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Fiori viola

1994
olio su tavola
cm: 45X60

portali d' arte - pittori - poeti - Centro d' Arte e Cultura La Tavolozza Sanremo

Gatto

olio su tavola



Il pesce

 



LA PITTURA DI MARIA BARAI

Biografia e personalità artistica:
Nasce il 30 maggio 1930 a Roccastrada (Gr), da genitori mantovani, in giovine età torna con la famiglia nella sua Monzambano (Mn). Risiede a Valeggio sul Mincio (Vr). Fin dall'infanzia dimostra una particolare indole per la pittura, ma la sua vita artistica inizia solo nel 1976 con la sua prima esposizione a Pegognaga. Da allora moltissime sono le sue partecipazioni a concorsi, premi, rassegne collettive e personali. Catalogata come pittrice naif per la semplicità compositiva, negli anni ha ordinato mostre personali a Brescia, Dossobuono, Chioggia, Guidizzolo, Arco, Sottomarina, Mantova, Villafranca, Monza, Rimini, Varese, Modena, Desio, Terni, Soave, Sanremo, Como, Milano, Roma: è stata premiata a Parigi, Portogallo, Marocco, Spagna, ecc... Negli ultimi anni è stata ripetutamente invitata al Festival internazionale della pittura contemporanea di Sanremo dal Centro d'arte e cultura " La Tavolozza", che le ha ordinato anche una mostra personale antologica nel marzo 1998. presso l'Hotel Des Etrangers di Sanremo. Maria Barai è un'artista sicuramente sincera, capace di esprimere il proprio mondo, la propria interiorità fatta dell'amore per le piccole cose, di piccoli pensieri che spesso idealizzano la realtà. Difficile dire quale sia la molla ispiratrice di Maria Barai, sicuramente ogni aspetto legato alla natura può diventare soggetto di un quadro: la vicinanza di un gattino, i fiori del giardino, il paesaggio marittimo,le sue bucoliche scene agresti: il tutto preso come spunto,mai, comunque, soggetto copiato dal vero: così, in tutti i suoi lavori trapela una fresca emozione che incide sulla realtà. Maria Barai dipinge per piacere personale, la sua pittura ricca di sentimento, pur apparendo a volte un pò rigida e incerta, viene ingentilita dai toni caldi del colore steso in modo personale.

DOCUMENTAZIONE CRITICA

"Una favola meravigliosa permeata di sentimenti ed emozioni è la pittura di Maria Barai , un'artista che ha costruito una sua dimensione pittorica lavorando con la tenacia e la perizia che la passione per l'arte e lo studio assiduo della tecnica hanno conferito alla sua personalità. Un vibrante rapporto con ciò che la circonda, un sentimento intenso e profondo verso le cose che sente più vicine, un dialogo continuo con la natura, tutto si traduce attraverso la sua mediazione di immagini spontanee, finestre che si aprono su paesaggi agresti, sulla natura colta nel momento del risveglio, su frutti rigogliosi e fiori prorompenti che hanno il sapore del vero, su dolci figure senza tempo che evocano i9l fluire delle percezioni sensoriali dell'animo che non ha ritegno ad abbandonarsi al sentimento. Sono temi semplici che accendono di impulsi emotivi la sincera ispirazione di Maria Barai Trasformando la realtà esterna in una visione interna ora calma e pacata, ora pervasa di lirica tensione, ma sempre capace di rivelare e trasmettere con immediatezza il contenuto pregnante del mondo naturale liberato dal velo dell'ovvietà e arricchito dai fermenti di una personalità versatile e feconda come la terra che l'ha forgiata. Indubbiamente Maria Barai è espressione dei suoi luoghi, versatile e composita come la sua terra, terra di confine, cerniera tra diversi stili di vita che sfuma la Lombardia per trasformarla in Veneto, che arricchisce la caparbia operosità di Renzo e la schiva dolcezza di Lucia dell'arguzia intrigante di Arlecchino e della grazia accattivante di Colombina, terra di transizione ma di forte temperamento che ha vissuto ed assorbito le emozioni delle grandi battaglie risorgimentali. E' feconda e ricca di espressione Maria Barai come ricca di acque e lussureggiante di vegetazione vanto di parchi straordinari è la sua terra; è vigorosa Maria, nei suoi fiori e nei suoi frutti resi con tecnica corposa, quasi materica, composizioni che solo le convenzioni definiscono nature morte, ma rese vive dal vibrante anelito che Maria ha saputo trasfondere in esse; è delicata Maria Barai nelle sue mimose languide e sinuose intrise di calda solarità, nei suoi gatti dagli occhi attoniti che invitano la mano ad una morbida carezza, trame tessute con tecnica velata e soffusa che dona consistenza e dimensione all'immagine; è sognante Maria nelle sue figurine, quasi miniature, che sfuggono nel vento trasportate dai loro pensieri e abbandonate al vagare della percezione che rifugge il mondo e si perde nel labirinto dei ricordi; è coerente Maria Barai nel suo percorso artistico che si snoda in un continuo racconto visivo che trasmette non ciò che Maria vede, ma ciò che Maria sente suggerendo all'animo dell'osservatore sentimenti ed emozioni di poetica serenità."


Mario Saccoccia Casimiro Dell'Arco Talarico


Maria Barai vive ed opera a Valeggio sul Mincio. Prestigiose personali e numerose collettive sono da annoverarsi nel corso del suo cammino pittorico; premi e riconoscimenti, anche a livello internazionale hanno punteggiato il suo cammino d'arte. Critica e pubblico hanno riscontrato sin dall'iniziale sua produzione la valida maturità del suo stile, peraltro originalissimo. Catalogata come pittura Naive, per la semplicità lineare delle immagini proposte, quella di Maria Barai è certamente una fresca e spontanea pioggia di colori, che rassicura nelle sue migliori intenzioni artistiche e, sopratutto, ridona all'animo un gioioso sentore di libertà. La scioltezza spontanea delle minite pennellate si rincorre nel gioco euritmico della composizione; l'abbozzo delle figure si percepisce nel sunto formale espressivo, quasi che l'accenno figurativo, dovuto non al segno ma al colore, si limiti alla pura essenzialità dell'immagine che è pur nutrita di corposa tangibilità.Ne deriva una dolce rimbalzante carellata di emozioni, che si espandono in abbraccio festoso a carpire lo spazio della tela. E' in essa l'esultanza di genuina sensibilità emotiva, la fragranza di giovinezza, a sottile impressione dell'incidenza del reale, che trova una sua verità solo nella libera esplosione della fantasia.Il fantastico si riassume nelle dense tonalità cromatiche, che sembrano far rimbalzare la scena in dimensione di surreale immaginazione, disperdendola nella luminosità di una coerenza sintetica con la sfera impalpabile ed inconscia personalità dell'artista. Nella carambola emozionale si avverte la misura di profonda meditazione che coinvolge certa metafisica sospensione statistica nel vorticoso tumulto del gioco cromatico.La tensione spirituale di Maria Barai, che dalla tela rimbalza e quasi epidermicamente coinvolge, sembra acuirsi nell'ideale proiezione verso l'alto, richiamando l'attenzione sulla velata trama di connessione simbolica.


da" storia della pittura italiana" - Mario Monteverdi


Ciò che ci attrae della pittura di Maria Barai è il modo con cui usa il colore che sorprende per la sua nitida interiorità, per la sua precisione chiarificatrice di emozioni. I suoi dipinti divengono autonomamente vitale, senza aver alcun bisogno di inutili scenografie che diano loro il senso del movimento. La trasparenza di certe atmosfere, la vibralità della luce così magistralmente autentica, trovano la loro origine nel suo modo di stendere il colore riuscendo a inserire momenti di forza incisiva che si concludono in immagini di pace rasserenante. E' proprio questa forza incisiva, quasi in un sussulto di rotture tonali. Rende più esuberante il potere evocatore delle tinte e giunge ad individuare una strutturalità percettiva più densa e vivace.Le sue figurazioni sono la rappresentazione vibrante della realtà, una realtà ritrovata attraverso il filtro di una delicata sensibilità, espressa con il linguaggio ad ella più consono, cioè l'arte.


Paolo A. di Martino


Si avverte nella pittura di Maria Barai il desiderio di affrontare l'espressione figurativa legata alla realtà quotidiana, ma nello stesso tempo sospesa in una atmosfera di pacata idealizzazione dell'immagine. Giocando più sugli effetti cromatici che sulle strutture sceniche, Maria Barai intesse un continuo, particolare dialogo con se stessa e con il mondo circostante, dando prova di sensibilità e di intuizione, sia quando istintivamente si immerge nelle predilette vedute campestri, sia quando si cimenta con una pagina floreale o con la figura di un animale. Con un procedimento descrittivo impostato su una originalità chiamata a creare in piena libertà e disancorata da ogni scuola, da ogni tendenza, da ogni eventuale richiamo di corrente o di maniera codificate, ci si presentano opere insolite e significativamente invitanti ad una lettura del tutto nuova. Assistita da un animo da un animo sensibile ed incline a percepire la presenza del semplice in tutto ciò che la vita giornalmente le offre, la Barai affida alla sua tavolozza palpiti ed emozioni, sussulti e commozioni, non diversamente da come farebbe un poeta (e poesia "sui generis" è certamente anche la pittura della Barai che vive a Valeggio sul Mincio) il quale consegna alla penna il compito di rievocare attraverso una serie di immagini liriche attimi che hanno visitato la sua interiorità e ne hanno segnato marcatamente il passaggio. In un epoca di programmatori senza fantasia non ci dispiace additare una figura di pittrice che della fantasia e della passionalità creativa ha fatto e fa il suo contrassegno intriso di spontanea ed immediata colloquialità.


Giuseppe Nasillo


La sua è una pittura piena, pastosa, ricca di notevoli espressioni cromatiche, e ravvivate da folgorazioni luminose di intensa efficacia. In esse vi è una ricerca continua alla perfezione stilistica, alla purezza del colore usato con maestria in perfetto equilibrio nel rapporto natura-materia. Le opere di Maria Barai vivono di un sentimento puro, incontaminato, che risente di una impostazione umanistica non indifferente. Anche se a volte la sua pittura può apparire rigida, legnosa (quasi scolpita nella quercia) è ingentilita e raddolcita dai toni caldi del colore usato, proprio per dare all'immagine una plasticità, una corposità tangibile; ed è appunto in tale simbolica contrapposizione di strutture che l'artista riesce ad esprimere il meglio di se stessa, esteriorizzando quanto di umanamente valido racchiude uno spirito teso alla conquista di un mondo fatto di emozioni, sensazioni, folgorazioni emotive. La Barai porta avanti il suo discorso, discorso che sempre investe l'essere umano, l'uomo al centro della creazione. L'artista ci fornisce una produzione sempre carica di emotività espressa appunto attraverso il colore, sorretta da una fantasia poetica vivace che da veramente qualche cosa a chi l'osserva; una sensazione di pieno, di saturo, un'ondata di solitudine, una vibrazione di luci.Da questa pittura lei ricava il piacere personale, l'intima soddisfazione del momento creativo svolto con una tecnica precisa, sicura, priva di incertezze o richiami a vaghi concettualismi, ma costantemente legata ad una decisa e prepotente concepibilità del reale.


Pier Arturo Sangiorgi


Ciò che maggiormente colpisce davanti ad un'opera di quest'artista è il particolare senso di gioia che deriva da ogni sua opera; anche la pittura quindi diventa un mezzo per celebrare le gioie della vita e un modo per esaltare le piccole cose che ci circondano, per vincere l'ansia che quotidianamente ci accompagna l'angoscia che percuote l'uomo contemporaneo, dando maggiore fiducia e nuove speranze. La nostra artista allude continuamente alla realtà, non per travisarla ma per coglierla più concretamente e per comprendere in essa ogni più piccolo messaggio. La sua poesia è serena, venata di tenerezza e di passione; sceglie e regola le immagini reali in un equilibrio di composizione disegnativa, di accordi, di accordi di colore, di paesaggi di luce; è una sintesi vibrante di variate sensazioni, che l'analisi continua dell'esistente fa nascere in lei; è uno specchio dell'anima. I suoi quadri rivelano una partecipazione della vita alla natura ottenuta attraverso il filtro dei sentimenti dell'individuo; Maria Barai è una pittrice nuova proprio per il rapporto che ha saputo stabilire tra natura e ed individuo. L'intento dell'artista è anche quello di descrivere; in certo modo ama riportare sulla tela un aspetto poetico dello spettacolo naturale, rendendo il senso particolare di un clima, di un ambiente; interpreta i dati del reale secondo un ordine sensibile che ne verifichi la possibilità di contemplazione. L'assunzione visiva di una trama intimista, la distribuzione degli elementi, riportano ad un complesso di relazioni che rivelano in questa artista abbandono lirico ed uno spirito sempre vivo ed acceso. Tale liricità la ritroviamo nelle sue rappresentazioni di fiori, opere in cui la pennellata si condensa magicamente in tratti ora brevi, ora infiniti, scivolando quasi per miracolo sulla superficie pittorica. I sottili valori del tonalismo che Maria Barai appunta con una sensibilità acutissima ed una lucida intelligenza, vogliono essere la dimostrazione di questa acutezza e di questa chiarezza di idee; un acutezza vigile, che dosa le reazioni sensibili e che può sposare alla squisitezza il sentimento poetico. Lo spazio che circonda i frammenti tratti dalla realtà, nelle opere dell'artista, non perde la sua infinità, anzi diventa più concreto proprio con la scoperta o con la sensazione maggiormente acuita anche dal più piccolo frammento, che diventa esso stesso un insieme di sensazioni germinanti nella fantasia dell'artista. L'artista si è mossa lungo questa linea di sviluppo del suo far arte, senza sforzo e quasi d'istinto, perchè dietro c'è la ricchezza di un sentimento poetico che da ascendenze liriche alla sua pittura, nella ricerca di una interpretazione che, partendo dal reale, gradualmente se ne allontana dal punto di vista emozionale, privilegiando così impulsi e vibrazioni interne, provenienti direttamente dal suo inconscio. Senza dubbio vi è tanto nella donna quanto nell'artista un sentore particolare che spinge a tale tensione e tali sentimenti per cui, nelle varie possibilità interpretative, gioca non poco l'emotività espressiva che domina inappagata, ottenendo per gestualità e colore, il gusto e l'armonia che definiscono e determinano.


Mirella Occhipinti


Cresce nel quadro della signora Maria Barai, un colore insieme con l'altro intercalandosi nello spazio, con una diffusione, pure nella varietà, soffusa d'una luce che fa palpitare ogni parte della superficie e dei volumi, in tutto lo spazio del quadro, con lo stesso tocco in tutto l'insieme. Cresce la forma come immagine fugace di un contenuto molto semplice; senza complicazioni: lo stesso aspetto genuino della natura. Però tale aspetto tanto semplice ha una freschezza viva proprio nel farsi delle dimensioni della terra, dell'acqua, del cielo, con una successione graduale, svelta e libera di piani diversi che sembrano alzarsi come gradini di una magica scalata alla luce più limpida, sempre più in alto.E' incredibile che la signora Maria Barai rifaccia l'immagine che si è formata in lei quando era bambina con gli occhi stralunati di allora; sembra di rivederla in primo piano con il visino di allora, in mezzo ai fiori, con quegli steli, che si allungano perchè ci si è troppo avvicinati. Certo questa sublimazione dei fiori è un momento di commozione, il farsi dell'idea della vita dei fiori, nella loro più limpida prestanza. Non è cosa ricercata, voluta, inventata il quadro della signora Maria Barai, è venuta via così piano piano come senso di una immagine sospesa nei ricordi come voluta per tinta che vagola, da scalfirsi appena; cioè si traduce come una impressione fugace; piacevole di luce sparsa nelle cose che sembrano muoversi in quanto sono colte nella brevità del loro farsi davanti ai nostri occhi. Ma sembra incredibile che su questi colli che stanno intorno al Garda, dove tanto vergognosamente si imbratta il mondo ecologico, ci sia ancora qualcuno che sappia esprimere così vivamente e nobilmente il senso genuino, sincero, efficace della bellezza non solo della natura, ma della sua poesia.

Patrizio Cauzi


La pittura naive di Maria Barai non risente mai di mostruosità o di stravaganze estranee alla realtà. Candido è il suo genere, antico il mestiere, idiliaca l'istintività, sognante la realtà, disancorata dalle codificazioni di maniera la sua espressione. Si ripropone con lei una tradizione che trapassa dalla memoria verso le zone remote dell'inconscio; si impasta nei colori di un desiderio di luce, di spazi sereni, di silenziose occasioni di concentrazione; si apre alla speranza la scoperta di un contatto, per comunicare con gli altri, con la natura, il passare del tempo. La pittura non è più realtà impassibile: diviene pensiero, verità di commossa esperienza, traccia di retaggi per l'incorruttibilità della vita. Nel ricordo della sua Maremma dell'infanzia, Maria Barai vive a Valeggio sul Mincio, angolo lontano dal turbine, rifugio per la sua attività. Di mostre personali, partecipazione a concorsi nazionali e internazionali, fra trofei, targhe, medaglie che premiano le sue opere.


Hermes Press


Maria Barai affida alla tela una intensa carica di sentimento senza cercare la perfezione formale che badi alla linea a scapito del tema; preferisce convogliare tutto il suo interesse e tutta la sua attenzione sulla emozione e sull'atmosfera che viene via, via creando. Nella sua controllata ricchezza di colore, fonte di energia e di vitalità artistica la Barai crea composizioni vibranti che assicurano e confermano la sua preziosa e suggestiva figurazione.


M.D. Storari


I colori che sembrano realisti ci consentono di dire che la sua "naiveté" è di natura poetica e sognante che trasfigura in favola la realtà, e sono il prodotto d'una carica inconscia, dal suo io più profondo, popolato di ricordi e di ansie. Prevale in Maria Barai l'interesse di esprimere quanto prova nel profondo dell'anima di artista per le sollecitazioni emotive che trovano forma per le sollecitazioni fantastiche che alterano la realtà oggettiva, lasciandovi il sapore d'una memoria metafisica connaturata con la vita.


Amelia Casnici


Quella georgica preindustriale sostrato dell'arte
Maria Barai: esistenza come elevazione interiore

Questa mia nota riguarda Maria Barai , una presenza nel panorama della cultura artistica contemporanea della creatività pura e - come tale - capace di fermare espressioni pittoriche significative che ci ricordano, in qualche modo, l'armoniosità di quella che fu la civiltà preindustriale., spesso rimpianta. Temi di natura georgica impegnano questa artista di sangue mantovano vivente a Valeggio sul Mincio, quella terra, ancora amena, cantata dal grande poeta della latinità Virgilio. Difatti, si leggono nella copiosa produzione di opere, di varia dimensione e tecnica, certe aree riprese nella tersa e suggestiva campagna del Veronese e del Mantovano durante le diversità stagionali. Sono pure le cose oltre all'ambiente, che accendono l'attenzione di Maria Barai che spesso, con la sua visione incontaminata, riporta sulle tele. E vanno, pertanto, ricordate alcune sue opere come Il gatto, la zucca, il vaso con fiordalisi, le mimose, il vaso non ti scordar ed altro, opere non cifrate, agevoli, come tali, dopo la dirompente avanzata dell'espressione artistica rivoluzionaria. Dalle opere che occupano le pareti della grande abitazione della nostra artista, che mai ha proposto nelle tante mostre come merce e come semplice fonte di profitto, emerge una trasmissione policroma che è in quei bruni intensi, in quei rossi, in quei viola, in quei rosa. In quei colori, insomma, della varietà magica stagionale. Queste opere comprendono tutta l'azione creativa di diversi anni durante i quali l'autrice ha sinceramente inteso l'arte come esistenza, come elevazione interiore.


Sebastiano Saglimbenii


Hanno scritto i critici e cultori d'arte:

Dott. Vito Cracas, Mario Monteverdi, Paolo Di Martino, cav.Casimiro Dell'Arco Talarico, dott.Mario Saccoccia, dott. Sebastiano Saglimbeni, Mirella Occhipinti, Hermes Press, Amelia Casnici, Giuseppe Nasillo, Angelo Marcianò, Pier Arturo Sangiorgi, Patrizio Cauzi, M.D.Storari, Enrico Agosta, Del Forte, Antonino Facchinetti, Antonino De Bono, Abrami, Banchi,Cattafesta; Maggi, Mapponi,Marcolini, Mazzetti, Scolesi, Sillato, ecc.

Ha esposto in numerose città tra le quali ricordiamo:

Brescia, Dossobuono, Pecognaga, Chioggia, Guidizzolo, Arco, Sottomarina, Mantova, Villafranca, Monza, Rimini, Varese, Modena, Desio, Terni, Soave, Sanremo, Como, Milano, Roma: è stata premiata a Parigi, Portogallo, Marocco, Spagna, ecc...

Mostre:

Marzo - 1998 - antologica - Hotel Des Etrangers- Sanremo - Giugno - 1998 - personale - Firenze - Centro Storico- Luglio - 1998 - personale - Bardolino - Palazzina Storica - Settembre - 1998 - personale - Villafranca - Comune -

Collettive:

Novembre - 1997 - Noi Pittori d'Italia - Hotel Des Etrangers- Sanremo - Febbraio - 1997 - Arte e Musica...Insieme - Hotel Des Etrangers- Sanremo - Novembre - 1998 - Noi Pittori d'Italia - Hotel Des Etrangers- Sanremo - Febbraio - 1998 - Arte e Musica...Insieme - Hotel Des Etrangers- Sanremo - Novembre - 1999 - Noi Pittori d'Italia - Hotel Des Etrangers- Sanremo - Febbraio - 2000 - Arte e Musica...Insieme - Hotel Des Etrangers- Sanremo - Novembre - 2002 - Sanremo chiama l'arte - Hotel Nyala di Sanremo - Febbraio - Marzo - 2003 - Arte e Musica...Insieme - Hotel Nyala - Hotel Londra -Hotel Festival Sanremo -

Concorsi:

Novembre / dicembre - 1994 - 2° Festival Internazionale della Pittura Contemporanea di Sanremo
Novembre / dicembre - 1997 - 5° Festival Internazionale della Pittura Contemporanea di Sanremo
Novembre / dicembre - 1998 - 6° Festival Internazionale della Pittura Contemporanea di Sanremo
Novembre / dicembre - 1999 - 7° Festival Internazionale della Pittura Contemporanea di Sanremo
Novembre / dicembre - 2002 -10° Festival Internazionale della Pittura Contemporanea di Sanremo
Maggio - 2003 - Gli artisti della Tavolozza al Gef - Teatro Ariston di Sanremo.

Premi e riconoscimenti:

Dicembre - 1994 - 10° Class. - Premio di classifica - 2° Festival Internazionale della Pittura Contemporanea di Sanremo
Dicembre - 1997 - 1° Class. - Premio Cesare Orvieto - 5° Festival Internazionale della Pittura Contemporanea di Sanremo
Dicembre - 1999 - Med.Arg.. - Presid. Repubblica - 7° Festival Internazionale della Pittura Contemporanea di Sanremo
Dicembre - 2002 - Med.d'oro -I gioielli del decennale - 10° Festival Internazionale della Pittura Contemporanea di Sanremo

Bibliografia e cataloghi:

La Stampa, Il Resto del Carlino, Fenice 2000, Festival News, Sanremo arte 2000, Il Secolo XIX, La Riviera, 1980 - Dizionario dei pittori Mantovani (volume terzo), Sartori editore, Annuaruo Bolaffi N° 18, 1997 - Arte Moderna, Giorgio Mondadori editore. 1997 - Catalogo Artisti Contemporanei partecipanti al 5° Festival internazionale della pittura contemporanea Edizioni. "CentroD'Arte e Cultura "La Tavolozza". 1998 - Catalogo Artisti Contemporanei partecipanti al 6° Festival internazionale della pittura contemporanea Edizioni. "CentroD'Arte e Cultura "La Tavolozza"

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INSERITO IN LINEA IL: 02/08/2004
SCADENZA PROMOZIONE IL: 02/08/2005


portali d' arte - pittori - poeti - Centro d' Arte e Cultura La Tavolozza Sanremo

La zucca
olio su tavola



Marina
olio su tela



Vaso
con fiordalisi

1990
olio su tela
cm: 40 x 70