
LA PITTURA DI MARIO BARDELLI
Se
compito dell'Arte è quello di fare crescere
l'uomo nella scoperta di se stesso, dei valori delle
cose che lo circondano, dello scorrere del tempo,
ebbene questo compito è stato fatto proprio
da Mario Bardelli con il suo modo di fare Arte attraverso
il mondo della sua pittura. Una pittura, quella di
Mario Bardelli, che si può qualificare con
l'aggettivo di versatile per la facilità con
cui quest'artista passa da un tema all'altro, da uno
stile all'altro, dalla realtà naturale del
paesaggio alla figura umana, a figurazioni simboliche
dove il vero viene rielaborato in accostamenti originali
ed enigmatici.
Una
facilità supportata da una tecnica sicura e
da un talento naturale ed arricchita dai trascorsi
familiari: l'essere nato a Genova da madre lombarda
e padre toscano, l'aver vissuto a lungo in Brasile,
il vivere in una grande metropoli qual è Milano
con solidi agganci in una piccola città, ancorché
ricca di fermenti, quale Sanremo hanno certamente
forgiato il carattere di quest'artista attribuendogli
questa duttilità, questa di rappresentare in
forme diverse differenti stili la varietà degli
stati d'animo. Stati d'animo che comunque sono uniti
da un unico denominatore, da un unico filo conduttore:
la sensibilità. Una dote questa che gli consente
di penetrare se stesso e gli altri nonché il
quotidiano che ci circonda e ci ottunde per far emergere
emozioni ed atmosfere che normalmente ci sfuggono.
Abbiamo
quindi opere nelle quali Mario Bardelli acquisisce
la realtà, la filtra, la smembra, ma l'insieme
ci è ostico, ci trova impreparati. Opere quali
"La donna Paralume", "Simbiosi",
"Merope" che non vogliano "èpater
les bourgeois" far colpo sulla gente ma non sono
la traduzione del messaggio di MARIO BARDELLI: far
crescere l'uomo nella scoperta di se stesso. Come
l'artista ha scavato il suo animo per far emergere
quello che lui stesso definisce "i fantasmi"
del suo mondo interno, cosi anche noi siamo invitati
ad un esercizio introspettivo per far venire a galla
i nostri fantasmi, le nostre paure e conoscendoli
esorcizzarli.
Scoprire
se stessi, scoprire le persone ed il mondo che ci
circondano è il messaggio che traspare nei
suoi ritratti, dai suoi paesaggi dove con un effetto
di solarizzazione ha decantato la figura, l'immagine
per liberarla degli appesantimenti dell'ovvio, degli
eccessi dei contenuti per far risaltare ciò
che veramente conta e costruire un promemoria d'emozioni
e atmosfere da preservare e godere.
E'
il suo messaggio che ritroviamo ancora nel suo fissale
le cose semplici che lo ricordano e che invita anche
noi a scoprire e a fermare la memoria la bellezza
nascosta della quotidianità che ci avvolge
e che l'abitudine ci impedisce di vedere. Nel momento
in cui MARIO BARDELLI fissa sulla tela la semplicità
di una sedia, di un portone, di una finestra non è
solo "un appassionato collezionista d'immagini
come lui molto riduttivamente si definisce, ma un
artista che ci offre le varietà delle cose
presenti e passate e fa in modo che anche noi scopriamo
realtà che non siamo capaci di vedere.
Mario Saccoccia
Se
mi domandassero perché ho dipinto questi quadri
e non altri, perché ho scelto questi soggetti
e li presento in questa determinata forma fra le tante
possibili, non saprei rispondere. Forse potrebbe rispondere
per me il psicoanalista, se ne avessi uno.
Sono un "voyeur", un appassionato collezionista
di immagini che raccolgo e conservo con diligenza
maniacale, ma senza un piano prestabilito.
Al contrario di molti collezionisti non ho, però,
il gusto del catalogo. Nel mio disordinato magazzino,
fra corpi umani incompiuti e lembi di sontuosi panneggi,
luccica il legno biondo di una seggiola dimenticata
in soffitta, lo scheletro di una vetrata Liberty disegna
le sue volute floreali nel tenue controluce di un
androne, un uomo si dibatte nella gabbia mondrianesca
di una cabina telefonica mentre l'ultima cliente del
ristorante sorride a sé stessa e discretamente
si dissolve contro la parete di fondo.
Colleziono anche le immagini riflesse, quei tremuli
fantasmi che i mezzi di comunicazione ci rimandano.
La testa che spunta nel mezzo di un prato pronunciando
parole inaudibili è solo il primo piano televisivo
dell'allenatore che urla istruzioni ai suoi calciatori
dalla panchina infossata; alle spalle del Grosso Personaggio
assediato dai microfoni e puntato dagli obbiettivi
un anonimo cittadino allunga il collo e cerca di cogliere,
in punta di piedi, un attimo di storia. A questo repertorio
di istantanee mentali e rapide annotazioni attingo
per fare i miei quadri. Ogni quadro è un tentativo
di compromesso fra due opposte tendenze: una che vorrebbe
mettere ordine in questo eterogeneo e frammentario
deposito, l'altra che vorrebbe preservare il carattere
ambiguo e contraddittorio a testimonianza delle molteplici
lacerazioni a cui la nostra cultura quotidiana ci
sottopone.
Anche
concretamente il quadro sarebbe il punto di convergenza
di due differenti serie di operazioni. Alle operazioni
additive, cioè, alle ripetute stesure di colore,
si seguono le operazioni sottrattive, quelle che potrebbero
chiamarsi operazioni di scavo. La forma si definisce
lentamente per asportazione di materiale, quasi si
trattasse di far emergere un fossile dai molteplici
strati sedimentari che lo nascondono.
Mario
Bardelli
"Le
opere di Mario Bardelli , sono insoliti esempi d'una
affinata espressività che esterna palpabili
le sue insite capacità di rappresentazione,
di trasmutazionee poetica e immaginaria. Opere , che
hanno la grazia e il fascino di magici ricordi, suggestive
all'intonazione delle cromie, fra le avvolgenti trame
di adornamenti accurati , variegati e composti con
laboriosa perfezione."
Prof.
Giuseppe Maria Paoletti
Immerso
in un'atmosfera oscura e barocca, vittime di un cinico
e beffardo intervento, le ultime figure di Mario Bardelli
ci interrogano con i loro sguardi. Non possiamo sottrarci
agli occhi di queste strane e ambigue "presenze".
Ricco di citazioni il suo linguaggio visivo prosegue
con coerenza, all'insegna di una moderna figurazione
non dimentica della grande pittura del passato. I
riferimenti vanno dal Rinascimento ai Fiamminghi,
per le luci calde che sfondano gli spazi bruni e tenebrosi,
tipici della tradizione secentesca. E, a mio parere,
la forza di Bardelli si trova proprio nella dualità
di antico e moderno. Come gli strani personaggi rappresentano
un tributo alla classicità, è pur vero
che essi sono l'emblema di una contaminazione. Le
antiche figure vengono "guastate", irrise,
prese in giro da deformazioni, inquadrature burlesche
e bizzarri incastri anatomici;Bardelli si è
divertito a mutarle e seppur stravolgendole, è
rimasto nell'ambito di una pittura molto formale,
fedele ai procedimenti compositivi e strutturali del
disegno. Oggetti ritrovati dove convivono ironia e
inquietudine, riconoscenza e oltraggio. Affrontando
il concetto del "trovare di nuovo" mi viene
da pensare ad un paragone con il cinema del regista-
pittore inglese Peter Greenaway, che nei suoi film
rende caustiche e corrosive le citazioni rinascimentali
e barocche fino a raggiungere il grottesco. In Entrambi
i casi é presente una sorte di ossessione del
corpo umano, sottoposto a brutali, e al contempo farseschi,
sconvolgimenti. Parallelamente alla pittura a olio
e acrilico, Bardelli ha approfondito la tecnica del
pastello ottenendo notevoli risultati cromatici. Tuttavia,
a testimonianza della sua versatilità non è
solo il colore ad interessarlo. Bardelli procede anche
nella ricerca sull' immagine in bianco e nero, e trattasi
non di disegni ma di quadri, dove il colore viene
azzerato per dare maggiore rilevanza ai valori costruttivi
dell'opera. L'alternanza tra colore e bianco e nero
ci rimanda ancora a similitudini cinematografiche.
Possiamo accogliere o respingere questo tipo di immagini,
esse potranno affascinarci o inquietarci ma in ogni
caso dovremmo augurare a Bardelli, artista colto e
sensibile, di continuare a provocarci, emozionalmente
e intellettualmente, con le sue intriganti invenzioni
che attraversano il tempo.
Giovanni Cerri
Mario Bardelli opera sulle immagini, non quelle sfornate
dai mass-media che vengono consumate senza lasciare
traccia cosciente, ma quelle filtrate e sedimentate
(entrambe le operazioni richiedono tempi lunghi, quelli
di una vita) nel "disorganizzato magazzino"
- come lui stesso ammette - della sua mente. Così
gli acquerelli costituiscono una serie eterogea di
"appunti di viaggio", dove frammenti di
realtà spaziale: una parete cieca di periferia,
una sedia abbandonata al sole, un albero impietrito,
incrociano la dimensione temporale di volti drammatizzati
provenienti da foto degli anni '20. Quando il viaggio
diventa solo mentale, l'autore attinge alla iconografia
colta della pittura del passato, scegliendo periodi
a lui congeniali come il Manierismo, dove abbondano
maggiormente i segnali della crisi. Nel frammentare
le deposizioni del Pontormo, Bardelli si avvicina
al pensiero fotografico che rende significante il
particolare togliendolo alla visione d'insieme già
sedimentata nella coscienza collettiva. Ma dallo scorcio
fotografico si allontana rapidamente per consegnarci
figure stravolte e deformate in una sequenza di frammenti
di umanità Baconiana che ben riflettono l'attuale
precarietà della vita e dell'esperienza artistica
contemporanea.
Mario Pepe
Mario Bardelli, nato a Genova, ha vissuto per molti
anni in Brasile, alternando alla sua attività
di pittore quella di architetto, grafico e designer.
Dal
suo rientro in Italia, nel 1990, ha realizzato le
seguenti personali:
1990
- Casino Municipale di Sanremo, Sanremo.
1992 - Hotel Des Etrangers, Sanremo.
1993 - Centro UCAI - Arti Visive, Milano.
1994 - Hotel Des Etrangers, Sanremo.
1994 - Centro di Studi Brasiliani dell'Ambasciata
del Brasile, Roma.
1994 - Hotel La Perla, Lugano.
1995 - Galleria Sant'Erasmo, Milano.
1996 - Centro Culturale San Michele, Milano.
1997 - Società degli Artisti e Patriottica,
Milano.
1997 - Satura, Genova.
2000 - Biblioteca Civica, Sanremo.
2000 - Centro Culturale Villa Pallavicini, Milano.
2001 - "Bardelli... l'arte e la musica",
antologica dell'artista all'Hotel Des Etrangers di
Sanremo in contemporanea
con il 51° Festival della Canzone Italiana.
2001 - Cascina Roma,Comune di San Donato Milanese.
2001 - Satura, Genova.
Ed
ancora:
Nel
1992 4° Concorso Internazionale di Pittura (a
tema libero) Città di Sanremo Medaglia d'oro
- 1° classificato "Premio Arte Sanremo 92",
Sanremo.
Nel 1993 partecipa ad una rassegna di artisti liguri
a Palazzo Ducale, Genova.
Nel 1993 - 1° Festival Internazionale della Pittura
Contemporanea di Sanremo Medaglia d'oro - 1° classificato
"La mia regione?emozioni di un artista"
Nel 1994 gli è attribuita dalla rivista Arte,
editoriali Giorgio Mondatori, la targa d'argento del
Premio Arte 94 con esposizione alla fiera di Milano.
Nel 1995 gli è attribuita al 5° Festival
Internazionale della Pittura Contemporanea di Sanremo
la nomina con targa d'oro a Socio Onorario) del Centro
d'Arte e Cultura " La Tavolozza" di Sanremo
Nel 1996 Viene premiato con la Medaglia d'Argento
della Presidenza della Repubblica al 4° Festival
Internazionale della Pittura Contemporanea di Sanremo.
Nel 1997 espone all'Art Jonction di Nizza,francia.
Nel 1997 Partecipa alla 5° edizione "Arte
e Musica ...Insieme", a Sanremo - Mostra Collettiva
nazionale in contemporanea con il 47° Festival
della Canzone Italiana di Sanremo per artisti selezionati.
Nel 1998 espone nel decennale della fondazione del
Centro San Michele, Milano.
Nel 1999 espone nel programma "Ty Nant e gli
artisti", mostra itinerante con esposizioni a
Milano (Angelicum), Londra ( Institute of Contemporary
Art), Barcellona, Cardiff, Bruxelles.
Nel 2000 Espone ad Arte Padova.
Nel 2001 Partecipa alla collettiva "il dicibile
e l'indicibile", Satura, Genova.
Nel 2002 Partecipa alla 10° edizione di "Arte
e Musica ...Insieme"a Sanremo Mostra collettiva
nazionale in contemporanea con il 52° Festival
della Canzone Italiana di Sanremo per artisti selezionati.
Di
lui e dei suoi lavori hanno scritto:
Francesca
Bonazzoli, Giovanni Cerri, Mario Cupisti, Casimiro
Dell'Arco Talarico,Franco D'Imporzano, Pedro Fiori,Flaminio
Guardoni,Teodosio Martucci,Cesare Orvieto, Giuseppe
Padovano, Mario Pepe, Mario Saccoccia, Giulia Sillato,Gino
Sordini, Paoletti Giuseppe Maria.
Segnalato nel CAM (Catalogo Arte Moderna Mondatori)
Testate
giornalistiche:
IL
Secolo XIX;La Stampa: Festival New; Sanremo Arte 2000;La
Riviera; Il Giornale di Sicilia;Avvenire;Il Resto
del Carlino.
Reti televisive private e di stato:
Rai - tre (regione Liguria), Rai - tre (regione Piemonte),
Rai - tre (regione Lombardia), Rai - tre (regione
Calabria), Rai - tre (regione Sicilia), Canale 5;
Cinquestelle; Italia 1;Tele Monte Carlo.
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