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Il cancello

2000
acquarello
su carta
cm: 46X61



Al piccolo market

2000
acquarello
su carta
cm: 46X61

 



LA PITTURA DI MARIO BARDELLI

Se compito dell'Arte è quello di fare crescere l'uomo nella scoperta di se stesso, dei valori delle cose che lo circondano, dello scorrere del tempo, ebbene questo compito è stato fatto proprio da Mario Bardelli con il suo modo di fare Arte attraverso il mondo della sua pittura. Una pittura, quella di Mario Bardelli, che si può qualificare con l'aggettivo di versatile per la facilità con cui quest'artista passa da un tema all'altro, da uno stile all'altro, dalla realtà naturale del paesaggio alla figura umana, a figurazioni simboliche dove il vero viene rielaborato in accostamenti originali ed enigmatici.

Una facilità supportata da una tecnica sicura e da un talento naturale ed arricchita dai trascorsi familiari: l'essere nato a Genova da madre lombarda e padre toscano, l'aver vissuto a lungo in Brasile, il vivere in una grande metropoli qual è Milano con solidi agganci in una piccola città, ancorché ricca di fermenti, quale Sanremo hanno certamente forgiato il carattere di quest'artista attribuendogli questa duttilità, questa di rappresentare in forme diverse differenti stili la varietà degli stati d'animo. Stati d'animo che comunque sono uniti da un unico denominatore, da un unico filo conduttore: la sensibilità. Una dote questa che gli consente di penetrare se stesso e gli altri nonché il quotidiano che ci circonda e ci ottunde per far emergere emozioni ed atmosfere che normalmente ci sfuggono.

Abbiamo quindi opere nelle quali Mario Bardelli acquisisce la realtà, la filtra, la smembra, ma l'insieme ci è ostico, ci trova impreparati. Opere quali "La donna Paralume", "Simbiosi", "Merope" che non vogliano "èpater les bourgeois" far colpo sulla gente ma non sono la traduzione del messaggio di MARIO BARDELLI: far crescere l'uomo nella scoperta di se stesso. Come l'artista ha scavato il suo animo per far emergere quello che lui stesso definisce "i fantasmi" del suo mondo interno, cosi anche noi siamo invitati ad un esercizio introspettivo per far venire a galla i nostri fantasmi, le nostre paure e conoscendoli esorcizzarli.

Scoprire se stessi, scoprire le persone ed il mondo che ci circondano è il messaggio che traspare nei suoi ritratti, dai suoi paesaggi dove con un effetto di solarizzazione ha decantato la figura, l'immagine per liberarla degli appesantimenti dell'ovvio, degli eccessi dei contenuti per far risaltare ciò che veramente conta e costruire un promemoria d'emozioni e atmosfere da preservare e godere.

E' il suo messaggio che ritroviamo ancora nel suo fissale le cose semplici che lo ricordano e che invita anche noi a scoprire e a fermare la memoria la bellezza nascosta della quotidianità che ci avvolge e che l'abitudine ci impedisce di vedere. Nel momento in cui MARIO BARDELLI fissa sulla tela la semplicità di una sedia, di un portone, di una finestra non è solo "un appassionato collezionista d'immagini come lui molto riduttivamente si definisce, ma un artista che ci offre le varietà delle cose presenti e passate e fa in modo che anche noi scopriamo realtà che non siamo capaci di vedere.


Mario Saccoccia

Se mi domandassero perché ho dipinto questi quadri e non altri, perché ho scelto questi soggetti e li presento in questa determinata forma fra le tante possibili, non saprei rispondere. Forse potrebbe rispondere per me il psicoanalista, se ne avessi uno.
Sono un "voyeur", un appassionato collezionista di immagini che raccolgo e conservo con diligenza maniacale, ma senza un piano prestabilito.
Al contrario di molti collezionisti non ho, però, il gusto del catalogo. Nel mio disordinato magazzino, fra corpi umani incompiuti e lembi di sontuosi panneggi, luccica il legno biondo di una seggiola dimenticata in soffitta, lo scheletro di una vetrata Liberty disegna le sue volute floreali nel tenue controluce di un androne, un uomo si dibatte nella gabbia mondrianesca di una cabina telefonica mentre l'ultima cliente del ristorante sorride a sé stessa e discretamente si dissolve contro la parete di fondo.
Colleziono anche le immagini riflesse, quei tremuli fantasmi che i mezzi di comunicazione ci rimandano. La testa che spunta nel mezzo di un prato pronunciando parole inaudibili è solo il primo piano televisivo dell'allenatore che urla istruzioni ai suoi calciatori dalla panchina infossata; alle spalle del Grosso Personaggio assediato dai microfoni e puntato dagli obbiettivi un anonimo cittadino allunga il collo e cerca di cogliere, in punta di piedi, un attimo di storia. A questo repertorio di istantanee mentali e rapide annotazioni attingo per fare i miei quadri. Ogni quadro è un tentativo di compromesso fra due opposte tendenze: una che vorrebbe mettere ordine in questo eterogeneo e frammentario deposito, l'altra che vorrebbe preservare il carattere ambiguo e contraddittorio a testimonianza delle molteplici lacerazioni a cui la nostra cultura quotidiana ci sottopone.

Anche concretamente il quadro sarebbe il punto di convergenza di due differenti serie di operazioni. Alle operazioni additive, cioè, alle ripetute stesure di colore, si seguono le operazioni sottrattive, quelle che potrebbero chiamarsi operazioni di scavo. La forma si definisce lentamente per asportazione di materiale, quasi si trattasse di far emergere un fossile dai molteplici strati sedimentari che lo nascondono.

Mario Bardelli

"Le opere di Mario Bardelli , sono insoliti esempi d'una affinata espressività che esterna palpabili le sue insite capacità di rappresentazione, di trasmutazionee poetica e immaginaria. Opere , che hanno la grazia e il fascino di magici ricordi, suggestive all'intonazione delle cromie, fra le avvolgenti trame di adornamenti accurati , variegati e composti con laboriosa perfezione."

Prof. Giuseppe Maria Paoletti

Immerso in un'atmosfera oscura e barocca, vittime di un cinico e beffardo intervento, le ultime figure di Mario Bardelli ci interrogano con i loro sguardi. Non possiamo sottrarci agli occhi di queste strane e ambigue "presenze". Ricco di citazioni il suo linguaggio visivo prosegue con coerenza, all'insegna di una moderna figurazione non dimentica della grande pittura del passato. I riferimenti vanno dal Rinascimento ai Fiamminghi, per le luci calde che sfondano gli spazi bruni e tenebrosi, tipici della tradizione secentesca. E, a mio parere, la forza di Bardelli si trova proprio nella dualità di antico e moderno. Come gli strani personaggi rappresentano un tributo alla classicità, è pur vero che essi sono l'emblema di una contaminazione. Le antiche figure vengono "guastate", irrise, prese in giro da deformazioni, inquadrature burlesche e bizzarri incastri anatomici;Bardelli si è divertito a mutarle e seppur stravolgendole, è rimasto nell'ambito di una pittura molto formale, fedele ai procedimenti compositivi e strutturali del disegno. Oggetti ritrovati dove convivono ironia e inquietudine, riconoscenza e oltraggio. Affrontando il concetto del "trovare di nuovo" mi viene da pensare ad un paragone con il cinema del regista- pittore inglese Peter Greenaway, che nei suoi film rende caustiche e corrosive le citazioni rinascimentali e barocche fino a raggiungere il grottesco. In Entrambi i casi é presente una sorte di ossessione del corpo umano, sottoposto a brutali, e al contempo farseschi, sconvolgimenti. Parallelamente alla pittura a olio e acrilico, Bardelli ha approfondito la tecnica del pastello ottenendo notevoli risultati cromatici. Tuttavia, a testimonianza della sua versatilità non è solo il colore ad interessarlo. Bardelli procede anche nella ricerca sull' immagine in bianco e nero, e trattasi non di disegni ma di quadri, dove il colore viene azzerato per dare maggiore rilevanza ai valori costruttivi dell'opera. L'alternanza tra colore e bianco e nero ci rimanda ancora a similitudini cinematografiche. Possiamo accogliere o respingere questo tipo di immagini, esse potranno affascinarci o inquietarci ma in ogni caso dovremmo augurare a Bardelli, artista colto e sensibile, di continuare a provocarci, emozionalmente e intellettualmente, con le sue intriganti invenzioni che attraversano il tempo.


Giovanni Cerri


Mario Bardelli opera sulle immagini, non quelle sfornate dai mass-media che vengono consumate senza lasciare traccia cosciente, ma quelle filtrate e sedimentate (entrambe le operazioni richiedono tempi lunghi, quelli di una vita) nel "disorganizzato magazzino" - come lui stesso ammette - della sua mente. Così gli acquerelli costituiscono una serie eterogea di "appunti di viaggio", dove frammenti di realtà spaziale: una parete cieca di periferia, una sedia abbandonata al sole, un albero impietrito, incrociano la dimensione temporale di volti drammatizzati provenienti da foto degli anni '20. Quando il viaggio diventa solo mentale, l'autore attinge alla iconografia colta della pittura del passato, scegliendo periodi a lui congeniali come il Manierismo, dove abbondano maggiormente i segnali della crisi. Nel frammentare le deposizioni del Pontormo, Bardelli si avvicina al pensiero fotografico che rende significante il particolare togliendolo alla visione d'insieme già sedimentata nella coscienza collettiva. Ma dallo scorcio fotografico si allontana rapidamente per consegnarci figure stravolte e deformate in una sequenza di frammenti di umanità Baconiana che ben riflettono l'attuale precarietà della vita e dell'esperienza artistica contemporanea.


Mario Pepe


Mario Bardelli, nato a Genova, ha vissuto per molti anni in Brasile, alternando alla sua attività di pittore quella di architetto, grafico e designer.

Dal suo rientro in Italia, nel 1990, ha realizzato le seguenti personali:

1990 - Casino Municipale di Sanremo, Sanremo.
1992 - Hotel Des Etrangers, Sanremo.
1993 - Centro UCAI - Arti Visive, Milano.
1994 - Hotel Des Etrangers, Sanremo.
1994 - Centro di Studi Brasiliani dell'Ambasciata del Brasile, Roma.
1994 - Hotel La Perla, Lugano.
1995 - Galleria Sant'Erasmo, Milano.
1996 - Centro Culturale San Michele, Milano.
1997 - Società degli Artisti e Patriottica, Milano.
1997 - Satura, Genova.
2000 - Biblioteca Civica, Sanremo.
2000 - Centro Culturale Villa Pallavicini, Milano.
2001 - "Bardelli... l'arte e la musica",
antologica dell'artista all'Hotel Des Etrangers di Sanremo in contemporanea
con il 51° Festival della Canzone Italiana.
2001 - Cascina Roma,Comune di San Donato Milanese.
2001 - Satura, Genova.

Ed ancora:

Nel 1992 4° Concorso Internazionale di Pittura (a tema libero) Città di Sanremo Medaglia d'oro - 1° classificato "Premio Arte Sanremo 92", Sanremo.
Nel 1993 partecipa ad una rassegna di artisti liguri a Palazzo Ducale, Genova.
Nel 1993 - 1° Festival Internazionale della Pittura Contemporanea di Sanremo Medaglia d'oro - 1° classificato "La mia regione?emozioni di un artista"
Nel 1994 gli è attribuita dalla rivista Arte, editoriali Giorgio Mondatori, la targa d'argento del Premio Arte 94 con esposizione alla fiera di Milano.
Nel 1995 gli è attribuita al 5° Festival Internazionale della Pittura Contemporanea di Sanremo la nomina con targa d'oro a Socio Onorario) del Centro d'Arte e Cultura " La Tavolozza" di Sanremo
Nel 1996 Viene premiato con la Medaglia d'Argento della Presidenza della Repubblica al 4° Festival Internazionale della Pittura Contemporanea di Sanremo.
Nel 1997 espone all'Art Jonction di Nizza,francia.
Nel 1997 Partecipa alla 5° edizione "Arte e Musica ...Insieme", a Sanremo - Mostra Collettiva nazionale in contemporanea con il 47° Festival della Canzone Italiana di Sanremo per artisti selezionati.
Nel 1998 espone nel decennale della fondazione del Centro San Michele, Milano.
Nel 1999 espone nel programma "Ty Nant e gli artisti", mostra itinerante con esposizioni a Milano (Angelicum), Londra ( Institute of Contemporary Art), Barcellona, Cardiff, Bruxelles.
Nel 2000 Espone ad Arte Padova.
Nel 2001 Partecipa alla collettiva "il dicibile e l'indicibile", Satura, Genova.
Nel 2002 Partecipa alla 10° edizione di "Arte e Musica ...Insieme"a Sanremo Mostra collettiva nazionale in contemporanea con il 52° Festival della Canzone Italiana di Sanremo per artisti selezionati.

Di lui e dei suoi lavori hanno scritto:

Francesca Bonazzoli, Giovanni Cerri, Mario Cupisti, Casimiro Dell'Arco Talarico,Franco D'Imporzano, Pedro Fiori,Flaminio Guardoni,Teodosio Martucci,Cesare Orvieto, Giuseppe Padovano, Mario Pepe, Mario Saccoccia, Giulia Sillato,Gino Sordini, Paoletti Giuseppe Maria.
Segnalato nel CAM (Catalogo Arte Moderna Mondatori)

Testate giornalistiche:

IL Secolo XIX;La Stampa: Festival New; Sanremo Arte 2000;La Riviera; Il Giornale di Sicilia;Avvenire;Il Resto del Carlino.
Reti televisive private e di stato:
Rai - tre (regione Liguria), Rai - tre (regione Piemonte), Rai - tre (regione Lombardia), Rai - tre (regione Calabria), Rai - tre (regione Sicilia), Canale 5; Cinquestelle; Italia 1;Tele Monte Carlo.


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INSERITO IN LINEA IL: 02/08/2004
SCADENZA PROMOZIONE IL: 02/08/2005



La bella Rosina

2000
acrilico su tela
cm: 60X60


portali d' arte - pittori - poeti - Centro d' Arte e Cultura La Tavolozza Sanremo

Alberi
sotto la neve

olio su tela
cm: 100X70