
LA PITTURA DI MARIA BARAI
Biografia
e personalità artistica:
Nasce il 30 maggio 1930 a Roccastrada (Gr), da genitori
mantovani, in giovine età torna con la famiglia
nella sua Monzambano (Mn). Risiede a Valeggio sul
Mincio (Vr). Fin dall'infanzia dimostra una particolare
indole per la pittura, ma la sua vita artistica inizia
solo nel 1976 con la sua prima esposizione a Pegognaga.
Da allora moltissime sono le sue partecipazioni a
concorsi, premi, rassegne collettive e personali.
Catalogata come pittrice naif per la semplicità
compositiva, negli anni ha ordinato mostre personali
a Brescia, Dossobuono, Chioggia, Guidizzolo, Arco,
Sottomarina, Mantova, Villafranca, Monza, Rimini,
Varese, Modena, Desio, Terni, Soave, Sanremo, Como,
Milano, Roma: è stata premiata a Parigi, Portogallo,
Marocco, Spagna, ecc... Negli ultimi anni è
stata ripetutamente invitata al Festival internazionale
della pittura contemporanea di Sanremo dal Centro
d'arte e cultura " La Tavolozza", che le
ha ordinato anche una mostra personale antologica
nel marzo 1998. presso l'Hotel Des Etrangers di Sanremo.
Maria Barai è un'artista sicuramente sincera,
capace di esprimere il proprio mondo, la propria interiorità
fatta dell'amore per le piccole cose, di piccoli pensieri
che spesso idealizzano la realtà. Difficile
dire quale sia la molla ispiratrice di Maria Barai,
sicuramente ogni aspetto legato alla natura può
diventare soggetto di un quadro: la vicinanza di un
gattino, i fiori del giardino, il paesaggio marittimo,le
sue bucoliche scene agresti: il tutto preso come spunto,mai,
comunque, soggetto copiato dal vero: così,
in tutti i suoi lavori trapela una fresca emozione
che incide sulla realtà. Maria Barai dipinge
per piacere personale, la sua pittura ricca di sentimento,
pur apparendo a volte un pò rigida e incerta,
viene ingentilita dai toni caldi del colore steso
in modo personale.
DOCUMENTAZIONE
CRITICA
"Una
favola meravigliosa permeata di sentimenti ed emozioni
è la pittura di Maria Barai , un'artista che
ha costruito una sua dimensione pittorica lavorando
con la tenacia e la perizia che la passione per l'arte
e lo studio assiduo della tecnica hanno conferito
alla sua personalità. Un vibrante rapporto
con ciò che la circonda, un sentimento intenso
e profondo verso le cose che sente più vicine,
un dialogo continuo con la natura, tutto si traduce
attraverso la sua mediazione di immagini spontanee,
finestre che si aprono su paesaggi agresti, sulla
natura colta nel momento del risveglio, su frutti
rigogliosi e fiori prorompenti che hanno il sapore
del vero, su dolci figure senza tempo che evocano
i9l fluire delle percezioni sensoriali dell'animo
che non ha ritegno ad abbandonarsi al sentimento.
Sono temi semplici che accendono di impulsi emotivi
la sincera ispirazione di Maria Barai Trasformando
la realtà esterna in una visione interna ora
calma e pacata, ora pervasa di lirica tensione, ma
sempre capace di rivelare e trasmettere con immediatezza
il contenuto pregnante del mondo naturale liberato
dal velo dell'ovvietà e arricchito dai fermenti
di una personalità versatile e feconda come
la terra che l'ha forgiata. Indubbiamente Maria Barai
è espressione dei suoi luoghi, versatile e
composita come la sua terra, terra di confine, cerniera
tra diversi stili di vita che sfuma la Lombardia per
trasformarla in Veneto, che arricchisce la caparbia
operosità di Renzo e la schiva dolcezza di
Lucia dell'arguzia intrigante di Arlecchino e della
grazia accattivante di Colombina, terra di transizione
ma di forte temperamento che ha vissuto ed assorbito
le emozioni delle grandi battaglie risorgimentali.
E' feconda e ricca di espressione Maria Barai come
ricca di acque e lussureggiante di vegetazione vanto
di parchi straordinari è la sua terra; è
vigorosa Maria, nei suoi fiori e nei suoi frutti resi
con tecnica corposa, quasi materica, composizioni
che solo le convenzioni definiscono nature morte,
ma rese vive dal vibrante anelito che Maria ha saputo
trasfondere in esse; è delicata Maria Barai
nelle sue mimose languide e sinuose intrise di calda
solarità, nei suoi gatti dagli occhi attoniti
che invitano la mano ad una morbida carezza, trame
tessute con tecnica velata e soffusa che dona consistenza
e dimensione all'immagine; è sognante Maria
nelle sue figurine, quasi miniature, che sfuggono
nel vento trasportate dai loro pensieri e abbandonate
al vagare della percezione che rifugge il mondo e
si perde nel labirinto dei ricordi; è coerente
Maria Barai nel suo percorso artistico che si snoda
in un continuo racconto visivo che trasmette non ciò
che Maria vede, ma ciò che Maria sente suggerendo
all'animo dell'osservatore sentimenti ed emozioni
di poetica serenità."
Mario Saccoccia Casimiro Dell'Arco Talarico
Maria Barai vive ed opera a Valeggio sul Mincio. Prestigiose
personali e numerose collettive sono da annoverarsi
nel corso del suo cammino pittorico; premi e riconoscimenti,
anche a livello internazionale hanno punteggiato il
suo cammino d'arte. Critica e pubblico hanno riscontrato
sin dall'iniziale sua produzione la valida maturità
del suo stile, peraltro originalissimo. Catalogata
come pittura Naive, per la semplicità lineare
delle immagini proposte, quella di Maria Barai è
certamente una fresca e spontanea pioggia di colori,
che rassicura nelle sue migliori intenzioni artistiche
e, sopratutto, ridona all'animo un gioioso sentore
di libertà. La scioltezza spontanea delle minite
pennellate si rincorre nel gioco euritmico della composizione;
l'abbozzo delle figure si percepisce nel sunto formale
espressivo, quasi che l'accenno figurativo, dovuto
non al segno ma al colore, si limiti alla pura essenzialità
dell'immagine che è pur nutrita di corposa
tangibilità.Ne deriva una dolce rimbalzante
carellata di emozioni, che si espandono in abbraccio
festoso a carpire lo spazio della tela. E' in essa
l'esultanza di genuina sensibilità emotiva,
la fragranza di giovinezza, a sottile impressione
dell'incidenza del reale, che trova una sua verità
solo nella libera esplosione della fantasia.Il fantastico
si riassume nelle dense tonalità cromatiche,
che sembrano far rimbalzare la scena in dimensione
di surreale immaginazione, disperdendola nella luminosità
di una coerenza sintetica con la sfera impalpabile
ed inconscia personalità dell'artista. Nella
carambola emozionale si avverte la misura di profonda
meditazione che coinvolge certa metafisica sospensione
statistica nel vorticoso tumulto del gioco cromatico.La
tensione spirituale di Maria Barai, che dalla tela
rimbalza e quasi epidermicamente coinvolge, sembra
acuirsi nell'ideale proiezione verso l'alto, richiamando
l'attenzione sulla velata trama di connessione simbolica.
da" storia della pittura italiana" -
Mario Monteverdi
Ciò che ci attrae della pittura di Maria Barai
è il modo con cui usa il colore che sorprende
per la sua nitida interiorità, per la sua precisione
chiarificatrice di emozioni. I suoi dipinti divengono
autonomamente vitale, senza aver alcun bisogno di
inutili scenografie che diano loro il senso del movimento.
La trasparenza di certe atmosfere, la vibralità
della luce così magistralmente autentica, trovano
la loro origine nel suo modo di stendere il colore
riuscendo a inserire momenti di forza incisiva che
si concludono in immagini di pace rasserenante. E'
proprio questa forza incisiva, quasi in un sussulto
di rotture tonali. Rende più esuberante il
potere evocatore delle tinte e giunge ad individuare
una strutturalità percettiva più densa
e vivace.Le sue figurazioni sono la rappresentazione
vibrante della realtà, una realtà ritrovata
attraverso il filtro di una delicata sensibilità,
espressa con il linguaggio ad ella più consono,
cioè l'arte.
Paolo A. di Martino
Si avverte nella pittura di Maria Barai il desiderio
di affrontare l'espressione figurativa legata alla
realtà quotidiana, ma nello stesso tempo sospesa
in una atmosfera di pacata idealizzazione dell'immagine.
Giocando più sugli effetti cromatici che sulle
strutture sceniche, Maria Barai intesse un continuo,
particolare dialogo con se stessa e con il mondo circostante,
dando prova di sensibilità e di intuizione,
sia quando istintivamente si immerge nelle predilette
vedute campestri, sia quando si cimenta con una pagina
floreale o con la figura di un animale. Con un procedimento
descrittivo impostato su una originalità chiamata
a creare in piena libertà e disancorata da
ogni scuola, da ogni tendenza, da ogni eventuale richiamo
di corrente o di maniera codificate, ci si presentano
opere insolite e significativamente invitanti ad una
lettura del tutto nuova. Assistita da un animo da
un animo sensibile ed incline a percepire la presenza
del semplice in tutto ciò che la vita giornalmente
le offre, la Barai affida alla sua tavolozza palpiti
ed emozioni, sussulti e commozioni, non diversamente
da come farebbe un poeta (e poesia "sui generis"
è certamente anche la pittura della Barai che
vive a Valeggio sul Mincio) il quale consegna alla
penna il compito di rievocare attraverso una serie
di immagini liriche attimi che hanno visitato la sua
interiorità e ne hanno segnato marcatamente
il passaggio. In un epoca di programmatori senza fantasia
non ci dispiace additare una figura di pittrice che
della fantasia e della passionalità creativa
ha fatto e fa il suo contrassegno intriso di spontanea
ed immediata colloquialità.
Giuseppe Nasillo
La sua è una pittura piena, pastosa, ricca
di notevoli espressioni cromatiche, e ravvivate da
folgorazioni luminose di intensa efficacia. In esse
vi è una ricerca continua alla perfezione stilistica,
alla purezza del colore usato con maestria in perfetto
equilibrio nel rapporto natura-materia. Le opere di
Maria Barai vivono di un sentimento puro, incontaminato,
che risente di una impostazione umanistica non indifferente.
Anche se a volte la sua pittura può apparire
rigida, legnosa (quasi scolpita nella quercia) è
ingentilita e raddolcita dai toni caldi del colore
usato, proprio per dare all'immagine una plasticità,
una corposità tangibile; ed è appunto
in tale simbolica contrapposizione di strutture che
l'artista riesce ad esprimere il meglio di se stessa,
esteriorizzando quanto di umanamente valido racchiude
uno spirito teso alla conquista di un mondo fatto
di emozioni, sensazioni, folgorazioni emotive. La
Barai porta avanti il suo discorso, discorso che sempre
investe l'essere umano, l'uomo al centro della creazione.
L'artista ci fornisce una produzione sempre carica
di emotività espressa appunto attraverso il
colore, sorretta da una fantasia poetica vivace che
da veramente qualche cosa a chi l'osserva; una sensazione
di pieno, di saturo, un'ondata di solitudine, una
vibrazione di luci.Da questa pittura lei ricava il
piacere personale, l'intima soddisfazione del momento
creativo svolto con una tecnica precisa, sicura, priva
di incertezze o richiami a vaghi concettualismi, ma
costantemente legata ad una decisa e prepotente concepibilità
del reale.
Pier Arturo Sangiorgi
Ciò che maggiormente colpisce davanti ad un'opera
di quest'artista è il particolare senso di
gioia che deriva da ogni sua opera; anche la pittura
quindi diventa un mezzo per celebrare le gioie della
vita e un modo per esaltare le piccole cose che ci
circondano, per vincere l'ansia che quotidianamente
ci accompagna l'angoscia che percuote l'uomo contemporaneo,
dando maggiore fiducia e nuove speranze. La nostra
artista allude continuamente alla realtà, non
per travisarla ma per coglierla più concretamente
e per comprendere in essa ogni più piccolo
messaggio. La sua poesia è serena, venata di
tenerezza e di passione; sceglie e regola le immagini
reali in un equilibrio di composizione disegnativa,
di accordi, di accordi di colore, di paesaggi di luce;
è una sintesi vibrante di variate sensazioni,
che l'analisi continua dell'esistente fa nascere in
lei; è uno specchio dell'anima. I suoi quadri
rivelano una partecipazione della vita alla natura
ottenuta attraverso il filtro dei sentimenti dell'individuo;
Maria Barai è una pittrice nuova proprio per
il rapporto che ha saputo stabilire tra natura e ed
individuo. L'intento dell'artista è anche quello
di descrivere; in certo modo ama riportare sulla tela
un aspetto poetico dello spettacolo naturale, rendendo
il senso particolare di un clima, di un ambiente;
interpreta i dati del reale secondo un ordine sensibile
che ne verifichi la possibilità di contemplazione.
L'assunzione visiva di una trama intimista, la distribuzione
degli elementi, riportano ad un complesso di relazioni
che rivelano in questa artista abbandono lirico ed
uno spirito sempre vivo ed acceso. Tale liricità
la ritroviamo nelle sue rappresentazioni di fiori,
opere in cui la pennellata si condensa magicamente
in tratti ora brevi, ora infiniti, scivolando quasi
per miracolo sulla superficie pittorica. I sottili
valori del tonalismo che Maria Barai appunta con una
sensibilità acutissima ed una lucida intelligenza,
vogliono essere la dimostrazione di questa acutezza
e di questa chiarezza di idee; un acutezza vigile,
che dosa le reazioni sensibili e che può sposare
alla squisitezza il sentimento poetico. Lo spazio
che circonda i frammenti tratti dalla realtà,
nelle opere dell'artista, non perde la sua infinità,
anzi diventa più concreto proprio con la scoperta
o con la sensazione maggiormente acuita anche dal
più piccolo frammento, che diventa esso stesso
un insieme di sensazioni germinanti nella fantasia
dell'artista. L'artista si è mossa lungo questa
linea di sviluppo del suo far arte, senza sforzo e
quasi d'istinto, perchè dietro c'è la
ricchezza di un sentimento poetico che da ascendenze
liriche alla sua pittura, nella ricerca di una interpretazione
che, partendo dal reale, gradualmente se ne allontana
dal punto di vista emozionale, privilegiando così
impulsi e vibrazioni interne, provenienti direttamente
dal suo inconscio. Senza dubbio vi è tanto
nella donna quanto nell'artista un sentore particolare
che spinge a tale tensione e tali sentimenti per cui,
nelle varie possibilità interpretative, gioca
non poco l'emotività espressiva che domina
inappagata, ottenendo per gestualità e colore,
il gusto e l'armonia che definiscono e determinano.
Mirella Occhipinti
Cresce nel quadro della signora Maria Barai, un colore
insieme con l'altro intercalandosi nello spazio, con
una diffusione, pure nella varietà, soffusa
d'una luce che fa palpitare ogni parte della superficie
e dei volumi, in tutto lo spazio del quadro, con lo
stesso tocco in tutto l'insieme. Cresce la forma come
immagine fugace di un contenuto molto semplice; senza
complicazioni: lo stesso aspetto genuino della natura.
Però tale aspetto tanto semplice ha una freschezza
viva proprio nel farsi delle dimensioni della terra,
dell'acqua, del cielo, con una successione graduale,
svelta e libera di piani diversi che sembrano alzarsi
come gradini di una magica scalata alla luce più
limpida, sempre più in alto.E' incredibile
che la signora Maria Barai rifaccia l'immagine che
si è formata in lei quando era bambina con
gli occhi stralunati di allora; sembra di rivederla
in primo piano con il visino di allora, in mezzo ai
fiori, con quegli steli, che si allungano perchè
ci si è troppo avvicinati. Certo questa sublimazione
dei fiori è un momento di commozione, il farsi
dell'idea della vita dei fiori, nella loro più
limpida prestanza. Non è cosa ricercata, voluta,
inventata il quadro della signora Maria Barai, è
venuta via così piano piano come senso di una
immagine sospesa nei ricordi come voluta per tinta
che vagola, da scalfirsi appena; cioè si traduce
come una impressione fugace; piacevole di luce sparsa
nelle cose che sembrano muoversi in quanto sono colte
nella brevità del loro farsi davanti ai nostri
occhi. Ma sembra incredibile che su questi colli che
stanno intorno al Garda, dove tanto vergognosamente
si imbratta il mondo ecologico, ci sia ancora qualcuno
che sappia esprimere così vivamente e nobilmente
il senso genuino, sincero, efficace della bellezza
non solo della natura, ma della sua poesia.
Patrizio
Cauzi
La pittura naive di Maria Barai non risente mai di
mostruosità o di stravaganze estranee alla
realtà. Candido è il suo genere, antico
il mestiere, idiliaca l'istintività, sognante
la realtà, disancorata dalle codificazioni
di maniera la sua espressione. Si ripropone con lei
una tradizione che trapassa dalla memoria verso le
zone remote dell'inconscio; si impasta nei colori
di un desiderio di luce, di spazi sereni, di silenziose
occasioni di concentrazione; si apre alla speranza
la scoperta di un contatto, per comunicare con gli
altri, con la natura, il passare del tempo. La pittura
non è più realtà impassibile:
diviene pensiero, verità di commossa esperienza,
traccia di retaggi per l'incorruttibilità della
vita. Nel ricordo della sua Maremma dell'infanzia,
Maria Barai vive a Valeggio sul Mincio, angolo lontano
dal turbine, rifugio per la sua attività. Di
mostre personali, partecipazione a concorsi nazionali
e internazionali, fra trofei, targhe, medaglie che
premiano le sue opere.
Hermes Press
Maria Barai affida alla tela una intensa carica di
sentimento senza cercare la perfezione formale che
badi alla linea a scapito del tema; preferisce convogliare
tutto il suo interesse e tutta la sua attenzione sulla
emozione e sull'atmosfera che viene via, via creando.
Nella sua controllata ricchezza di colore, fonte di
energia e di vitalità artistica la Barai crea
composizioni vibranti che assicurano e confermano
la sua preziosa e suggestiva figurazione.
M.D. Storari
I colori che sembrano realisti ci consentono di dire
che la sua "naiveté" è di
natura poetica e sognante che trasfigura in favola
la realtà, e sono il prodotto d'una carica
inconscia, dal suo io più profondo, popolato
di ricordi e di ansie. Prevale in Maria Barai l'interesse
di esprimere quanto prova nel profondo dell'anima
di artista per le sollecitazioni emotive che trovano
forma per le sollecitazioni fantastiche che alterano
la realtà oggettiva, lasciandovi il sapore
d'una memoria metafisica connaturata con la vita.
Amelia Casnici
Quella georgica preindustriale sostrato dell'arte
Maria Barai: esistenza come elevazione interiore
Questa
mia nota riguarda Maria Barai , una presenza nel panorama
della cultura artistica contemporanea della creatività
pura e - come tale - capace di fermare espressioni
pittoriche significative che ci ricordano, in qualche
modo, l'armoniosità di quella che fu la civiltà
preindustriale., spesso rimpianta. Temi di natura
georgica impegnano questa artista di sangue mantovano
vivente a Valeggio sul Mincio, quella terra, ancora
amena, cantata dal grande poeta della latinità
Virgilio. Difatti, si leggono nella copiosa produzione
di opere, di varia dimensione e tecnica, certe aree
riprese nella tersa e suggestiva campagna del Veronese
e del Mantovano durante le diversità stagionali.
Sono pure le cose oltre all'ambiente, che accendono
l'attenzione di Maria Barai che spesso, con la sua
visione incontaminata, riporta sulle tele. E vanno,
pertanto, ricordate alcune sue opere come Il gatto,
la zucca, il vaso con fiordalisi, le mimose, il vaso
non ti scordar ed altro, opere non cifrate, agevoli,
come tali, dopo la dirompente avanzata dell'espressione
artistica rivoluzionaria. Dalle opere che occupano
le pareti della grande abitazione della nostra artista,
che mai ha proposto nelle tante mostre come merce
e come semplice fonte di profitto, emerge una trasmissione
policroma che è in quei bruni intensi, in quei
rossi, in quei viola, in quei rosa. In quei colori,
insomma, della varietà magica stagionale. Queste
opere comprendono tutta l'azione creativa di diversi
anni durante i quali l'autrice ha sinceramente inteso
l'arte come esistenza, come elevazione interiore.
Sebastiano Saglimbenii
Hanno scritto i critici e cultori d'arte:
Dott.
Vito Cracas, Mario Monteverdi, Paolo Di Martino, cav.Casimiro
Dell'Arco Talarico, dott.Mario Saccoccia, dott. Sebastiano
Saglimbeni, Mirella Occhipinti, Hermes Press, Amelia
Casnici, Giuseppe Nasillo, Angelo Marcianò,
Pier Arturo Sangiorgi, Patrizio Cauzi, M.D.Storari,
Enrico Agosta, Del Forte, Antonino Facchinetti, Antonino
De Bono, Abrami, Banchi,Cattafesta; Maggi, Mapponi,Marcolini,
Mazzetti, Scolesi, Sillato, ecc.
Ha
esposto in numerose città tra le quali ricordiamo:
Brescia,
Dossobuono, Pecognaga, Chioggia, Guidizzolo, Arco,
Sottomarina, Mantova, Villafranca, Monza, Rimini,
Varese, Modena, Desio, Terni, Soave, Sanremo, Como,
Milano, Roma: è stata premiata a Parigi, Portogallo,
Marocco, Spagna, ecc...
Mostre:
Marzo
- 1998 - antologica - Hotel Des Etrangers- Sanremo
- Giugno - 1998 - personale - Firenze - Centro Storico-
Luglio - 1998 - personale - Bardolino - Palazzina
Storica - Settembre - 1998 - personale - Villafranca
- Comune -
Collettive:
Novembre
- 1997 - Noi Pittori d'Italia - Hotel Des Etrangers-
Sanremo - Febbraio - 1997 - Arte e Musica...Insieme
- Hotel Des Etrangers- Sanremo - Novembre - 1998 -
Noi Pittori d'Italia - Hotel Des Etrangers- Sanremo
- Febbraio - 1998 - Arte e Musica...Insieme - Hotel
Des Etrangers- Sanremo - Novembre - 1999 - Noi Pittori
d'Italia - Hotel Des Etrangers- Sanremo - Febbraio
- 2000 - Arte e Musica...Insieme - Hotel Des Etrangers-
Sanremo - Novembre - 2002 - Sanremo chiama l'arte
- Hotel Nyala di Sanremo - Febbraio - Marzo - 2003
- Arte e Musica...Insieme - Hotel Nyala - Hotel Londra
-Hotel Festival Sanremo -
Concorsi:
Novembre
/ dicembre - 1994 - 2° Festival Internazionale
della Pittura Contemporanea di Sanremo
Novembre / dicembre - 1997 - 5° Festival Internazionale
della Pittura Contemporanea di Sanremo
Novembre / dicembre - 1998 - 6° Festival Internazionale
della Pittura Contemporanea di Sanremo
Novembre / dicembre - 1999 - 7° Festival Internazionale
della Pittura Contemporanea di Sanremo
Novembre / dicembre - 2002 -10° Festival Internazionale
della Pittura Contemporanea di Sanremo
Maggio - 2003 - Gli artisti della Tavolozza al Gef
- Teatro Ariston di Sanremo.
Premi
e riconoscimenti:
Dicembre
- 1994 - 10° Class. - Premio di classifica - 2°
Festival Internazionale della Pittura Contemporanea
di Sanremo
Dicembre - 1997 - 1° Class. - Premio Cesare Orvieto
- 5° Festival Internazionale della Pittura Contemporanea
di Sanremo
Dicembre - 1999 - Med.Arg.. - Presid. Repubblica -
7° Festival Internazionale della Pittura Contemporanea
di Sanremo
Dicembre - 2002 - Med.d'oro -I gioielli del decennale
- 10° Festival Internazionale della Pittura Contemporanea
di Sanremo
Bibliografia
e cataloghi:
La
Stampa, Il Resto del Carlino, Fenice 2000, Festival
News, Sanremo arte 2000, Il Secolo XIX, La Riviera,
1980 - Dizionario dei pittori Mantovani (volume terzo),
Sartori editore, Annuaruo Bolaffi N° 18, 1997
- Arte Moderna, Giorgio Mondadori editore. 1997 -
Catalogo Artisti Contemporanei partecipanti al 5°
Festival internazionale della pittura contemporanea
Edizioni. "CentroD'Arte e Cultura "La Tavolozza".
1998 - Catalogo Artisti Contemporanei partecipanti
al 6° Festival internazionale della pittura contemporanea
Edizioni. "CentroD'Arte e Cultura "La Tavolozza"
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