo,
attratto dalla forza costruttiva dellopera e
stimolato dallanalisi degli elementi formali
del dipinto, perviene a quella dimensione sensoriale
complessa e totale propria di chi si trova
dinanzi ad una vera e propria opera darte. Quella
di Carlucci è una moderna tavolozza in cui
il tripudio dei colori sottolinea lascendenza
post impressionista. Il Post Impressionismo tende
infatti a coniugare la sensibilità interiore
con il ritmo espressivo delle linee e delle superfici.
I
colori, esclusivamente ad olio, sono scelti secondo
la tematica compositiva: nei paesaggi bucolici, soprattutto
sabini e umbri, affiorano i pigmenti naturali caldi
e tonali (come le terre. I gialli, i rossi, i bianchi
modulati, i verdi graduati); nei panorami e nelle
marine toscane, primeggiano i blu mariani, gli azzurri
grigiati, i Bluette operati, gli ocra misti ed i verdi
striati. Gli impasti delle tinte vengono collocati
sulla tela rigorosamente con la spatola, tecnica nella
quale il maestro è riconosciuto come uno dei
migliori interpreti della sua generazione. Piccoli
tocchi di spatula sontuosa (come il pittore
ama definire lo strumento), dalla forma bislunga,
piatta e sottile, più larga verso lestremità.
Tocchi di colori simili a foglie allungate, come tasti
di un pianoforte, il cui movimento è impresso
dalle dita nervose e mobilissime del pittore, anziché
del musicista. Un concerto pittorico dove,
al posto delle note musicali danzano novelle cromie,
composizioni floreali e panoramiche suggestioni.
Con
questa tecnica peculiare, fatta di piccoli tocchi
materici di colori complementari, lartista esalta
la qualità dei suoi dipinti, imprimendo agli
spazi e alle figure unintensa luminosità.
Attraverso i suoni dei colori. I dipinti
raggiungono picchi elevati di splendore e delicate
trasparenze, soprattutto quando nei paesaggi si inseriscono
figure realistiche, quali personaggi rurali e animali.
Antonio Sorgente
ESPOSIZIONI
»
Ha partecipato a numerose mostre, e le sue opere che
hanno ricevuto lapprezzamento della critica
sono attualmente presenti in diverse collezioni nazionali
e internazionali. Oltre 150 opere sono presenti in
varie collezioni private in Rieti e Provincia, altre
150 sparse per varie parti dItalia e del Mondo,
tutte regolarmente catalogate in archivio. Ha realizzato
nella città di Cagliari un affresco della Scuola
Allievi Carabinieri e un affresco in una villa privata
a Porto Cervo sulla Costa Smeralda. Ha allestito mostre
personali in varie città , tra le quali: RIETI
(Lugnano, Cantalice) TERNI, MILANO, PISA, CORTINA
DAMPEZZO, PARIGI (Francia) STOCCOLMA (Svezia),
MIAMI (Florida), ORLANDO (Florida).
MOSTRA personale nel Luglio 2003 in CANADA nel famoso
Centro culturale ITALIAN CULTURAL CENTRE DI
VANCOUVER, dove ha esposto i suoi dipinti ed
e tuttora in costante contatto con il presidente
del centro ulteriori scambi tra la città di
Rieti e Vancouver. Ha ricevuto molti riconoscimenti:
Il primo riconoscimento gli viene conferito da Lin
Delhia, noto pittore albanese che nel 1990 lo premia
come vincitore di un concorso a Cantalice; Nel 2001
lAccademia delle Belle Arti di Roma gli attribuisce
il premio della critica come migliori tra i 100 partecipanti
al concorso internazionale intitolato alla Memoria
di Lucio Battisti a Poggio Bustone. Il dipinto è
attualmente presente nel MUSEO Di Poggio Bustone intitolato
alla memoria di Lucio Battisti;3° Classificato
Via Margutta a Roma su 300 Artisti; 1° Classificato
a Belluno, estemporanea. Nel 2004 in collaborazione
con ARTEMOSSA MILANO partecipa ad una mostra biennale
a LONDRA.www.guidocarlucci.it
guidocarlucci@tiscali.it
(per fabio inserire i collegamenti)
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