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Barbato
Taurini Liana
lita33@virgilio.it
Ha conseguito il diploma di Liceo Artistico: ha frequentato
i corsi di pittura allAccademia di Belle Arti
di Brera, a Milano, ove ha studiato con Achille Funi
e Luciano Minguzzi.
Ha partecipato a Rassegne nazionali ed internazionali,
ottenendo premi ed altri riconoscimenti di rilievo,
ed ancora in numerose personali e collettive a Milano,
Roma, Venezia, Genova, Imperia, Legnano, Matera, Foggia,
Bari, Sanremo ecc...
Nutre fin da giovanissima la passione per la pittura
e realizza lavori che si diversificano per la rispondenza
grafica, gradazione di colore , coinvolgimento emozionale.
Lattività artistica è un continuo
viaggio approfondito di un rapporto sempre più
vivo e fruttifero con il mondo ed i suoi abitatori.
La sua arte ricercata ed esclusiva, nasce da una impegnata
e viva interpretazione della realtà, che quotidianamente
la circonda. Lartista riesce a raccogliere,con
la profonda sensitività che gli è tipica,
linteriorità, lessenza delle cose
e delle persone che direttamente od indirettamente
vivono con Lei.
Hanno scritto: Antonino De Bono, prof.Vito Cracas,
cav. Casimiro DellArco Talarico, Luigi Tallarico,
Luigi Martucci, Renato Civello, Mario Rivosecchi,
Tony Bonavita, Emilio Benvenuto, Mario Palladino,
Alberto Sensini, Franco Miele, Enzo Contillo, Mario
Lepore, Luigi Monteverde.
E stata recensita su riviste darte,quotidiani,
annuari e cataloghi specifici dellarte contemporanea
:
Il Tempo, La Notte, Corriere Lombardo, Il Giorno,
Il Secolo dItalia, La Libertà, Il Gazzettino
Dauno, La Gazzetta de Mezzogiorno,Noi a Milano, Sanremo
Arte 2000, Incontri Arte + Arte, Arte e Cultura, Bolaffi
Arte, Dizionario dei Pittori Contemporanei, Dizionario
dei Pittori Dauni, Arte più Arte, Artecultura,Gazzettino
Padano, Annuario Comanducci, Paese Sera,
Itinerari Santagatesi, Corriere dellArte, OK
Arte Milano, Incontri, Gazzettino Dauno, Corriere
Lombardo.La Riviera
Interventi e riprese radiotelevisive private e di
Stato:
RAI ( Gazzettino Padano), Radio Foggia, Antenna 3
di Milano, invitata, partecipa alla trasmissione,
dedicata alle arti visive, TVM 66
ESPOSIZIONI ARTISTICHE (Italia):
Milano, Firenze, Diano Marina, Bordighera, Roma, Venezia,
Imperia, Genova, Legnano, Molfetta, Sanremo, Matera,
Bari, Foggia, ecc.
ESPOSIZIONI ARTISTICHE (Estero):
Francia ( Parigi).
PREMI E RICONOSCIMENTI:
1967 Medaglia doro Casa di Dante
- Firenze
1979 Gran Premio Biennale Città
di Venezia Star - Venezia
Coppa Richetti - Piacenza
Oscar Arti Figurative - Milano
1980 1° Premio Miniquadro Amici
di Legnano Legnano
1981 - Segnalazione speciale Ministro Berardino dArezzo
Coppa Carsar Milano 1981
Coppa Comune di Bologna Bologna
Targa E.P.T. - Premio Foggia - Foggia
1982 - Coppa Richetti Piacenza
Targa Provincia di Matera Matera
Coppa Cariplo Milano
Coppa Provincia di Varese Varese
1983 - Coppa Comune di Bologna
Bologna
1981 Concorso di pitturaQuartiere Barca
Bologna 2^ premio
2004 Coppa Premio concorso internazionale di Arte
Sacra
2004 concorso Lanteri la Riviera dei Fiori
medaglia dargento
COMMENTI CRITICI:
...Le opere ricche di colori caldi, armonicamente
stesi a rappresentare un mondo pervaso da un senso
generico di tristezza: la sua pittura è in
un certo senso pittura sociale, una specie di serena
denuncia di situazioni e luoghi, e questa operazione
avviene con un colore caldo e con unimpostazione
armonica ed equilibrata...una certa drammaticità
ci riporta proprio delle opere di Funi, in immagini
drammatiche nella loro staticità.
Toni Bonavita (Il Tempo)
Non vi è alcun bisogno,...di affaccendarsi...per
cadenzare le ferenze analitiche dei premi, dei riconoscimenti
e dei successi ottenuti da Liana Barbato nelle molte
città e gallerie che hanno sin quì ospitato
le sue tele, accompagnate dal concorde giudizio di
critici rinomati... Le sue scelte sono note. Sono
là ...nella totale intensità di luce
che è, per lartista, permanente materia...nei
racconti della sua e nostra gente o nel caldo degli
ulivi e delle radure...a prescindere dai non sopiti
richiami della scuola lombarda...solo che questa volta
il viaggio dei suoi quadri è stato lungo, molto
più lungo, da SantAgata di Puglia a Parigi
per la Esposizione Internazionale del Nouveau
Salon. Vuol dire che quei quadri, quei racconti
di gente, di boschi, e di ginestre hanno saputo raggiungere
collaudi più vistosi incontrandosi con altre
mediterranee familiarità...di Provenza o di
Tolone.
Enzo Contillo (Incontri)
Una pittura fluida, pastosa, che pere assommare tante
venuzze squillanti e preziose, tantè
ricca di effluvi nellimpasto. Liana Barbato
riesce a trasmettere in poche pennellate, motivate
con intensità espressiva, una felice sintesi
dellevento che assurge a gesto lirico, a momento
drammaticamente vissuto, anche se le atarassiche figure
sono intente in un gesto od eseguono inconsciamente
unazione che si perse nella notte dei
secoli. Pittura sobria efficace, condotta con splendido
senso dellequilibrio formale e coloristico,
centrata sempre in un motivo lirico,anche nelle espressive
e timbriche Nature morte.
Antonino De Bono (Arte + Arte)
Una sintesi accorta del processo emotivo e di quello
tecnico-razionale, costante come incidenza liberatrice
al di là della pluralità delle occasioni,
si individua nellopera della pittrice pugliese
Liana Barbato. Quel clima di elagiaco ed ostinato
regionalismo che potrebbe essere, del resto
anche una privilegiata discriminante in tempi di agnosticismo
e di artificioso anonimato riscontrabile in
tutti i dipinti, non importa se di figura o di paesaggio,
è, in fondo, clima di approdo interiore: un
consenso, moralmente caratterizzato nella dialettica
delle scelte, ad in tipo che riassume
la cronaca ideale della coscienza. Ma lintervento
del mestiere e lesigenza di riconnettere in
sede logica gli itinerari della immaginazione, e persino
della visualità domestica (linterno con
Donna in riposo, i giovani Innamorati, una scena di
Preghiera, la Conversazione di quartiere o il Borgo
dai tetti rossi arroccato contro il crinale dellalta
collina), ecco, dilatano i confini della testimonianza,
le fanno conquistare una decisa autonomia poetica.
Sotto questo profilo va anche risolto il problema
di una socialità che si avverte,
con diverse intonazioni ma con una sola sostanziale
identità, nei dipinti di Liana Barbato: lartista
non è irretita nelle maglie delle pregiudiziali
che hanno intristito tanta parte della figurazione
attuale, sacrificando la spontaneità e lo slancio
dellinvenzione ai feticci della teoresi ideologica;
e quel che in lei appare, a prima vista, come il segno
di una documentazione programmata ed accusatrice è
in realtà, grido protestatario, linconscio
di una simpatia lacerante che ignora le mediazioni
di un apriorismo che finisce con lessere disumano
e gratuito. Qui cè, invece, tanto amore;
e, sopratutto, il bisogno di tradurre in pienezza
di respiro sentimentale, ed in una sempre più
corretta morfologia pittorica, visioni di creature
e di ambienti naturali che hanno lasciato un solco
nel labirinto fenomenico. Non si tratta nemmeno, dunque,
di pittura edinistica: anche quando limmagine
è lontanissima dal celebratorio, come nel caso
di un Colloquio nel vicolo o in certi calibrati ritratti
o nella rappresentazione di una giovane donna sullaltana
o di un paesaggio con poche case lievitanti in un
silenzio contemplativo, permane come una malinconia
urgente, una sorta di angoscia ancestrale purificata
da una speranza senza frontiere. Così, questa
pittrice riservata ed insieme dialogante, che sa interrogare
e interrogarsi senza mai cadere tuttavia nelle secche
di un intimismo venato di umori popolareschi, è
stata fedele a se stessa; ed ha costruito un mondo
semplice, pieno di energie vitali, dove lunica
complicazione è quella immutabile dellinquietudine
esistenziale. Ma anche questa la Barbato sa strappare
ai diagrammi cifrati, riconducendola ai più
accattivanti filoni di una umanità dichiarata,
spoglia di sofismi. E per tale via coordina allimpulso
pittorico fantasia e confronto immediato, i parametri
dellassuefazione e la necessità insopprimibile
di eluderli. Losservatore attento scoprirà
senza sforzo che Liana Barbato è pittrice per
vocazione, straniera pertanto alla immensa coorte
di fantasmi impegnati in una industria velleitaria.
Ma è da sottolineare la sua tenacia di emancipazione,
che le ha già consentito di sottrarsi alla
dittatura della figuratività blasonata. Questo
non significa che non si sia guardata intorno, ma
solo per cogliere alcune lezioni esemplari, nellarea
di quella pittura che non vuole dimenticare luomo.
Su questo rapporto si innesta, ovviamente, il problema
di uno stile che si imponga con inconfondibile eloquenza
sulla fase di crescita. Ebbene: lartista pugliese
ha già personalizzato la propria arte, opponendosi
in prima linea al conformismo anarcoide che
è senza dubbio il peggiore, nella irrilevante
presunzione dellinedito - , ma non si è
certo fermata. Ella sa quanto sia travagliato e complesso
il cammino della determinazione estetica; ma sa anche
che nella latitudine ultima di una esperienza confortata
dalla passione la scoperta delluomo, anelata
con trasfigurante umiltà, potrà coincidere
con il volto eterno della bellezza.
Renato Civiello
Una sera di dicembre, dinanzi ai ceppi accesi nel
camino della sua casa ospitale, Liana Barbato, assecondando
i miei pedanti desideri, poggiò. In giro, alle
pareti, le sue tele. Incontro non casuale nè
peregrino, giacché mi era già noto il
di lei fervore. Poiché lapplauso di stima
mi ripugna quanto linsulto, attento come rimango,
a non usare il mio puntiglio se non per la scoperta
o riscoperta di temperamenti degni, quali che siano
la misura e la sostanza dei loro contenuti, mi pare
di dover qui sottolineare, anzitutto, loccasione
offertami per una lettura facile. Maniera ? Non credo,
quando il clima cromatico dallendemico sapore
terrigno e casalingo e il costrutto dei temi sono
piantati nel respiro di una realtà semplice
di una elogia senza scampo. Che si dicono, tra loro,
quegli uomini seduti in piazza sotto lalbero
scheletrito? Forse! E, leligia, nel riserbo
di quei tre che ai margini del paese, immoti, contano
le parole, in un clima senza ore, come da noi capita,
in una soluzione felicissima di umori inconfondibili.
Tra eligia e dramma, ove più frequente si scoprono
i patemi della gente, lartista è
attratta dalle popolane che reggono, inginocchiate,
ceri accesi dinanzi allaltare nascosto. I Bevitori
hanno dimensione carica di narrazione scorata. Colpisce
la taciturna eloquenza della Maternità
che, accoglie il figlio in grembo, struttura angustie
taciute e sentimenti che sino soltanto suoi, per una
testimonianza arcaica, lontana dal pestifero grigiore
di taluna condizione umana. In altra tela è
levocazione di tre figure messe insieme sulla
panca di un tram nella comune pazienza della Attesa,
smossa per poco dal dormiveglia centrale. E che sanno
dire i batticuori dei due giovani che tubano in chissà
quale trepido rincorrersi di sentimenti, spartiti
tra uno che legge e laltra che ascolta? E in
simili ambienti paesani non hanno stridori i paesaggi
amari della terra a respirare la stessa cadenza. Case
semplici, dunque, vissute in una compostezza di fatica
e di grazia, abbarbicate sulle creste, come per difendersi
dallo spreco del consumismo e del babelico urbanesimo.
Bisogna, come fa Liana Barbato, fiutare nelle case.
Nelle strade, nelle sale daspetto di una stazione,
per guadagnare il pane dellumiltà, quotidiana
matrice della terrestre dignità, al di là
delle quali ci troviamo creditori di inermi e castighi
e di appagati risvegli, per una cronaca senza ristoro.
Enzo Contillo
lita33@virgilio.it
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2000 ed i gestori dei siti da qualsiasi corresponsabilità.
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INSERITO IN LINEA IL: 14/02/2005
SCADENZA PROMOZIONE IL: 14/02/2006
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